Mostre a Milano


Milano offre il più ampio programma di mostre e appuntamenti culturali della penisola. In questa pagina puoi trovare una selezione sempre aggiornata delle migliori mostre di Milano che Milanoguida ha scelto per te, tra le quali spiccano quelle organizzate da Palazzo Reale. Trovi informazioni pratiche, una breve descrizione della mostra e le visite guidate disponibili, sempre condotte da guide turistiche abilitate e laureate in storia dell'arte per garantirti la massima qualità nella scoperta delle mostre e dei grandi tesori del panorama culturale di Milano.

 

 

Per ulteriori informazioni puoi scriverci all'indirizzo info@milanoguida.com - 02 3598 1535

 

 

Milanoguida: le visite guidate alle migliori mostre di Milano

 

Mostre in corso a Milano


 

Dove: Milano, Castello Sforzesco

 

Quando: 21 luglio - 24 ottobre 2021

 

Orari Mostra: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.30; lunedì chiuso

MOSTRA "IL CORPO E L'ANIMA" A MILANO

La mostra “Il corpo e l’anima. Sculture del Rinascimento in Italia da Donatello a Michelangelo”, allestita presso il Castello Sforzesco di Milano ed organizzata in collaborazione con il Musée du Louvre, intende accompagnarci alla scoperta dell’arte della scultura in una stagione storico-artistica fecondissima, in un arco di tempo che va dal 1460 al 1520 circa. 

 

Accompagnati da grandi capolavori di maestri tra cui Donatello, Antonio Pollaiolo, Francesco di Giorgio Martini, Tullio Lombardo, Bambaia e Sansovino, la mostra intende indagare i principali temi di cui si fece interprete l’arte scultorea del Rinascimento, fino ad arrivare al massimo rappresentante dell’arte cinquecentesca, ossia Michelangelo Buonarroti

 

In un periodo in rapida mutazione, come quello a cavallo tra Quattro e Cinquecento, molti artisti iniziarono a viaggiare per l’Italia per far fronte alle richieste di opere, generando così la diffusione di stili e creando scuole locali. Per questa ragione, l’attenzione della mostra non si concentra unicamente sulla scultura toscana, ma con un respiro più ampio prende in considerazione la produzione del Nord Italia, con approfondimenti anche su Bologna e Roma.

 

Come ben illustrato dalla mostra, è la figura umana la protagonista assoluta delle ricerche e delle creazioni degli scultori rinascimentali, che guardano alle antichità greco-romane per apprendere l’anatomia filtrata dalla grazia ideale, e che esplorano la capacità di rappresentare i movimenti del corpo in quanto specchio dei sentimenti più segreti, cercando nell’espressione e nella gestualità la strada maestra per un linguaggio scultoreo moderno, ispirato alla classicità ideale ma anche capace di pathos.

 

La visita guidata alla mostra “Il corpo e l’anima. Sculture del Rinascimento in Italia da Donatello a Michelangelo” presso il Castello Sforzesco di Milano è una grande occasione per osservare da vicino i cambiamenti e le innovazioni di gusto e stile che attraversarono l’Italia sul finire del Quattrocento, prendendo in analisi capolavori scultorei di carattere devozionale così come mitologico e ritrattistico, e mettendoli in dialogo con le altre arti, come la pittura, il disegno e gli oggetti d’arte, in una panoramica sfaccettata e affascinante.

 

  

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Dove: Milano, Museo del Novecento

 

Quando: 23 luglio 2021 - 31 marzo 2022

 

Orari Mostra: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 10.00-19.30; giovedì: 10.00-22.30; lunedì chiuso.

MOSTRA DI MARIO SIRONI A MILANO

 

A cent’anni dalla sua prima esposizione milanese, la mostra di Mario Sironi al Museo del Novecento di Milano rende omaggio al grande artista italiano, ripercorrendone la vita artistica e attraverso le varie fasi produttive.

 

Di origini sarde e influenzato dal senso artistico che caratterizza tutta la sua famiglia, Sironi si trasferisce in giovane età a Roma dove incontra Boccioni, Severini e Balla ed entra in contatto con l’arte divisionista.

 

Agli inizi del Novecento, la sua produzione artistica risente l'influenza dell’ormai grande amico Boccioni. Si avvicina così al Futurismo, dedicandosi allo studio del rapporto tra spazio-volume e del colore e una nuova sperimentazione tecnica.

 

Durante gli anni delle Guerra, che lo vedono arruolato nel Battaglione Volontari Ciclisti, arrivano i primi riconoscimenti pubblici e una nuova maturità pittorica grazie alla realizzazione dei paesaggi urbani, vedute cittadine in cui il rapporto con la città di Milano, e in particolar modo la sua periferia, è evidente. 

 

Negli anni 20 si avvicina alla metafisica di Carrà e di de Chirico dandone un'interpretazione molto personale: i paesaggi rappresentati riflettono l’angoscia e il disagio esistenziale che lo accompagneranno per tutta la vita. Negli stessi anni si delinea la sua identità politica che lo vede avvicinarsi al fascismo, come dimostra l'incarico di illustratore e grafico del quotidiano “Il Popolo d’Italia”.

 

La svolta arriva negli anni Trenta con la grande decorazione murale, Sironi in questo modo vuole dare un senso etico e civile alla sua produzione artistica. La pittura murale viene vista come un modo sociale di pensare l’arte che porta all’educazione di massa. Non si tratta più di opere destinate a mostre o committenza privata ma opere indipendenti che invadono lo spazio pubblico. Realizzerà cosi un ciclo celebrativo per l’Aula Magna dell’Università di Roma e un grande mosaico per il Palazzo di Giustizia di Milano.

 

La carriera di Sironi è strettamente legata al destino del regime fascista; dopo aver rischiato di essere fucilato ed esser stato salvato da Gianni Rodari, verrà isolato da artisti italiani e critici proprio in ragione della sua passata militanza. La fine della guerra e il suicidio della figlia influenzano la sua produzione successiva, segnata da un ritorno a opere figurative di dimensioni ridotte.

 

La visita guidata dedicata alla mostra di Mario Sironi al Museo del Novecento di Milano ci permetterà di conoscere uno dei più grandi artisti del Novecento, attraverso le più importanti opere che hanno scandito tutta la sua produzione artistica in stretto rapporto con le vicissitudini storiche.

 

 

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Dove: Milano, Mudec

 

Quando: 2 settembre 2021 - 13 febbraio 2022

 

Orari Mostra: lunedì: 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; giovedì e sabato: 9.30-22.30

 

MOSTRA DISNEY A MILANO

 

La mostra "Disney. L'arte di raccontare storie" al Mudec di Milano trasporterà il pubblico nel fantastico mondo dell'animazione Disney che ha incantato e continua ad incantare bambini e adulti di ogni generazione. L'esposizione, a cura della The Walt Disney Animation Research Library, ripercorre la storia dello studio di animazione statunitense dalle sue origini, quando ancora si chiamava Disney Brothers Cartoon Studios, fino alla produzione delle ultime pellicole.

 

Dai primi cortometraggi di Micky Mouse ai lungometraggi dedicati ai personaggi della letteratura dell'infanzia da Biancaneve a Cenerentola da Pinocchio ad Alice nel paese delle meraviglie,  per arrivare ai personaggi di nuova invenzione, la Disney ha cercato di adattare storie antiche e popolari allo spirito dei tempi, facendo del cinema di animazione non solo una forma di intrattenimento ma un mezzo di racconto e di interpretazione della realtà.

 

Se nel tempo l'attenzione alla contemporaneità è rimasta inalterata, molti e rapidi cambiamenti sono avvenuti nelle tecniche di realizzazione dei film di animazione, soprattutto con l'avvento del digitale. L'esposizione consentirà di scoprire il complesso sistema di realizzazione che si nasconde dietro un capolavoro Disney.

 

La mostra "Disney. L'arte di raccontare" al Mudec di Milano è un'occasione imperdibile per scoprire la storia di uno dei più visionari e appassionati registi del cinema di tutti i tempi e per calarsi nel fantastico mondo del cinema Disney per scoprirne i segreti, senza mai perdere l'effetto di magia. 

  

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 18 settembre 2021 - 30 gennaio 2022

 

Orari Mostra: da martedì a domenica ore 10:00 - 19:30, giovedì chiusura alle 22:30. Ultimo ingresso un'ora prima. Lunedì chiuso.

 

MOSTRA DI MONET A MILANO 

 

La mostra di Claude Monet a Palazzo Reale a Milano, organizzata in collaborazione con il Musée Marmottan di Parigi è un'imperdibile occasione di approfondimento sul più celebre maestro dell'Impressionismo e sulla ricerca pittorica, intesa a registrare i rapidi mutamenti atmosferici, che ha accompagnato la sua lunga carriera.

 

Cinquanta dipinti provenienti dal Musée Marmottan, istituzione che detiene la più vasta collezione di opere di Monet, vengono esposti nella cornice di Palazzo reale per illustrare l'evoluzione dello stile del pittore parigino attraverso le immagini delle località a lui più care, da Trouville ad Argenteuil, da Londra a Giverny, celebre cittadina della Normandia, situata sulla riva destra della Senna, dove Monet visse dal 1883 all'anno della sua morte, il 1926.

 

Tra dipinti presenti nell'esposizione figurano alcuni capolavori del maestro come Sulla spiaggia

di Trouville, Passeggiata ad Argenteuil, Rifessi sul Tamigi, Charing Cross, cui si affiancano alcune tele appartenenti alla suggestiva e famosa serie delle Ninfee, cui Monet si dedicò negli anni trascorsi a Giverny.

 

Campo di costante ricerca, i dipinti delle Ninfee testimoniamo l'attenzione crescente di Monet al tema della luce e dei suoi riflessi sull'acqua; dalla prime tele in cui è ancora visibile l'orizzonte e riconoscibile il contesto dello stagno di Giverny, il pittore francese giungerà a dipinti in cui si concentra esclusivamente sui colori delle foglie e dei fiori in un tripudio di luci e colori.

 

La mostra "Claude Monet. Opere dal Musée Marmottan Monet di Parigi" a Palazzo Reale a Milano propone al grande pubblico grandi capolavori dell'artista francese provenienti dalla massima raccolta di sue opere al mondo. Un'occasione per lasciarsi affascinare dalla pennellata di tocco, dalle luminose atmosfere e dagli splendidi paesaggi del grande Claude Monet.

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 13 ottobre 2021 - 9 gennaio 2022

 

Orari Mostra: da martedì a domenica: 10.00-19.30; giovedì: 10.00-19.30; lunedì chiuso

MOSTRA DI TULLIO PERICOLI A MILANO 

 

La mostra "Tullio Pericoli. Frammenti" allestita presso gli appartamenti del principe di Palazzo Reale a Milano intende omaggiare uno dei più interessanti artisti italiani contemporanei attraverso una ricca e variegata selezione di oltre 150 opere che documentano la sua produzione dagli anni Settanta fino ad oggi.

 

Pittore e disegnatore, nel corso della sua lunga carriera Pericoli ha affiancato la collaborazione con prestigiosi quotidiani e riviste, come "Il Corriere della sera", "Linus" e "L'Espresso" con la propria attività artistica che lo ha portato ad esporre anche in Europa e negli Stati Uniti.

 

All'interno della mostra milanese sarà possibile ripercorrere le fasi salienti della sua carriera artistica spaziando tra i vari ambiti della sua poliedrica produzione. I delicati acquerelli, che dichiarano l'ispirazione all'opera di Klee, si accompagnano ai dipinti a olio dedicati al tema del paesaggio e alla splendida galleria di ritratti con cui Pericoli ha immortalato con grandissima capacità espressiva le più illustri personalità della cultura italiana ed europea del Novecento, da Oscar Wilde a Franz Kafka, da Samuel Beckett a Cesare Pavese.

 

Emergerà così il tratto inconfondibile di un artista che ha fatto del segno e del colore i propri mezzi espressivi, declinati in modi sempre diversi nelle singole opere, ma sempre in grado di combinare la dimensione descrittiva a quella più astratta ed evocativa, la cui convivenza rende le sue opere al contempo personalissime e universali.

 

La mostra di Tullio Pericoli a Palazzo Reale a Milano offre l'occasione di vedere raccolta in un'unica sede la vasta e affascinante produzione di uno dei massimi artisti italiani contemporanei, che ha saputo illustrare con rara sensibilità la storia del Novecento coniugando la dimensione personale e territoriale dei paesaggi, spesso ispirati alle colline delle native Marche, a quella internazionale dei suoi incisivi ritratti.

 

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Prossime mostre a Milano 2021 - 2022


Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 19 ottobre 2021 - 27 febbraio 2022

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA "REALISMO MAGICO" A MILANO 

 

La mostra “Realismo Magico”, allestita a Palazzo Reale a Milano, è una grande opportunità per approfondire la conoscenza di un movimento artistico che negli anni ’20 e ’30 del Novecento prese piede non solo in Italia e in Europa, ma anche negli Stati Uniti.

 

Lasciatisi alle spalle la rivoluzionaria stagione delle Avanguardie, diversi artisti avvertirono il bisogno di tornare a una forma solida, a una rappresentazione salda e figurativa della realtà, rifiutando la frammentazione compositiva e cromatica che le Avanguardie avevano proposto con tanto vigore. Tale tendenza artistica viene spesso descritta come un desiderio di “ritorno all’ordine” e, sebbene con caratteristiche differenti, si sviluppò in diverse nazioni ponendo le basi per la nascita di nuovi linguaggi artistici.

 

All’interno di tale contesto di rinnovato recupero delle proporzioni, della prospettiva, di una volumetria e una plasticità antiche, questa mostra intende esplorare soprattutto quella corrente artistica che venne definita come “Realismo Magico”, ossia una pittura figurativa di grande realismo dove trionfa l’attenzione alla resa dettagliata delle cose, ma dove vengono inseriti tuttavia elementi stranianti che portano a disorientare l’osservatore e a fargli percepire una sensazione di realtà sospesa e distorta, in una descrizione pittorica forse solo parzialmente veritiera.

 

Organizzata a una distanza di oltre trent’anni dall’esposizione milanese dedicata alla pittura italiana degli inizi del Novecento, questa mostra intende allargare il campo di indagine includendo non solo pittori italiani attivi in quegli anni all’interno del filone realista, come Felice Casorati, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Achille Funi, Massimo Campigli e molti altri, ma anche artisti europei e statunitensi, sottolineando quindi l’ampiezza di respiro che ebbe la corrente del realismo magico, grazie anche all’inclusione in mostra di sculture, disegni e documenti.

 

La visita guidata alla mostra “Realismo Magico” a Milano è dunque un’occasione unica per scoprire la stagione artistica che seguì alle scoppiettanti Avanguardie di inizio Novecento, prima che il Secondo Conflitto Mondiale mettesse a dura prova il senso del fare artistico e determinasse la nascita di nuovi stili

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 27 ottobre 2021 - 30 gennaio 2022

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA "CORPUS DOMINI" A MILANO 

 

La mostra “Corpus Domini. Dal corpo glorioso alle rovine dell'anima” presso Palazzo Reale a Milano ripercorre le più significative, interessanti e provocatorie rappresentazioni del corpo umano dell'arte contemporanea internazionale.

 

Grazie al contributo di musei, fondazioni, gallerie private e collezionisti è stato possibile raccogliere oltre cento opere tra disegni, dipinti, sculture, fotografie, installazioni e video che offrono al visitatore uno spunto di riflessione su come la percezione del corpo e i canoni estetici che ne determinano l'aspetto siano mutati negli ultimi decenni.

 

Attraverso l'ampio e stimolante percorso espositivo, analizzeremo l'evoluzione del corpo all'interno dell'espressione artistica dal corpo vero e reale protagonista della Body Art, testimoniata in mostra dalle fotografie delle performance di Gina Pane, al corpo simulato delle sculture dell'Iperrealismo, che ha nelle opere di Duane Hanson e Urs Lüthi gli esiti più stupefacenti. Ragioneremo sul tema del corpo assente di fronte a quelle installazioni e quelle opere che ne evocano la presenza attraverso reliquie, tracce o rivestimenti.

 

Osservare le opere esposte sarà un'occasione per interrogarci sul rapporto dell'uomo contemporaneo con il proprio corpo, relazione sempre più influenzata dalla seconda metà del Novecento dalla cultura dello spettacolo.

 

La mostra “Corpus Domini. Dal corpo glorioso alle rovine dell'anima” presso Palazzo Reale a Milano offre pertanto un'opportunità per avvicinarsi all'arte contemporanea nelle sue manifestazioni più stimolanti e coinvolgenti e per ripercorrere l'evoluzione della cultura mondiale degli ultimi decenni.

 

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Dove: Novara, Castello visconteo sforzesco

 

Quando: 30 ottobre 2021 - 13 marzo 2022

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA "IL MITO DI VENEZIA" A NOVARA 

 

La mostra "Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale", allestita presso il Castello di Novara, offre l'occasione per compiere un'incantevole immersione nelle atmosfere della laguna alla scoperta dei pittori che nel corso dell'Ottocento arricchirono l'immaginario figurativo della città, diffusosi nel Quattrocento con i teleri di Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio e affermatosi a livello internazionale con il vedutismo settecentesco di Canaletto.

 

L'esposizione rispetta un andamento cronologico, accompagnato da sezione tematiche, attraverso il quale vengono seguite le vicende artistiche e biografiche di alcuni pittori, forse poco noti al grande pubblico, ma le cui opere hanno contribuito a mantenere inesausto il fascino di Venezia. Tra questi spiccano i nomi di Guglielmo Ciardi, Giacomo Favretto, Luigi Nono, Alessandro Milesi e Ettore Tito.

 

Se il grande paesaggista Guglielmo Ciardi è omaggiato con una sala monografica dove vengono esposte le sue splendide vedute della laguna, che ereditano la tradizione coloristica veneta e testimoniano il contatto del pittore con l'esperienza dei Macchiaioli, Luigi Nono è protagonista di una sezione dedicata a una delle sue opere più celebri, Refugium peccatorum, di cui sono eccezionalmente presentate le due versioni del 1881 e del 1883, accanto a studi e disegni.

 

Le sezioni tematiche della mostra documentano la fortuna iconografica di Venezia nei vari generi dell'arte dell'Ottocento, dalla pittura di storia, di cui fu grande protagonista in epoca romantica Francesco Hayez, al paesaggio che conosce in quel secolo il suo progressivo allontanamento dalla veduta settecentesca grazie a Giuseppe Canella e Ippolito Caffi, alle svariate scene di vita quotidiana, dove l'approccio aneddotico viene superato da uno sguardo più diretto sulla realtà.

 

La mostra "Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale" al Castello di Novara ci porta alla scoperta del rapporto dell'arte con una delle città più belle del mondo, evidenziando la vocazione internazionale di Venezia, che si trasformò da imperdibile tappa del settecentesco Grand Tour a centro di confronto tra artisti italiani e stranieri con la nascita, nel 1893, della Biennale d'arte, manifestazione che ancora oggi richiama visitatori da tutto il mondo.

 

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Dove: Milano, Galleria d'Arte Moderna

 

Quando: 19 novembre 2021 - 6 marzo 2022

 

Orari Mostra: da definirsi

 

MOSTRA "DIVISIONISMO. DUE COLLEZIONI" A MILANO 

 

La mostra "Divisionismo. Due collezioni" presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano mette a confronto per la prima volta le due più ricche raccolte di opere del Divisionismo italiano, quella del museo milanese e quella della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

 

Grazie agli eccezionali prestiti del museo tortonese, che vanta una ricca selezione di opere di Giuseppe Pellizza da Volpedo e degli altri protagonisti della scena artistica italiana di fine Ottocento, sarà possibile ripercorrere le tappe di una fondamentale esperienza pittorica nazionale che ebbe proprio a Milano la sua prima esposizione pubblica in occasione della Triennale di Brera del 1891, dove fecero la loro apparizione, tra gli altri, i capolavori Le due madri di Giovanni Segantini e Maternità di Gaetano Previati.

 

L'esposizione fornirà l'occasione di ripercorrere le vicende artistiche dei protagonisti del Divisionismo italiano, da Pellizza da Volpedo a Morbelli, da Longoni a Segantini, da Nomellini a Previati, evidenziando le loro sperimentazioni tecniche basate su quei principi di scienza ottica che pochi anni prima erano stati alla base del puntinismo francese di Seurat e Signac. Ne emergerà un panorama variegato, segnato da molteplici tendenze; quadri di stampo naturalistico si affiancano a immagini influenzate dal Simbolismo internazionale, mentre la dimensione politica e impegnata che anima in particolare i primi quadri di Nomellini e Longoni lascia spazio, all'inizio del Novecento, rispettivamente a ricerche più intime e familiari e a interpretazioni panteistiche della natura.

 

Non mancheranno riferimenti all'importanza rivestita dal Divisionismo per gli artisti dell'esperienza futurista, come Giacomo Balla e Umberto Boccioni.

 

La mostra "Divisionismo. Due collezioni" alla Galleria d'Arte Moderna di Milano è un'imperdibile rassegna che omaggia una delle più importanti stagioni dell'arte italiana, attraverso una serie di confronti tra le opere milanesi e tortonesi di grande suggestione.

 

Prenota la mostra "Divisionismo. Due collezioni" a Milano

  



 

Dove: Milano, Mudec

 

Quando: 24 novembre 2021 - 27 marzo 2022

 

Orari Mostra: da definirsi

 

MOSTRA DI MONDRIAN A MILANO

 

La mostra di Piet Mondrian al Mudec di Milano, la prima monografica dedicata al pittore olandese nel capoluogo lombardo, è un'occasione per approfondire il percorso artistico di una delle massime personalità del Novecento, seguendo la sua progressiva evoluzione da una pittura ancora realistica e figurativa all'astrattismo proprio della fase più nota della sua produzione, il Neoplasticismo.

 

Organizzata in collaborazione con il Kunstmuseum dell'Aia, l'esposizione si concentra in particolare sulla prima produzione di Mondrian caratterizzata da numerosi dipinti di paesaggio, memori tanto della tradizione paesaggistica olandese del Seicento quanto della più recente esperienza ottocentesca della Scuola dell'Aia, le cui scene contadine e i toni cangianti avevano già influenzato gli esiti di Vincent Van Gogh e Giovanni Segantini.

 

Attraverso un confronto con le opere dei principali esponenti della Scuola dell'Aia, la mostra allestita al Mudec individua le influenza esercitate dalla pittura olandese su Mondrian e al contempo evidenzia i caratteri personali della sua ricerca, che negli anni rivela una progressiva semplificazione degli elementi del paesaggio e una riduzione della tavolozza, fino all'approdo all'astrazione geometrica, come ben testimoniato dalla serie di dipinti dedicati agli alberi.

 

La mostra "Piet Mondrian e il paesaggio olandese" al Mudec di Milano è un'imperdibile occasione per poter finalmente ammirare in città le opere del grande artista olandese, seguendo le tappe della sua evoluzione artistica e immergendosi negli splendidi scenari del paesaggio olandese.

 

Prenota la mostra di Mondrian a Milano

  



Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: febbraio - maggio 2022

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA "TIZIANO E LE DONNE" A MILANO

 

La mostra “Tiziano. L’immagine della donna nella Venezia del Cinquecento” a Palazzo Reale a Milano, organizzata in collaborazione con il prestigioso Kunsthistorisches Museum di Vienna, è un’occasione preziosa non solo per ammirare grandi capolavori del Rinascimento veneziano provenienti dalla ricca collezione viennese, ma anche per esplorare un tema di grande interesse socio-artistico, ossia la raffigurazione della donna nell’arte della Serenissima nel Cinquecento.

 

La potenza politico-economica di Venezia era al proprio apice nel Cinquecento, e tale splendore trovava riscontro anche nell’abbondante produzione artistica di altissima qualità che in quegli anni caratterizzava la città lagunare, grazie ad artisti del calibro di Giorgione, Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto, Tiziano e Tintoretto.

 

La bellezza e il calore propri della “pittura tonale” veneta si esprimevano non solo in dipinti devozionali, ma anche in complesse scene allegoriche e mitologiche, e soprattutto nei molti ritratti che gli artisti attivi a Venezia sapevano realizzare con maestria. 

 

Protagoniste indiscusse della pittura, nonché della società veneziana del Cinquecento, furono le donne, rappresentate nelle molteplici sfaccettature e nei differenti ruoli che le caratterizzavano: a Venezia vi erano infatti colte nobildonne così come ricche consorti di mercanti, donne erudite e ottime interlocutrici che occupavano posti di riguardo nella società dell’epoca, uscendo gradualmente dalla sfera principalmente privata che erano state solite occupare nei secoli precedenti.

 

Accanto a loro, vi erano poi numerose cortigiane che contribuivano ulteriormente a rendere celebre la Serenissima. Città di commerci e di scambi socioeconomici per eccellenza, Venezia poteva infatti contare su un nutrito numero di cortigiane che si dividevano tra quelle “di lume” (cioè di basso rango) e quelle – invidiatissime – “oneste” (ossia di alto rango), colte e famose per i loro abiti raffinati così come per le amicizie influenti che sapevano assicurarsi.

 

La visita guidata alla mostra “Tiziano. L’immagine della donna nella Venezia del Cinquecento” intende farci esplorare la pittura tonale veneziana, caratterizzata da effetti cromatici e luministici, da tinte calde e giochi chiaro-scurali, così come da un’attenzione emotiva al soggetto e alle ambientazioni allusive, uno stile di pittura che nel Cinquecento divenne l’interprete perfetto per raccontare il complesso e variopinto mondo femminile che gremiva la Serenissima, descrivendone alla perfezione i sentimenti latenti, grazie anche alla resa di piccoli ma decisivi dettagli, dai ricchi tessuti ai preziosi gioielli fino alle famose chiome veneziane.

 

Prenota la mostra "Tiziano e le donne" a Milano

  



Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: febbraio - luglio 2022

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA DI SOROLLA A MILANO

 

La mostra "Joaquín Sorolla. Maestro della luce" ospitata a Palazzo Reale a Milano porta finalmente in Italia, dopo il successo riscontrato alla National Gallery di Londra, le opere del grande artista spagnolo vissuto a cavallo tra Otto e Novecento.

 

Forse pochi in Italia conoscono la figura di Sorolla, benché uno dei suoi più bei dipinti, Cucendo la tela, sia conservato presso la Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro a Venezia. Eppure Sorolla è stato uno degli artisti di maggior successo della Belle Époque, particolarmente apprezzato per il suo talento di ritrattista e per gli straordinari effetti di luce dei suoi dipinti che rielaborano in maniera personale la lezione dell'Impressionismo appresa durante i soggiorni a Parigi.

 

Le opere presenti in mostra, eccezionalmente prestate dal Museo Sorolla di Madrid, consentono di ripercorrere l'intera carriera del pittore e la vastità della sua produzione che comprende paesaggi, marine, scene di vita di spiaggia e i celebri ritratti, spesso raffiguranti i familiari, in cui è evidente il debito di Sorolla verso i grandi maestri spagnoli Velázquez e Goya.

 

Non mancheranno gli altrettanto famosi quadri rappresentanti il folclore e i costumi della nativa Spagna, produzione che raggiungerà il suo apice nei murales realizzati tra il 1913 e il 1919 nelle sale della Hispanic Society of America di New York in cui illustrò scene caratteristiche delle diverse regioni della penisola iberica.

 

La mostra "Joaquín Sorolla. Maestro della luce" ospitata a Palazzo Reale a Milano è un viaggio alla scoperta di un grande artista internazionale che ha saputo traghettare la lezione dei grandi maestri del passato verso la modernità e rielaborare la lezione impressionista in un linguaggio personale dai tagli compositivi audaci di gusto fotografico e dagli effetti di luce ineguagliabili.

 

Prenota la mostra di Sorolla a Milano

  



Dove: Milano, Mudec

 

Quando: 16 marzo 2022 - 31 luglio 2022

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA DI CHAGALL AL MUDEC DI MILANO

 

La mostra "Chagall. Love and life" allestita presso il Mudec di Milano offre l'occasione per ammirare le opere di uno dei più apprezzati artisti del Novecento, il cui immaginario non smette ancora oggi di affascinare ed emozionare il pubblico.

 

Nata in collaborazione con il prestigioso Israel Museum di Gerusalemme, l'esposizione  raccoglie disegni, olii, gouache, litografie, acqueforti e acquerelli nonché materiali documentari che consentono di ricostruire la lunga carriera e la travagliata biografia dell'artista nato nell'attuale Bielorussia che durante la sua vita attraversò guerre, lutti personali, rivoluzioni artistiche e politiche.

 

Grazie all'ampiezza e alla diversità delle opere esposte, sarà possibile ripercorrere gli aspetti che più hanno influenzato l'arte di Chagall, dai legami affettivi personali come l'inesauribile amore per la moglie Bella, prematuramente scomparsa nel 1944 o la nostalgia per il paese natale di Vitebsk, alle esperienze artistiche che nel contesto parigino lo vedono dialogare con le principali avanguardie storiche del Novecento. Sarà l'occasione per comprendere come Chagall sia riuscito a creare un linguaggio originale, poetico e autentico fondendo nella propria opera le tre culture con cui entrò il contatto: quella ebraica, delle sue origini, da cui trasse buona parte della sua iconografia e il lato mistico di certe opere; quella russa da cui recuperò la dimensione popolare delle sue immagini e quella occidentale, assorbita attraverso lo studio del maestri del passato come Rembrandt e il confronto con i protagonisti della comunità artistica di Montparnasse.

 

La mostra rende inoltre conto dalla vastità degli interessi di Chagall, il quale operò nell'ambito della pittura, della scultura, del mosaico, della scenografia, dell’incisione, tecnica in cui realizzò le celebri illustrazioni della Bibbia.

 

La mostra "Chagall. Love and Life" allestita presso il Mudec di Milano è una ricca retrospettiva monografica che consente di immergersi nel mondo fantastico, poetico ed emozionante di uno dei più grandi artisti del Novecento che ha saputo far confluire la sua vita in un linguaggio poetico universale, capace di parlare a tutti ieri come oggi. 

 

 

Prenota la mostra di Chagall a Milano

  



Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: ottobre 2022 - febbraio 2023

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA DI ERNST A MILANO

 

La mostra di Max Ernst presso Palazzo Reale a Milano costituisce la prima occasione per il pubblico italiano di poter visitare una retrospettiva monografica dedicata al grande artista tedesco, una delle figure più originali e poliedriche del Novecento.

 

Dopo essersi dedicato a studi di filosofia e psicologia, Max Ernst decise di dedicarsi all'arte, esponendo le sue prime opere nella nativa Colonia. Il suo percorso artistico è segnato dal contatto con le principali avanguardie storiche del Novecento. Dopo un'esperienza espressionista insieme a Macke, uno dei principali esponenti assieme a Kandinsky del movimento "Il cavaliere azzurro", si avvicinò al Dadaismo e successivamente, dopo il secondo soggiorno parigino, al Surrealismo di André Breton.

 

Influenzato dall'arte di De Chirico, Ernst recuperò da questi il tema dell'associazione improbabile e sorprendente di elementi inconsueti con lo scopo di far emergere implicazioni erotiche, magiche e dissacratorie, in sintonia con lo spiazzamento e il sovvertimento delle pensiero comune ricercato dai surrealisti. 

 

Abilissimo pittore, Ernst fu anche un grande sperimentatore di tecniche; realizzò sculture, assemblaggi, collages, introdusse per primo il frottage e si dedicò anche al cinema collaborando con Dalì e Buñuel a L'âge d'or.

 

Grazie alla collaborazione di musei, fondazioni e collezione private di tutto il mondo, la mostra di Ernst a Palazzo Reale a Milano ripercorre l'intera carriera del geniale artista evidenziando la vastità e poliedricità della sua produzione; duecento opere tra dipinti, sculture. incisioni, libri, gioielli ci trasporteranno nel visionario mondo dell'artista tedesco svelandocene i segreti.

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: novembre 2022 - marzo 2023

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA DI BOSCH A MILANO

 

La mostra "Hieronymus Bosch e l'Europa meridionale" presso Palazzo Reale a Milano guida il pubblico italiano alla scoperta di uno dei più enigmatici e affascinanti pittori della storia dell'arte occidentale e delle sue relazioni con i paesi dell'Europa meridionale, dove la sua opera venne particolarmente apprezzata come testimonia la raccolta del re di Spagna Filippo II, oggi visibile al Museo del Prado di Madrid.

 

Nato verso la metà del Quattrocento nella località della regione del Brabante di 's-Hertogenbosch, da cui derivò il suo soprannome, Jeroen Anthoniszoon van Aken, in arte Hieronymus Bosch, si formò nella bottega paterna, stringendo forti legami con la comunità locale, come testimonia la sua iscrizione alla Confraternita di Nostra Signora, un'associazione religiosa dedita al culto della Vergine.

 

È proprio la devozione religiosa, ispirata al rinnovamento spirituale della devotio moderna, una delle principali fonti di ispirazione dell'arte di Bosch assieme ai proverbi della tradizione popolare e ad alcuni testi letterali come La nave dei folli di Sebastian Brandt e la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine.

 

Nel complesso contesto europeo della fine del Quattrocento, segnato da inquietudini, slanci mistici ed eresie, Bosch rielaborò le proprie fonti in una maniera del tutto originale, dando vita a un mondo popolato di essere mostruosi e simbologie oscure che rappresentano bassezze e vizi umani con una visionarietà che sembra preludere agli esiti del Surrealismo novecentesco.

 

La mostra di Palazzo Reale consente di risalire al contesto di origine dell'arte di Bosch per svelarne i significati reconditi e spiegarne il successo che da subito superò i confini locali, come testimonia il favore riservatogli da Filippo il Bello, duca di Borgogna. L'esposizione illustra, inoltre, la ricezione dell'arte di Bosch da parte del Rinascimento spagnolo e italiano. Tracce dell'arte di Bosch si possono riscontrare nell'opera di artisti come Tiziano ed El Greco, a testimonianza della forza espressiva della sua produzione.

 

La mostra "Hieronymus Bosch e l'Europa meridionale" presso Palazzo Reale a Milano ricostruisce la carriera del visionario artista sottolineando l'importanza della sua lezione sull'arte spagnola e italiana, all'interno di una versione alternativa del Rinascimento in grado di farsi interprete delle paure e delle contraddizioni dell'autunno del Medioevo. 

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: da definirsi

 

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MOSTRA FABERGE' MILANO 

 

La mostra “Fabergé” a Palazzo Reale a Milano è un’occasione imperdibile per ammirare da vicino le straordinarie creazioni della celeberrima Maison Fabergé, oltre che per scoprire la storia di questa celebre casa di gioielleria russa e per comprendere i sorprendenti passaggi tecnico-artistici richiesti per creare simili meraviglie.

 

La mostra può vantare preziosissimi prestiti dal Museo Fabergé di San Pietroburgo, la città dove nel lontano 1842 Gustav Faberge fondò la propria maison di gioielleria, decidendo di darle un ‘accento francese’ per richiamare la vera e propria passione che la nobiltà russa aveva per la cultura e i prodotti francesi. La svolta per la maison Fabergé avvenne quando nel 1885 lo zar Alessandro III commissionò per la prima volta al figlio del fondatore – Peter Carl Fabergé – la produzione di un elaboratissimo “uovo di Pasqua” per la propria consorte, l’imperatrice Maria Fedorovna.

 

L’oggetto creato fu un vero e proprio capolavoro di gioielleria, realizzato con oro, smalti e materiali preziosi, e aveva una struttura a matrioska russa: più lo si apriva, più l’uovo rivelava parti sempre più piccole e pregiate al suo interno. Il successo fu immediato: Carl Fabergé venne nominato “gioielliere di corte” e ogni anno a Pasqua doveva presentare un uovo che fosse unico nel suo genere. La tradizione proseguì anche con lo zar Nicola II, che a ogni Pasqua ne regalava uno a sua moglie e uno a sua madre. Fu così che tra il 1885 e il 1916 vennero create ben 50 uova imperiali, ognuna diversa dall’altra.

 

La fama e il successo della Maison Fabergé crebbero enormemente, soprattutto grazie ai premi ricevuti all’Exposition Internationale Universelle di Parigi nel 1900 che consacrarono la maison e la resero celebre a livello internazionale, con l’apertura di nuove sedi anche a Londra e Kiev, prima che le turbolente vicende del Novecento e la violenta fine della famiglia imperiale Romanov dessero nuove configurazioni alla società.

 

La mostra Fabergé a Palazzo Reale a Milano permetterà di ammirare non solo le celeberrime “uova imperiali”, ma anche gioielli, oggetti di fantasia, regali diplomatici e cimeli che ancora oggi ci lasciano a bocca aperta per la preziosità dei materiali e per la loro intrinseca difficoltà realizzativa, facendoci viaggiare indietro nel tempo in compagnia dell’aristocrazia russa ed europea dell’epoca. 

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: da definirsi

 

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MOSTRA "GLI ARREDI DEI CESARI" A MILANO 

 

La mostra “Gli arredi dei Cesari” a Palazzo Reale a Milano si presenta come un’occasione irripetibile per addentrarsi alla scoperta della vita quotidiana nell’Antica Roma, cercando soprattutto di approfondire le molte domande che ancora abbiamo sui modi di arredare e abitare che andavano di moda ai tempi dei Cesari. 

 

Come si arredavano le case in epoca romana? Quali ‘mobili’ e quali suppellettili venivano scelti per garantire decoro e comfort agli ambienti interni? E come si viveva in questi spazi? Queste curiosità, così come molte altre, sono al centro della mostra di Palazzo Reale.

 

Sebbene siano trascorsi numerosi secoli dalla fine dell’Impero Romano, la Storia ci ha lasciato reperti preziosissimi, soprattutto grazie alla tragica eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. spazzò via le città di Pompei, Stabia e Ercolano, seppellendole sotto strati di cenere, pomice e lapilli, così come di flussi piroclastici, consentendone tuttavia una conservazione che possiamo osservare ancora oggi. 

 

Gli scavi archeologici in queste aree, così come altrove, ci permettono di avere un quadro abbastanza chiaro circa i modi di abitare e arredare degli antichi romani, ovviamente facendo dovute distinzioni tra le classi sociali prese in considerazione. Le case patrizie erano riccamente decorate con affreschi e presentavano numerose incavature nei muri dove si collocavano i più svariati oggetti, mentre i mobili – sebbene meno diffusi rispetto a oggi – erano realizzati in materiali diversi, come il marmo, il bronzo, l’avorio, l’osso o la tartaruga, solo per citarne alcuni. La solidità di questi materiali ha loro permesso di sopravvivere ai secoli e si presentano oggi come inestimabili oggetti di studio.

 

Letti, tavoli, sgabelli, paraventi, triclinii, culle, bauli, sedie, così come vasi, coppe e anfore, spesso in argento: oltre ai reperti archeologici – che ci consentono di comprendere quali oggetti si potessero comprare nelle botteghe e nei fori – possiamo farci un’idea della ricchezza dell’arredo romano e dei modi di vivere anche grazie alle molte pitture parietali e ai mosaici che sono sopravvissuti, in cui spesso sono state rappresentate scene conviviali all’interno di stanze e edifici.

 

Grazie a importanti prestiti provenienti da rinomate istituzioni, come ad esempio dal Museo Archeologico di Napoli e da Pompei, la mostra "Gli arredi dei Cesari" a Milano è una rassegna unica nel suo genere che si propone di farci immergere nella vita dell’Antica Roma, da un lato rendendoci consapevoli dell’elevata raffinatezza che i Romani furono in grado di sviluppare anche nell’arredo e nei modi vivere, dall’altro facendoci accorgere delle molte consonanze che si possono riscontrare tra gli arredi romani e le tendenze moderne.

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: da definirsi

 

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MOSTRA "BELLEZZA E BRUTTEZZA NEL RINASCIMENTO" A MILANO

 

La mostra "Bellezza e bruttezza nel Rinascimento" a Palazzo Reale di Milano è un percorso alla scoperta dei canoni estetici di un momento storico in cui accanto alla costante ricerca del bello ideale, si accosta il fascino a tratti morboso dell'indagine del brutto e del difforme.

 

Nel Rinascimento, infatti, se da un lato nasce una nuova idea di bellezza e di perfezione, sottesa ai canoni perfetti della matematica e dell'armonia compositiva, dall'altra si affaccia, in maniera antitetica ma complementare, un curioso approccio a tutto ciò che da questa perfezione si discosta: nasce così un filone artistico che basa la propria poetica sul brutto nelle sue molteplici accezioni, da un naturalismo che rappresenta l'imperfetto al gusto dell'orrido e del truce, dal disgustoso al deforme, rappresentati con un tono che spazia dall'ironico allo stupito, dal parodistico al grottesco e a cui spesso si affiancano letture di tipo moraleggiante.

 

Caricature, donne barbute, esemplari teratologici, personaggi difformi e deformi iniziano a popolare l'immaginario figurativo e letterario del Quattrocento, aprendo la strada non solo a quello che sarà il primo embrione delle esasperazioni espressive del manierismo, ma anche a quel gusto del curioso, dello "strano" e del mostruoso che troverà uno dei suoi apici nelle Wunderkammern cinquecentesche e seicentesche, fino alle atmosfere tetre, violente e sanguinose di un Caravaggio.

 

La visita guidata alla mostra "Bellezza e bruttezza nel Rinascimento" a Milano, attraverso una selezione di esempi significativi, illustrerà la nascita di questa nuova filosofia, morale e pittorica, in cui il brutto viene dignificato e di conseguenza trattato alla stregua del bello, di cui è pendant importante, in un contrasto piacevole e realistico, che completa le infinite possibilità della veridicità del mondo con quel senso universalistico tipico di un Rinascimento, che troppo spesso consideriamo sinonimo di sola "bellezza".

 

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: annullata/posticipata causa Covid 

 

 

MOSTRA DI LEE MILLER E MAN RAY A MILANO

 

La mostra di Lee Miller e Man Ray a Palazzo Reale a Milano intende far conoscere al grande pubblico una delle più importanti interpreti della fotografia del Novecento analizzando il suo rapporto professionale e personale con il celebre artista e fotografo surrealista all'interno del vivace panorama culturale della Parigi a cavallo tra gli anni Venti e Trenta

 

Dopo un primo grande successo in qualità di modella, che la porta a occupare le copertine di Vogue, Elizabeth "Lee" Miller decide nel 1929 di trasferirsi a Parigi con l'obiettivo di conoscere Man Ray e di intraprendere la carriera di fotografa. L'incontro con l'artista surrealista dà vita fino al 1932 a un periodo segnato da una proficua collaborazione e da una tumultuosa relazione sentimentale, durante il quale Lee Miller realizza le sue fotografie più innovative riscoprendo la tecnica fotografica della solarizzazione, che presto diventerà la firma artistica di Man Ray.

 

La mostra a Palazzo Reale indaga la carriera dei due fotografi seguendone la parabola artistica successiva alla loro rottura sentimentale del 1932, quando Lee Miller lavora come corrispondente di guerra e fotoreporter mentre Man Ray prosegue la sua carriera a New York e Hollywood. I due resteranno amici, come dimostra il sostegno che Man Ray offrirà all'ex amante e collaboratrice quando Lee Miller soffrirà di stress post-traumatico dovuto agli orrori a cui aveva assistito durante la seconda guerra mondiale.

 

Con oltre un centinaio di opere d'arte e fotografie prestate principalmente dall'Archivio Lee Miller e dalla collezione Roland Penrose, la mostra di Lee Miller e Man Ray a Palazzo Reale a Milano fa luce su una delle collaborazioni artistiche più interessanti del Novecento. Un'occasione per approfondire la conoscenza del vivace clima culturale parigino degli anni Venti e Trenta,  i cui protagonisti - tra i quali Andrè Breton, Salvator Dalì, Pablo Picasso, Coco Chanel, Luis Bunuel - sono protagonisti di alcuni celebri scatti di Lee Miller e Man Ray.

 

Foto © Lee Miller Archives (1939) - photo Theodore Miller, 1931

  

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: annullata/posticipata causa Covid

 

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MOSTRA FEDERICO FELLINI A MILANO

 

La mostra su Federico Fellini, allestita presso la sede espositiva di Palazzo Reale a Milano omaggia uno dei più importanti registi italiani di sempre, a cento anni dalla sua nascita.

 

Vincitore di numerosi premi come Oscar per Miglior Film Straniero, la Palma d’Oro al Festival di Cannes e il Leone d’Oro della Mostra del Cinema di Venezia, Federico Fellini ricevette innumerevoli tributi già in vita, essendo stato capace di cambiare il volto del cinema italiano, e non solo.

 

La mostra intende ripercorrere le tappe della carriera di questo grande regista, nato a Rimini nel 1920 e indirizzato a diventare giornalista, ma soprattutto sceneggiatore di grande successo. Ancora giovanissimo, firmerà insieme ad altri le sceneggiature di Roma città aperta (1945) e Paisà (1946) di Roberto Rossellini, e sarà proprio durante le riprese di quest’ultimo film che Fellini si avvierà a quella che, ancora senza saperlo, sarà la sua definitiva consacrazione: la regia cinematografica.

 

Dopo alcune prime esperienze, il suo esordio assoluto avverrà con Lo sceicco bianco (1952), cui seguirono gli anni prolifici e gloriosi de I Vitelloni (1953), La Strada (1954), La dolce vita (1960), 8 1/2 (1963) e Amarcord (1973). Fellini rimase operativo fino a poco prima della sua morte, sopraggiunta nel novembre del 1993, e solo pochi mesi prima - nel marzo del 1993 - ricevette l’Oscar alla carriera, il giusto coronamento per la carriera di un genio della pellicola come lui, che seppe attraversare epoche e tecniche diverse.

 

Furono moltissimi i progetti non realizzati e così come i talenti multiformi del regista non sempre noti al grande pubblico, ad esempio la vignettistica e i fumetti. Federico Fellini fu protagonista e testimone di un’epoca resa immortale anche grazie ai suoi film, che rivivrà proprio grazie alla mostra "Fellini Fellini" a Palazzo Reale a Milano che per l‘occasione offrirà la possibilità di ammirare non solo i suoi disegni e copioni originali, ma anche alcuni oggetti e costumi di scena.

 

  

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MOSTRA DEGAS MILANO

 

Palazzo Reale dedica una grande retrospettiva ad uno dei massimi esponenti e interpreti della modernità: Edgar Degas. La mostra si propone di approfondire la figura di questo grande artista con più di 100 opere provenienti da musei internazionali e delineando gli aspetti e le tappe più importanti della sua carriera artistica. Grande sperimentatore di mezzi artistici, si dedicò alla pittura a olio, al pastello, alla scultura e all’incisione.

La formazione di Degas ha inizio da autodidatta, ma saranno l’incontro con Ingres a l’Ecole des Beaux Arts e il viaggio in Italia dove visita Napoli, Firenze e Roma, a plasmare il suo stile, inizialmente caratterizzato da un’ attenzione rivolta al classicismo e a richiami Rinascimentali.

Attraverso l’artista Eduard Manet e il critico Durenty, negli anni ’60 dell’Ottocento,  entra in contatto con gli artisti del movimento impressionista, partecipando attivamente alle loro esposizioni, pur mantenendo sempre un certo distacco e un’indipendenza stilistica. Attratto dalla fotografia e dalle prime sperimentazioni del mezzo, Degassperimenta pittoricamente tagli compositivi, prospettive innovative, riprese sotto in su, diagonali sfuggenti e inquadrature moerne, dando prova di una straordinaria sensibilità e capacità di cogliere attimi di vita contemporanea, lasciando trasparire una ricerca quasi psicologica. I soggetti che predilige sono le figure femminili, come le ballerine ritratte negli spogliatoi, durante gli esercizi o nei momenti di riposo, come a bloccare un preciso istante,  e i suoi nudi non sono più idealizzati e sensuali, ma ripresi nei momenti più intimi e quotidiani.
 

Gli stessi soggetti sono riproposti anche nella scultura, dove Degas inserisce sorprendenti novità tecniche unendo anche materiali diversi e aprendo la strada alle future sperimentazioni  delle Avanguardie.

 

La mostra di Degas a Milano è un'occasione unica per scoprire uno dei più grandi artisti europei, che sempre pronto a confrontarsi con stili e culture diverse, anche nell’ultimo periodo della sua vita caratterizzato dalla progressiva perdita della vista, riuscirà a creare un'arte nuova, dove il colore e la luce, trattati in maniera quasi astratta, volgono ad uno stile sempre più libero e sempre più originale.

 

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