Mostre a Milano


Milano offre il più ampio programma di mostre e appuntamenti culturali della penisola. In questa pagina puoi trovare una selezione sempre aggiornata delle migliori mostre di Milano che Milanoguida ha scelto per te, tra le quali spiccano quelle organizzate da Palazzo Reale. Trovi informazioni pratiche, una breve descrizione della mostra e le visite guidate disponibili, sempre condotte da storici dell'arte per garantirti la massima qualità nella scoperta delle mostre e dei grandi tesori del panorama culturale di Milano.

 

Per ulteriori informazioni puoi scriverci all'indirizzo info@milanoguida.com - 02 3598 1535

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Mostre in corso a Milano


 

Dove: Milano, Museo di Scienza e Tecnologia

 

Quando: dal 19 luglio 2018 al 13 ottobre 2019

 

Orari Mostra: lunedì: chiuso; martedì-venerdì: 10-18; sabato-domenica: 10-19

MOSTRA "LEONARDO DA VINCI PARADE" A MILANO

 

Ad apertura del programma "Milano e Leonardo" con cui la città celebrerà a partire da maggio 2019 il quinto centenario della morte di Leonardo, Il Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" a Milano organizza la mostra "Leonardo da Vinci Parade", un affascinante percorso tra arte e scienza che espone in una spettacolare parata le collezioni storiche del museo: i modelli leonardeschi realizzati negli anni Cinquanta sulla base dei disegni originali di Leonardo e un gruppo di affreschi di maestri lombardi del Cinquecento concessi in deposito dalla Pinacoteca di Brera nel 1952.

 

Allestita da un prestigioso comitato di studiosi grazie all’interpretazione dei manoscritti vinciani, la raccolta dei modelli leonardeschi è una collezione unica al mondo, dal grande valore divulgativo per la sua capacità di  documentare l'ampiezza della ricerca tecnico-scientifica di Leonardo, nonché dall'elevato valore artistico e museologico dovuto alla precisione e alla perizia con cui i modelli vennero realizzati. Modelli di architetture, studi di ingegneria militare e di idraulica, macchine da lavoro o dedicate al tema del volo vengono esposti, molti dei quali in anteprima, a rivelare la convivenza, nella sperimentazione di Leonardo, tra ricerca di soluzioni pratiche e tensione verso modelli ideali, in un costante dialogo tra pensiero scientifico e umanistico.

 

La ricerca artistica di Leonardo è invece documentata dall'eredità da lui lasciata sulla cultura figurativa lombarda del primo Cinquecento. Affreschi provenienti da edifici oggi scomparsi come la chiesa di Santa Maria di Brera o di Santa Marta o da complessi tuttora esistenti come il monastero di Santa Maria Incoronata illustrano come i pittori attivi a Milano, su tutti Bernardino Luini, riuscirono a mettere a frutto la lezione di Leonardo nelle campagne decorative dei più importanti complessi monastici e conventuali del territorio.

 

Organizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Brera, la mostra "Leonardo da Vinci Parade" al Museo di Scienza e tecnologia di Milano offre un'ampia panoramica dello stato dell'arte e della scienza della Milano rinascimentale: da un lato gli spettacolari modelli leonardeschi testimoniano il carattere di avanguardia delle ricerche del genio toscano, dall'altro i preziosi affreschi provenienti dai più importanti edifici religiosi di Milano rivelano quanto la sua eredità artistica abbia alimentato una delle stagioni pittoriche più alte dell'arte lombarda.

 

  

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Dove: Milano, Museo del Novecento

 

Quando: dal 21 settembre 2018 al 24 febbraio 2019

 

Orari Mostra: lunedì: 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 - 19.30; giovedì e sabato: 9.30 - 22.30.

MOSTRA "MARGHERITA SARFATTI" A MILANO

 

La mostra "Margherita Sarfatti" al Museo del Novecento di Milano intende far conoscere al grande pubblico una grande protagonista della cultura italiana della prima metà del Novecento. Nata a Venezia nel 1880 nella ricca famiglia ebraica Grassini, Margherita Sarfatti ricevette un'ottima istruzione alimentata dalle lezioni private di illustri insegnanti e dagli incontri con grandi letterati del tempo, amici del padre, come Gabriele D'Annunzio e i fratelli Fogazzaro.

 

Sposato nel 1898 l'avvocato Cesare Sarfatti, del quale assunse il cognome, seguendo l'orientamento politico del marito, Margherita Sarfatti aderì al Partito socialista giungendo più tardi a collaborare con l'organo di stampa del partito, l'Avanti!, e ponendosi al fianco di Anna Kuliscioff nella battaglia per l'emancipazione femminile. Fu in quel contesto che conobbe Benito Mussolini, al quale per molti anni fu legata da un lungo e forte sentimento, destinato più tardi a oscurare il suo ruolo di mecenate e di critica d'arte.

 

A partire dagli anni Venti la sua casa milanese in corso Venezia divenne luogo di ritrovo e confronto dei maggiori artisti e intellettuali dell'epoca, tra cui gli esponenti del movimento futurista e gli scultori Medardo Rosso e Arturo Martini. La sua capacità di catalizzare le ricerche artistiche votate al ritorno all'ordine e alla figurazione la portò a fondare nel 1922 il gruppo Novecento a cui aderirono gli artisti Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Gian Emilio Malerba, Pietro Marussig, Ubaldo Oppi e Mario Sironi. Il gruppo espose per la prima volta nel 1923 alla Galleria Pesaro per poi ribadire l'unità della propria ricerca nella grande mostra alla Permanente del 1926, a cui parteciparono tutti i principali interpreti dell'arte italiana tra le due guerre, tra cui Gino Severini, Fortunato Depero, Carlo Carrà e Giorgio De Chirico.

 

Organizzata in collaborazione con il Mart di Rovereto, che ne conserva l'archivio, la mostra "Margherita Sarfatti" al Museo del Novecento a Milano racconta la mille sfaccettature di una donna dalla personalità complessa e affascinante che con la sua attività di giornalista e di critica d'arte ha saputo farsi interprete di uno dei momenti culturali più importanti attraversati dall'Italia, contribuendo in massimo grado a dettare il gusto e lo stile del proprio tempo

 

  

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Dove: Milano, Mudec

 

Quando: dal 28 settembre 2018 al 10 febbraio 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA "CAPITANI CORAGGIOSI" A MILANO

 

La "mostra Capitani coraggiosi. L'avventura umana dello scoprire, dal Buco del piombo a Marte" al Mudec di Milano si propone di raccontare la propensione dell'uomo all'esplorazione focalizzandosi sulle grandi scoperte e conquiste del Novecento. Articolata in cinque sezioni di carattere tematico, l'esposizione trova la sua ideale collocazione negli spazi del Museo delle culture di Milano in quanto la collezione permanente del Mudec è frutto dell'esperienza di grandi viaggiatori dell'Ottocento come Antonio Raimondi, coinvolto nella mappature delle risorse del Perù e di Gaetano Osculati, scopritore delle fonti del fiume Napo in Amazzonia.

 

A partire dall'eredità dei secoli precedenti e con uno sguardo sulla contemporaneità, la mostra approfondisce gli ambiti in cui si è concentrata la ricerca scientifica. Tra questi, oggetto della prima sezione, la cartografia dove si assiste al progressivo affiancamento alle mappature per specialisti, come quelle prodotte dall'Istituto Geografico Militare, delle immagini rese accessibili a tutti dall'applicazione Google Earth.

 

La parte centrale della mostra si concentra poi sui temi dell'esplorazione dell'aria e del sottosuolo. La ricerca delle grandi altezze è documentata dai momenti topici della storia dell'alpinismo, come la la conquista italiana del K2, dallo sviluppo dell'aviazione, dagli studi pionieristici di Enrico Forlanini sui dirigibili alla produzione industriale di aerei della Caproni e dell'Aermacchi, e dalle prospettive delle missioni spaziali, particolarmente focalizzate su Marte.

 

L'esplorazione delle profondità viene narrata attraverso la storia della speleologia, con un occhio di riguardo all'esperienza di Milano, dove nel 1897 nasce il Gruppo Grotte Milano, di cui faceva parte tra gli altri Vittorio Bertarelli, fondatore del Touring Club Ciclistico.

 

L'esposizione si conclude con una serie di interviste a professionisti di diversi settori in un dialogo mirato a definire la "geografia del futuro".

 

La "mostra Capitani coraggiosi. L'avventura umana dello scoprire, dal Buco del piombo a Marte" al Mudec di Milano è un'affascinante immersione nella storia dell'esplorazione, tra scienza e fantasia, ma anche un viaggio nel futuro che tenta di tracciare le prossime strade della conoscenza.

 

  

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Dove: Palazzo Reale di Milano

 

Quando: dal 4 ottobre al 3 febbraio 2018

 

Orari Mostra:

Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI CARRA' A MILANO

 

La mostra di Carlo Carrà a Palazzo Reale è un dovuto omaggio a uno dei più importanti esponenti dell'arte italiana del Novecento, protagonista dei principali movimenti che hanno segnato la storia di quel secolo, dal Futurismo alla Metafisica fino al gruppo Novecento legato a Margherita Sarfatti.

 

Nato in provincia di Alessandria, Carrà si dedicò all'arte fin da giovane, ottenendo i suoi primi incarichi di lavoro in qualità di decoratore. La sua prima occupazione lo portò a Parigi, a Londra fino a farlo trasferire a Milano che divenne la sua città d'adozione. Qui fece conoscenza del Divisionismo di artisti quali Segantini, per poi entrare a far parte, insieme a Boccioni, Russolo, Balla e Severini, del movimento futurista. Lo scoppio della Grande Guerra rappresentò un momento doloroso per Carrà, che durante il servizio militare fu ricoverato nell'ospedale psichiatrico di Ferrara. Nella città emiliana conobbe Giorgio De Chirico e Filippo De Pisis coi quali definì i principi della Metafisica.

 

Il rientro a Milano coincise con l'adesione al cosiddetto ritorno all'ordine che caratterizzò l'arte in Italia tra le due guerre: negli anni Venti nei suoi quadri paesaggi e nature morte segnano quel ritorno alla realtà che negli anni Trenta prende le forme di grandi composizioni di figura. L'opera di Carrà si nutre allora delle ricerche di Cézanne e della lezione dei grandi maestri del Quattrocento come Piero della Francesca.

 

Attraverso un'ampia selezione delle sue opere più significative dalle prime prove divisioniste ai capolavori dei decenni successivi, la mostra di Carlo Carrà a Palazzo Reale a Milano offre un'occasione di scoperta di un pittore che ha saputo continuamente rinnovare e ripensare la propria arte a confronto coi grandi mutamenti storici e culturali del Novecento.

 

 

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Dove: Milano, Spazio Ventura

 

Quando: dal 6 ottobre 2018 

 

Orari Mostra:

Lunedì-martedì: chiuso; Mercoledì-domenica: 10-20

MOSTRA "REAL BODIES" A MILANO

 

Dopo il grande successo della prima edizione, la mostra Real Bodies torna a Milano, con un nuovo percorso espositivo arricchito da tre sezioni tematiche aggiuntive, dedicate alla biomeccanica, all'anatomia comparata e agli studi di Leonardo Da Vinci

 

Fulcro dell'esposizione è l'atlante umano tridimensionale: corpi e organi appositamente trattati per poter illustrare al meglio tutte le funzioni biologiche permettono di comprendere il funzionamento dei diversi apparati e sistemi: scheletrico, digerente, respiratorio, riproduttivo, nervoso, cardiocircolatorio e muscolare. Accanto agli organi umani saranno per la prima volta esposti organi del regno animale: un vero e proprio laboratorio di anatomia comparata che consentirà di cogliere analogie e differenze fra le strutture anatomiche umane e quelle animali, facendo luce sui processi evolutivi.

 

In un percorso che delinea le conquiste della scienza nell'ambito dell'anatomia da Leonardo fino ai nostri giorni, la mostra offrirà un'occasione di approfondimento sulla figura del genio toscano anticipando così le iniziative del programma "Milano e Leonardo" che nel 2019 celebrerà il quinto centenario della sua morte. Trenta reperti umani ispirati ai disegni di Leonardo riveleranno la incredibili conoscenze da lui acquisite attraverso la pratica dell'autopsia.

 

Volgendo poi alle frontiere della scienza moderna, la mostra permetterà al pubblico di comprendere i principi della meccanica che azionano il corpo umano, evidenziando come la conoscenza del comportamento delle strutture fisiologiche sia fondamentale per lo sviluppo della bioingegneria, oggi impegnata nella ricerca di soluzioni di avanguardia nell'elaborazione di protesi in grado di riprodurre i movimenti delle varie parti del corpo umano.

 

Con un percorso che combina tecniche di conservazione all'avanguardia con studi scenografici e artigianali, la mostra Real Bodies a Milano rappresenta un'esperienza unica per scoprire la funzionalità e la potenzialità del nostro corpo, e i progressi compiuti dalla scienza anatomica da Leonardo fino alle conquiste della ricerca scientifica contemporanea. 

  

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Dove: Milano, Fabbrica del Vapore

 

Quando: dal 9 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì dalle 14.30 alle 19.30

Martedì, mercoledì, giovedì e domenica dalle 9.30 alle 19.30

Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30

 

MOSTRA "INSIDE MAGRITTE" A MILANO 

Un uomo dalle mille contraddizioni

 

La mostra Inside Magritte mette in primo piano Il figlio dell’uomo (1964), probabilmente un autoritratto del pittore belga. L’ artista veste abiti conformisti e anonimi e porta una tipica bombetta, il suo volto però viene celato dalla mela. Ed è proprio così che Magritte sottolineava la contraddizione intrinseca del suo essere: uomo all’apparenza omologato, uguale a chiunque altro, era in realtà una persona stravagante, amante dell’umorismo, irriverente e visionario.

 

"Ebbene, qui abbiamo qualcosa di apparentemente visibile poiché la mela nasconde ciò che è nascosto e visibile allo stesso tempo, ovvero il volto della persona. Questo processo avviene infinitamente. Ogni cosa che noi vediamo ne nasconde un'altra; noi vogliamo sempre vedere quello che è nascosto da ciò che vediamo. Proviamo interesse in quello che è nascosto e in ciò che il visibile non ci mostra. [...] un tipo di disputa, potrei dire, fra ciò che è nascosto e visibile e l'apparentemente visibile."

 

Proprio alla propensione dell’uomo alla ricerca di qualcosa che vada oltre l’ordinario, oltre il visibile, si ispira l’arte di Magritte, che desidera sconvolgere ma soprattutto portare lo spettatore ad una riflessione che vada oltre l’immagine, concetto che il pittore elabora a partire dall'incontro con l'arte di Giorgio de Chirico e perfettamente espresso dalla sua prima opera surrealista La Trahison des images (Ceci n'est pas une pipe).

 

La mostra Inside Magritte alla Fabbrica del Vapore di Milano promette di immergere lo spettatore in queste contraddizioni surrealiste che l’artista tanto amava rappresentare tra sogni, visioni, allusioni e sorprese.

 

N.B.: Non è possibile organizzare visite guidate alla mostra Inside Magritte per la natura stessa dell'esposizione, multimediale e immersiva.

 

  

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Dove: Palazzo Reale di Milano

 

Quando: dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA "PICASSO METAMORFOSI" A MILANO

 

Con la mostra "Picasso Metamorfosi" il comune di Milano prosegue la collaborazione con il Museo di Picasso di Parigi inaugurata nel 2012 per la mostra di Picasso a Palazzo Reale. La nuova esposizione approfondisce il ruolo che il repertorio mitologico ha svolto nella produzione del grande artista spagnolo.

 

Artista innovatore per eccellenza della pittura del Novecento, capofila dell'avanguardia storica del cubismo, Picasso tenne sempre in grande considerazione l'arte antica, di cui poté approfondire la conoscenza grazie ai viaggi a Roma, Napoli, Pompei.Il rapporto con la classicità si manifestò tanto con un ritorno alla figuratività quanto nella frequente rappresentazione di figure mitologiche, con una predilezione per gli esseri ibridi come fauni, centauri e minotauri, simboli di una condizione di ambivalenza tra umanità e animalità, bene e male, vita e morte.

 

In tale immaginario il riferimento alla classicità si fonde ai temi della contemporaneità, come le violenze della guerra, o a suggestioni legate alle origini e al carattere dell'artista, dal mondo delle corrida all'erotismo.

 

Allestita in cinque sezioni, la mostra "Picasso Metamorfosi" a Palazzo Reale a Milano espone 350 opere tra i capolavori del Museo Picasso di Parigi, importanti pezzi d’antiquariato e opere ispirate ai canoni della bellezza classica, in un affascinante percorso che illustra il lavoro di rielaborazione dei dati della cultura antica e contemporanea svolta da Picasso, con una fantasia mai eguagliata.

 

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Dove: Milano, Gallerie d'Italia

 

Quando: dal 26 ottobre 2018 al 17 marzo 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì: chiuso; Martedì, mercoledì,venerdì, sabato e domenica: 9.30-19-30; giovedì: 9.30-22.30

MOSTRA "ROMANTICISMO" A MILANO

 

La mostra "Romanticismo" alle Gallerie d'Italia di Piazza della Scala a Milano intende illustrare i molteplici aspetti del movimento letterario e artistico che nella prima metà dell'Ottocento segnò un radicale mutamento della sensibilità e dell'immaginario della cultura europea. Dai primi fermenti preromantici fino alle ultime manifestazioni del movimento, l'esposizione mette in luce il vivace dibattito culturale svoltosi tra Inghilterra, Francia, Germania e Impero austriaco negli anni tra il Congresso di Vienna e i moti rivoluzionari del 1848, con un occhio di riguardo al contributo fornito dall'Italia, dove il Romanticismo si affermò negli anni del Risorgimento, caricandosi così di forti valenze politiche e patriottiche.

 

Emblematico del rapporto tra cultura e politica tipico della civiltà romantica è il caso di Milano, dove nella prima metà dell'Ottocento si trovarono raccolti i più importanti esponenti del mondo artistico, letterario e musicale, da Ugo Foscolo ad Alessandro Manzoni, da Francesco Hayez a Giuseppe Verdi, tutti impegnati attraverso la propria opera a sostenere la causa nazionale.

 

Un'ampia selezione di opere provenienti da prestigiosi istituzioni nazionali e internazionali e da collezioni private vengono allestite in 12 sezioni tematiche per raccontare la progressiva affermazione di generi pittorici un tempo considerati "minori" quali il paesaggio, il ritratto, la pittura di genere, progressivamente equiparati per importanza alla pittura di storia e alla pittura sacra che nel frattempo subiscono un radicale rinnovamento. In ciascun ambito pittorico si assiste a sottolineatura dell'aspetto emotivo e soggettivo dell'artista; questa si manifesta in una maggiore spiritualità in ambito religioso, in una forte introspezione della ritrattistica e in una proiezione del sentimento nella natura in ambito paesaggistico.

 

A documentare simili mutamenti le opere dei più importanti protagonisti di questa nuova interpretazione dell'arte: i grandi maestri del Romanticismo europeo come il tedesco Friedrich, l'inglese Turner, il francese Corot sono posti a confronti con gli interpreti del Romancismo italiano, da Hayez ai fratelli Induno, dai paesaggisti e vedutisti lombardi quali Canella, Inganni, Migliara agli interpreti della Scuola di Posillipo.

 

A restituire la multidisciplinarietà del Romanticismo contribuiranno infine la presenza delle opere di tre dei più importanti interpreti della scultura italiana dell'epoca - Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani e Vincenzo Vela - e l'allestimento di alcuni costumi provenienti dalla Scala dei più famosi melodrammi ottocenteschi, ancora oggi rappresentati nei teatri lirici di tutto il mondo.ancora 

 

Attraverso affascinanti ritratti, scenari naturalistici mozzafiato, grandiose narrazioni storiche, la mostra "Romanticismo" alle Gallerie d'Italia di Piazza della Scala a Milano ci riporta alle origini della moderna sensibilità occidentale documentando uno dei movimenti più importanti della cultura europea e uno dei momenti più importanti della storia politica nazionale. 

 

  

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Dove: Milano, Mudec

 

Quando: dal 31 ottobre 2018 al 3 marzo 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI KLEE A MILANO

 

La mostra "Paul Klee e il primitivismo" al Mudec di Milano intende offrire una nuova prospettiva dell'opera del pittore svizzero, considerato uno dei più originali interpreti della pittura del Novecento. Formatosi a Monaco con Franz Von Stuck, grande maestro del Simbolismo, nei primi anni del Novecento ebbe modo di visitare l'Italia e Parigi facendo così la conoscenza degli Impressionisti e della pittura moderna, da Leonardo a Rembrandt.

 

All'inizio degli anni dieci entrò in contatto con il gruppo del Cavaliere Azzurro di Kandinskij e, a seguire, con l'ambiente cubista di Parigi. Un successivo viaggio in Tunisia lo indurrà a fare del colore uno dei principi della sua arte. Da allora i suoi quadri si caratterizzeranno per un dialogo tra colore e segno grafico, in composizioni dove il reale viene tradotto in dato immaginario.

 

Il repertorio di immagini incantate e ricche di mistero di Klee, se da un lato sembra provenire dal mondo dell'infanzia, dall'altro affonda le proprie origini nel fenomeno del Primitivismo che attraversa la cultura europea tra fine Ottocento e inizio Novecento, influenzando l'opera di artisti quali Gauguin, Picasso, Carrà.

 

La mostra "Paul Klee e il primitivismo" al Mudec di Milano indaga questo specifico aspetto della produzione dell'artista svizzero ponendo a confronto una significativa selezione dei suoi dipinti, acquerelli e disegni con oggetti dell'antichità classicamanufatti della collezione etnografica del Mudec, in un percorso arricchito dalla presenza di riviste e documenti d’epoca legati alla formazione di Klee.

 

 

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Dove: Milano, Palazzo Morando

 

Quando: dal 8 novembre 2018 al 10 febbraio 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì: chiuso; Martedì, mercoledì e venerdì: 10.00-19.00; giovedì: 10.00-22.30; sabato e domenica: 10.00-19.30

MOSTRA "MILANO E IL CINEMA" A MILANO

 

Miracolo a Milano di Vittorio de Sica, Totò, Peppino e la... malafemmina di Camillo Mastrocinque. Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti sono solo i titoli più noti dei tanti film che hanno contribuito a fare di Milano un set cinematografico per eccellenza, facendo dei suoi monumenti principali, dal Duomo alla Stazione Centrale, lo scenario di irresistibili commedie e di film drammatici che hanno raccontato con grande sensibilità la storia sociale dell'Italia del secondo dopoguerra.

 

In realtà il rapporto di Milano col cinema affonda le sue radici agli albori della storia della settima arte, quando, prima del trasferimento a Roma a Cinecittà, Milano rappresentò il centro nevralgico delle produzioni cinematografiche in Italia. La mostra "Milano e il cinema" a Palazzo Morando a Milano racconta l'evoluzione del legame della città col cinema nel corso del Novecento, dalle prime produzioni e dai primi teatri di posa alla predilezione riservata da grandi maestri come Antonioni, De Sica, Visconti, Pasolini, dalla nascita del genere poliziesco allo sviluppo del cosiddetto cinema industriale.

 

Una ricca selezione di oggetti, cimeli, fotografie inedite, manifesti, locandine trasporterà il visitatore nelle atmosfere sognanti dell'arte cinematografica intrecciando pagine fondamentali della storia del cinema italiano e momenti chiave dell'evoluzione economica, sociale, culturale della città di Milano. Una testimonianza del forte legame esistente registi, attori, cinefili e spettatori e la città di Milano, legame negli ultimi tempi rinsaldato dall'apertura del Museo Interattivo del Cinema e della Biblioteca Morando Morandini sul naviglio della Martesana

 

  

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Dove: Milano, Mudec

 

Quando: dal 21 novembre 2018 al 14 aprile 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI BANKSY A MILANO

 

La mostra di Banksy al Mudec di Milano omaggia uno dei più celebri artisti della street art londinese la cui identità rimane ancora sconosciuta. Individuato da alcuni in un famoso musicista rock inglese, da altri in collettivo di artisti, da altri ancora in un ex studente della Bristol Cathedral Choir School, Banksy resta ancora un personaggio avvolto nel mistero, aspetto che contribuisce a definirne i tratti di un mito dei nostri tempi.

 

La mostra al Mudec di Milano illustra il percorso dell'artista dai suoi esordi da writer di strada a fenomeno mondiale di massa esponendo alcuni dei suoi lavori più caratteristici, nei quali emerge la sua lampante e amara provocazione nei confronti dell’establishment, del potere, del conformismo e del consumismo. Tematiche quali le incoerenze della società occidentale, la guerra, i media, l'omologazione, l'inquinamento, lo sfruttamento minorile, la brutalità della repressione poliziesca e il maltrattamento degli animali vengono veicolate attraverso un approccio satirico che vede protagonista figure ricorrenti come scimmie, topi, poliziotti, bambini, gatti e membri della famiglia reale britannica.

 

Argomenti impegnati e immagini spesso provocatorie vengono rese attraverso il linguaggio semplice dello stencil, che ideato per poter sfuggire in fretta dalla polizia, è diventato un tratto inconfondibile dell'arte di Banksy.

 

Dopo le rassegne dedicata a Keith Haring e Jean-Michel Basquiat con la mostra di Banksy al Mudec Milano torna a far conoscere al grande pubblico i protagonisti della street art, cercando di delineare i tratti di una personalità sfuggente ma profondamente radicata nelle realtà urbane di tutto il mondo, come rivelano i suoi interventi in Palestina e le sue incursioni nei musei di tutto il mondo, dal Louvre al MoMA di New York.

 

Una mostra che strapperà più di un sorriso ma che al contempo inviterà il pubblico a riflettere e a confrontarsi sui grandi temi della realtà contemporanea.

 

 

Prenota la mostra di Banksy a Milano

  



 

Dove: Milano, Museo del Novecento

 

Quando: 4 dicembre 2018 - 3 marzo 2019

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA "CORRENTE 1938" A MILANO

 

Il Museo del Novecento di Milano ospita la mostra “Corrente 1938” in occasione degli 80 anni dalla nascita della rivista Corrente di vita giovanile, fondata da Ernesto Treccani.  L’esposizione è dedicata all’importante movimento culturale milanese che radunò gli artisti e gli intellettuali che dominarono la scena italiana del dopoguerra in tutti gli ambiti della cultura: dal cinema al teatro, dalla letteratura alle arti figurative. Tra i collaboratori si contano i registi Alberto Lattuada e Luigi Comencini, lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, gli scrittori Carlo Emilio Gadda, Vasco Patrolini, Salvatore Quasimodo, Umberto Saba ed Elio Vittorini.

 

Questa rivista si proponeva come foglio autonomo rispetto alla linea dei Gruppi Universitari Fascisti e come punto di riferimento per la cultura antifascista degli anni Trenta. Nonostante la chiusura nel 1940 da parte della censura, il movimento di Corrente proseguì la sua attività diffondendosi in diverse città italiane. 

 

A Milano, epicentro del movimento, un gruppo di scultori e di pittori espressero una nuova visione dell’arte che trovò la sua più netta definizione nel manifesto pubblicato nel 1940: l’arte doveva ristabilire il suo legame con la vita e la realtà, rifuggendo lo stupore e il mistero della pittura metafisica di De Chirico e del Surrealismo e ponendosi come strumento per interpretare le contraddizioni, le paure e le speranze di un’epoca che ha conosciuto grandi sofferenze.

 

Al Museo del Novecento, in questa occasione, le opere della collezione permanente vengono messe a confronto con importanti prestiti per raccontare l’impegno politico e la ricerca artistica di una delle vicende culturali più importanti della Milano del Novecento. Vengono proposte anche un ciclo di conferenze in diverse sedi espositive che coinvolgono il Castello Sforzesco, la Casa museo Boschi di Stefano e la Biblioteca Sormani.

 

  

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Prossime mostre a Milano


 

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 22 febbraio 2019 - 16 giugno 2019

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI ANTONELLO DA MESSINA A MILANO 

 

Organizzata in collaborazione con la Regione Siciliana, la mostra di Antonello da Messina a Palazzo Reale a Milano raccoglie una eccezionale selezione di capolavori del pittore siciliano che documentano la capacità dell'artista di coniugare le suggestioni fornite dal ricco contesto culturale mediterraneo con le influenze dell'arte fiamminga e la conoscenza dei più alti risultati del Rinascimento italiano.

 

Assai celebre presso i contemporanei, la figura di Antonello da Messina è tuttavia avvolta nel mistero per la scarsa presenza di informazioni biografiche certe. Nato attorno al 1430 nella località siciliana, Antonello svolse un importante tirocinio presso Colantonio a Napoli, città allora segnata da una grande vivacità artistica grazie al mecenatismo e alla sensibilità di Renato d'Angiò prima e di Alfonso d'Aragona poi. Qui entrò in contatto con l'arte fiamminga, allora apprezzata e collezionata in tutta Europa, dalla quale ereditò quell'abilità nella resa dei dettagli che mise a frutto soprattutto nei suoi splendidi ritratti.

 

Nel contempo, forse attraverso viaggi nell'Italia centrale, si documentò sulle ricerche dei maestri del Rinascimento toscano che lo portarono e dipingere figure dalla spiccata resa plastica, addolcite dall'abilissimo uso della luce appreso durante il soggiorno a Venezia del 1474 che lo aveva messo in contatto con artisti del calibro di Giovanni Bellini

 

L'Ecce Homo, l'Annunciata, i ritratti virili sono i soggetti più ricorrenti di una produzione in cui Antonello da Messina ha coniugato uno stupefacente realismo descrittivo e una grande capacità di introspezione psicologica dei personaggi ritratti con uso virtuosistico della pittura a olio, di cui fu uno dei primi sperimentatori.

 

Grazie a eccezionali prestiti di prestigiosi musei nazionali e internazionali, la mostra di Antonello da Messina a Palazzo Reale a Milano è un'occasione unica per vedere affiancati i capolavori di uno degli artisti più importanti del Rinascimento europeo, al pari di Leonardo, e di ripercorrerne la vita e le opere in un viaggio attraverso l'arte e la cultura del Nord e del Sud Europa.

  

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 22 febbraio 2019 - 16 giugno 2019

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

JEAN-AUGUSTE DOMINIQUE INGRES

La vita artistica al tempo di Bonaparte

 

 

La mostra di Ingres a Milano mette in luce la proverbiale capacità ritrattistica dell’artista delle odalische, Realista e Manierista al tempo stesso, affascinante tanto per le sue esagerazioni espressive quanto per il suo gusto del vero. Le sue celebri figure femminili, la sua innata propensione al disegno, le sue opere di soggetto mitologico ben illustrano la modernità della sua produzione artistica, nel contesto culturale europeo tra il 1780 e il 1820, con una particolare attenzione al ruolo fondamentale che ebbe la città di Milano, uno dei centri più importanti dell’Europa Napoleonica

 

Una rassegna completa della produzione di uno dei più grandi maestri dell’Ottocento europeo, ispiratore di artisti come Degas, Matisse e Picasso, viene presentata al grande pubblico del Palazzo Reale di Milano facendo emergere la portata rivoluzionaria dell'opera di questo grande artista del Neoclassicismo europeo.

 

Amante delle atmosfere esotiche, appassionato di musica e attento osservatore delle suggestioni classiche, a dispetto del "talento, avaro, crudele, collerico, sofferente, straordinario miscuglio di qualità in contrasto" (così lo definì Charles Baudelaire), Ingres rivela nella pittura una calma e una serenità che ne avvicina la produzione agli ideali Neoclassici di Winckelmann in cui la purezza della linea e la sobrietà del colore sposano una grande varietà di tematiche desunte da ispirazioni differenti, rendendo Ingres una figura estremamente poliedrica e interessante.

 

Jean-Auguste-Dominique Ingres, influenzato dalla pittura di Raffaello e dai soggiorni a Roma e a Firenze dove ebbe modo di confrontarsi con i capolavori del Rinascimento Italiano e con la cultura della penisola, creò opere di estrema raffinatezza ed eleganza coniugando la morbidezza del tratto con le armonie cromatiche più dolci.

 

  

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 2019-2020

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; 

Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI DE LA TOUR A MILANO

L'Europa della luce

 

I nomi di Georges de La Tour e di Caravaggio appaiono spesso vicini: in entrambi il principio della luce è utilizzato come elemento unificante della composizione, i soggetti scelti sono umili e i corpi imperfetti. Già ad un primo sguardo infatti le loro personalità sono affini. 

 

Georges de La Tour nacque nel 1593 a Vic-sur-Seille nella Lorena francofona. Non è certo se la sua formazione si svolse a Vic stessa, oppure nella bottega del maestro francese Jacques Bellange che lavorò a Nancy nei primi anni del Seicento. La Tour fu un osservatore raffinatissimo della natura e della vita quotidiana e, come testimoniano le opere giovanili, i suoi esordi sono da collocare a fianco dei protagonisti del naturalismo seicentesco. Determinante, per la sua educazione artistica, fu la scoperta della pittura caravaggesca che non si sa se avvenuta per un viaggio in Italia oppure se ammirando i lavori dei Caravaggisti olandesi di Utrecht.

 

Il pittore si distinse proprio per la sua grande capacità nel controllare le fonti di luce, per questa ragione è considerato uno dei più originali prosecutori della scuola caravaggesca.

Nelle opere a luce diurna, la resa attenta e precisa dei particolari rivela una componente naturalistica (Il baro, Museo del Louvre a Parigi). Nelle opere successive si avverte l’esigenza di una maggiore essenzialità e semplificazione di volumi messa in evidenza soprattutto nei notturni a lume di candela (Maddalena penitente, Museo del Louvre a Parigi) in cui le figure emergono dallo spazio in controluce. Nelle opere più tardive la sua indagine tende ormai alla geometrizzazione dello spazio e alla definizione di forme impeccabili verso una dimensione astratta e atemporale (San Sebastiano curato dalle pie donne, Staatliche Museen di Berlino).

 

La mostra a Palazzo Reale propone una serie di confronti e di riflessioni sulla pittura naturale e sulle sperimentazioni luministiche attraverso cinque sezioni incentrate su singoli soggetti iconografici e su temi come il viaggio dei pittori fra l’Italia e il Nord Europa.

 

  

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Dove: Milano, Castello Sforzesco

 

Quando: dal 16 maggio al 18 agosto 2019

 

Orari Mostra: lunedì: chiuso; martedì-domenica: 9.00-17.30

MOSTRA "LEONARDO E LA SALA DELLE ASSE" A MILANO

 

Nell’ambito di "Milano e Leonardo", programma di iniziative volto a celebrare il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) viene straordinariamente riaperta al pubblico la Sala delle Asse del Castello Sforzesco, la cui decorazione, con i suoi intrecci di rami, fronde, frutti e radici, rappresenta uno dei vertici della produzione pittorica del maestro toscano, assieme all'altro capolavoro da lui realizzato durante il primo soggiorno milanese, il Cenacolo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie.

 

Grazie alla momentanea sospensione dei lavori di restauro dell'ambiente e della decorazione avviati nel 2006, la Sala delle Asse diventa il fulcro della mostra "Leonardo e la sala delle Asse tra Natura, Arte e Scienza" che prosegue nei vari spazi espositivi del Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco. Nella Sala dei Ducali e nella Cappella Ducale una prestigiosa selezione di disegni originali di Leonardo è messa a confronto dal punto di vista tematico e stilistico con opere di altri artisti del Rinascimento, a ribadire la centralità dello studio della natura nella cultura figurativi di quegli anni, ben testimoniata dalla produzione di Albrecht Dürer.

 

Nella Sala delle Armi e nella Sala delle Colombine un suggestivo percorso multimediale restituisce al pubblico una mappatura dei luoghi di Leonardo a Milano e nel territorio, con un occhio di riguardo da un lato ai problemi architettonici, urbanistici, idraulici su cui concentrò i suoi studi elaborati nei fogli del Codice Atlantico, oggi a rotazione esposti alla Pinacoteca Ambrosiana, dall'altro ai monumenti in cui lasciò traccia del suo talento pittorico, da Santa Maria delle Grazie alla non più esistente chiesa di San Francesco Grande.

 

Ulteriori strumenti multimediali disposti nella Sala delle Asse permetteranno inoltre di apprezzare il progetto grafico e pittorico leonardesco, rivelando l'eccezionalità di quella decorazione che, realizzata attorno al 1498 per Lodovico il Moro, venne malauguratamente scialbata sotto la dominazione straniera fino alla riscoperta nel 1893 da parte da Luca Beltrami.

 

Arricchita da preziosi e suggestivi strumenti multimediali e da disegni originali di Leonardo, raramente visibili al pubblico, la mostra "Leonardo e la sala delle Asse tra Natura, Arte e Scienza" costituisce un'occasione unica per poter tornare ad ammirare uno dei più alti esiti della pittura di Leonardo, in grado di combinare al meglio, al pari del Cenacolo, il suo sperimentalismo tecnico e le sue ricerche nell'ambito della botanica, dell'ottica e della geologia. 

 

  

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Dove: Milano, Museo del Novecento

 

Quando: settembre 2019 - marzo 2020

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30 -19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI DE PISIS A MILANO

 

Luigi Filippo Tibertelli nasce a Ferrara nel 1896, talento creativo e versatile, dimostra fin dalla fanciullezza un intelletto fuori dal comune e inclinazioni letterarie. Non frequenta scuole pubbliche o collegi, ma i suoi studi sono affidati ad alcuni precettori che ne curano l'educazione tra le mura domestiche. Così comincia, attorno al 1904, a disegnare sotto la guida del maestro Odoardo Domenichini.

 

Si iscrive quindi alla Facoltà di Lettere all'Università di Bologna e, fin dai primi scritti, insieme alla sorella maggiore Ernesta (anche lei brillante intellettuale) recupera, dall'avo Filippo Tibertelli de Pisis, la parte decaduta del cognome firmandosi "Filippo de Pisis".

 

Il suo lavoro è molto originale e non si può inserire all’interno di una corrente artistica precisa, De Pisis ha tratto ispirazione da più avanguardie, come il Cubismo e il Dadaismo, facendole proprie, per poi abbandonarle e diventare l’outsider che ancora oggi la critica gli riconosce di essere. Distante da stilemi e regole rigide, il suo segno sulla tela diventa unico, stenografico, a “zampa di mosca”, riconoscibile e inimitabile.

 

La mostra monografica dedicata al maestro al Museo del Novecento in collaborazione con l’Associazione per Filippo De Pisis, oltre a delineare le diverse fasi pittoriche dell’artista, descrive il percorso culturale e approfondisce le vicissitudini della vita di un uomo passionale, che amava la musica e la poesia, devoto agli amici, franco e diretto, ben distante dall’idea di semplice pittore decorativo come, a una prima lettura, può sembrare.

 

  

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: settembre 2019 - gennaio 2020

 

Orari Mostra: Lunedì 14.30 - 19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 - 19.30; Giovedì e sabato: 9.30 - 22.30

MOSTRA DI DE CHIRICO A MILANO

 

La mostra di De Chirico a Palazzo Reale a Milano ripercorre le tappe salienti della produzione del pittore in un percorso che procede per stanze tematiche, dai primi segni dell’alfabeto metafisico alla cosiddetta Neometafisica: il visitatore incontra l’opera di De Chirico scoprendo in successione il mistero e la ricchezza di riferimenti della sua produzione.

 

De Chirico maturò uno stile complesso e originale che giunse al successo negli anni Dieci del Novecento, tra il 1912 e il 1913 comparvero nelle sue opere i primi manichini che divennero il tratto distintivo della sua produzione e che oggi sono vere e proprie icone della pittura del XX secolo

 

Dopo la Prima guerra mondiale, alla quale partecipò in veste di volontario, l’attività di De Chirico si rinnovò spaziando tra numerosi soggetti pittorici e dedicandosi alla scultura di terracotta. 

La mostra intende proporre al grande pubblico le opere più significative realizzate da questo grande artista che coprono l’arco temporale che va dal primo soggiorno a Parigi (1912) e dall’incontro con le avanguardie (Picasso, Apollinaire) fino al viaggio a New York del 1938 e alla Biennale del 1940.

 

  

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