Mostre a Milano


Milano offre il più ampio programma di mostre e appuntamenti culturali della penisola. In questa pagina puoi trovare una selezione sempre aggiornata delle migliori mostre di Milano che Milanoguida ha scelto per te, tra le quali spiccano quelle organizzate da Palazzo Reale. Trovi informazioni pratiche, una breve descrizione della mostra e le visite guidate disponibili, sempre condotte da guide turistiche abilitate e laureate in storia dell'arte per garantirti la massima qualità nella scoperta delle mostre e dei grandi tesori del panorama culturale di Milano.

 

 

Milanoguida: le visite guidate alle migliori mostre di Milano

 

Mostre in corso a Milano


Mostra Bellezza Bruttezza Milano

Dove: Milano, Gallerie d'Italia

 

Quando: 6 dicembre 2023 - 1 aprile 2024

 

Orari mostra: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 9.30 - 19.30;  giovedì: 9.30 - 22.30, lunedì chiuso

 

 

MOSTRA DI GIOVAN BATTISTA MORONI A MILANO

 

In concomitanza con Bergamo e Brescia capitale italiana della cultura 2023, le Gallerie d'Italia di Piazza della Scala a Milano ospitano la mostra "Giovan Battista Moroni (1521-1580). Il ritratto del suo tempo", un'ampia retrospettiva dedicata a uno dei massimi interpreti della grande stagione artistica conosciuta dalle due città lombarde nel corso del Cinquecento. 

 

Allievo del Moretto a Brescia, nei primi anni della sua attività Moroni fu impegnato nella città di Trento, durante gli anni del Concilio. Il contatto con Moretto e il clima controriformistico favorirono la produzione di soggetti religiosi di Moroni, che si distinse, tuttavia, per il suo grande talento di ritrattista, emerso definitivamente con l'attività bergamasca degli anni cinquanta. La frequentazione dell'élite culturale e dell'aristocrazia del tempo, cui si associano le commissioni da parte di borghesi, artigiani e mercanti, consentì a Moroni di rivelare la sua grande abilità di colorista e di profondo indagatore dell'animo umano.

 

Con un centinaio di manufatti artistici, tra dipinti, disegni, libri, oreficerie e stoffe, l'esposizione milanese restituisce un efficace spaccato della società lombarda dell'epoca, di cui Moroni restituì efficacemente desideri e ambizioni. Il confronto tra i lavori di Moroni e le opere dei contemporanei Lotto, Tiziano, Savoldo, Tintoretto e Veronese evidenzia l'ampiezza delle influenze della pittura delle Repubblica della Serenissima, di cui all'epoca facevano parte Bergamo e Brescia.

 

La mostra "Giovan Battista Moroni (1521-1580). Il ritratto del suo tempo" alle Gallerie d'Italia di Piazza della Scala consente di ammirare, raccolti per la prima volta insieme, capolavori di provenienza italiana e internazionale, di uno dei più grande ritrattisti dell'arte italiana di tutti i tempi. 

 

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Dove: Milano, Mudec

 

Quando: 25 ottobre 2023 - 10 marzo 2024

 

Orari mostra: lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30;

giovedì e sabato 9.30 – 22.30

MOSTRA DI RODIN A MILANO 

 

La mostra "Rodin e la danza" allestita presso il Mudec di Milano è un'imperdibile occasione per scoprire una parte della produzione scultorea e grafica dell'artista francese poco nota al grande pubblico.

 

Attratto dalla rappresentazione dei movimenti e dell'energia del corpo sin dai tempi dei suoi esordi e del cantiere della Porta dell'Inferno che portò alla realizzazione di capolavori quali Il bacio e Il pensatore, all'inizio del Novecento Auguste Rodin trovò nuovo stimolo per le sue ricerche nella danza.

 

La visione delle ballerine cambogiane presenti all'Esposizione coloniale di Marsiglia del 1906 e l'incontro a Parigi con alcune delle personalità più rivoluzionarie del mondo della danza dell'epoca, quali Loïe Fuller, Isadora Duncan o Vaslav Nijinski, spinsero Rodin a tradurre sotto forma di disegni e di piccole sculture i flessuosi movimenti delle esibizioni cui aveva assistito. Nacque così la serie dei Mouvements de danse, composta da bozzetti in gesso e terracotta in cui i ballerini saltano, si allungano e si flettono con armonia, eleganza ed energia. In origine destinata alla visione di un gruppo ristretto di amici, la serie viene finalmente mostrata al grande pubblico grazie agli importanti prestiti concessi dal Musée Rodin di Parigi.

 

La mostra "Rodin e la danza" al Mudec di Milano ci accompagna alla scoperta di un lato inedito della produzione del celebre scultore francese facendoci compiere un viaggio nel tempo nella Parigi della Belle Époque, quando corpi di ballo di origine orientale e rivoluzionari danzatori cambiarono per sempre la storia dell'arte coreutica.

 

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Mostra Goya Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 31 ottobre 2023 - 3 marzo 2024

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

MOSTRA DI FRANCISCO GOYA A MILANO

 

La mostra di Francisco Goya, allestita presso Palazzo Reale a Milano, è un'occasione imperdibile per approfondire una delle personalità più affascinanti della storia dell'arte europea, originalissimo interprete delle grandi trasformazioni politiche e culturali avvenute tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, capace di lasciare un profondissimo segno sulle generazioni successive di pittori, da Manet  a Sorolla.

 

Formatosi artisticamente a Madrid, negli anni in cui nella città spagnola operavano fianco a fianco il maestro del Neoclassicismo Anton Raphael Mengs e il massimo rappresentante del Rococò europeo Giambattista Tiepolo, Goya dimostra una spiccata predilezione per il pittore italiano, visibile nelle sue prime opere, caratterizzate da colori chiari e luminosi e da soggetti frivoli e disimpegnati. Già ai suoi esordi, Goya rivela un uso espressivo e vitale del colore e della pennellata che accompagnerà tutta la sua produzione, dai celebri ritratti dei nobili e dei monarchi spagnoli, alle immagini della guerra d'Indipendenza spagnola fino alle tarde Pitture nere, i drammatici dipinti murali eseguiti presso Quinta del Sordo, la residenza nella periferia di Madrid in cui Goya soggiorna prima di trasferirsi definitivamente in Francia nel 1823.

 

Organizzata in collaborazione con la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid, a cui Goya tentò invano di accedere prima di essere chiamato nel 1880 per meriti riconosciuti dopo la realizzazione dei cartoni per gli arazzi della Real Fabrica di Santa Barbara, l'esposizione presso Palazzo Reale ripercorre l'evoluzione artistica del grande pittore spagnolo evidenziando la versatilità della sua produzione, che spazia tra scene di vita mondana, ritratti, quadri di storia e graffianti rappresentazioni delle bassezze e della crudeltà dell'essere umano, quali quelle presenti nelle due serie di incisioni I disastri della guerra e i Capricci.

 

Indagando il pensiero di Goya, la sua concezione dell'arte e il suo approccio nei confronti della Storia, la mostra di Francisco Goya a Palazzo Reale a Milano ci porta a scoprire l'origine di un affascinante repertorio di immagini che oscillano tra frivolezza e impegno politico, razionalità e follia, sogno e realtà, immagini in grado di raccontare alla perfezione gli anni del passaggio dall'Illuminismo al Romanticismo e al contempo di descrivere ancora oggi tutte le contraddizioni del genero umano.

 

 

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Dove: Novara, Castello visconteo sforzesco

 

Quando: 4 novembre 2023 - 7 aprile 2024

 

Orari: martedì-domenica: 10-19.00; lunedì chiuso.

Aperture straordinarie: venerdì 8 e martedì 26 dicembre, lunedì 1, sabato 6 e lunedì 22 gennaio, lunedì 1 aprile

Chiuso: domenica 24, lunedì 25 e domenica 31 dicembre

MOSTRA "BOLDINI, DE NITTIS ET LES ITALIENS DE PARIS" A NOVARA

 

La mostra "Boldini, De Nittis et les italiens de Paris" al Castello di Novara rende omaggio ai più celebri artisti italiani che incontrarono il successo nella capitale francese tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecento.

 

Grazie a prestigiosi prestiti di collezioni private e illustri istituzioni museali italiane, l'esposizione novarese trasporterà il pubblico nelle atmosfere della Belle Époque, un periodo nel quale Parigi diventa capitale internazionale dell'arte grazie all'attività di mercanti e galleristi, alla nascita delle esposizioni universali e all'affermarsi in pittura delle nuove tendenze del Realismo, che hanno in Gustave Courbet il massimo e più rivoluzionario interprete. 

 

Lo stimolante clima artistico e le numerose occasioni espositive spingono molti artisti italiani a soggiornare e a trasferirsi a Parigi. Tra questi il ferrarese Giovanni Boldini, che dopo il contatto con il gruppo dei Macchiaioli, si afferma a Parigi assecondando le mode neosettecentiste del tempo per poi diventare il massimo interprete del ritratto mondano; il pugliese Giuseppe De Nittis, che dopo l'esperienza paesaggista della Scuola di Resina diventa il massimo cantore della Belle Époque; il veneziano Federico Zandomeneghi, vicino agli Impressionisti, al cui repertorio si avvicinerà su richiesta del mercante Paul Durand-Ruel.

 

Alternando sezioni monografiche a sale tematiche dedicate a più frequenti soggetti della pittura del tempo, la mostra "Boldini, De Nittis et les italiens de Paris" al Castello di Novara, ci catapulterà nell'affascinate ed elettrizzante clima della Parigi della Belle Époque.

 

Prenota la mostra "Boldini, De Nittis et les Italiens de Paris" a Novara

  



Mostra El Greco Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 11 ottobre 2023 - 25 febbraio 2024

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

MOSTRA DI EL GRECO A MILANO

 

La mostra di El Greco, allestita presso le sale di Palazzo Reale a Milano, propone un affascinante approfondimento su uno dei più originali interpreti del Manierismo europeo, che ha lasciato un profondo segno sull'arte dei maestri dell'Ottocento e Novecento, da Delacroix a Picasso.

 

All'anagrafe Domínikos Theotokópoulos, El Greco nasce a Creta, all'epoca facente parte del grande dominio della Repubblica di Venezia. Dopo gli esordi come pittore di icone, compie un  viaggio in Italia, a Venezia e Roma, fondamentale per l'elaborazione del suo stile. In particolare sono l'uso del colore di Tiziano, la teatralità delle composizioni di Tintoretto e la sinuosità delle figure di Parmigianino a indirizzare la produzione di El Greco verso uno stile drammatico ed espressivo, particolarmente adatto ad esprimere la sensibilità religiosa della Spagna del Cinquecento.

 

È infatti in Spagna, prima a Madrid - dove riceve un incarico per l'Escorial - e poi a Toledo che El Greco raggiunge la sua maturità artistica, segnata dalla predominanza del colore e da una tendenza alla trasfigurazione delle figure dei dipinti sacri in funzione espressiva che lo rendono uno dei più originali interpreti del Siglo de oro spagnolo.

 

Scarsamente apprezzata in età barocca, per il suo antinaturalismo tipicamente manierista, l'arte di El Greco è stata riscoperta tra Ottocento e Novecento, diventando un punto di riferimento per grandi artisti del calibro di Delacroix e Manet e fonte di ispirazione per le avanguardie storiche, dall'Espressionismo al Cubismo di Picasso.

 

Concentrandosi sul periodo italiano dell'artista greco, la mostra di El Greco a Palazzo Reale a Milano ripercorre la produzione artistica di un pittore che ha saputo incarnare uno dei momenti più importanti della storia spagnola, rielaborando gli influssi della pittura bizantina e del Rinascimento italiano in un linguaggio drammatico ed espressivo, ancora oggi fortemente evocativo.

 

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Prossime mostre a Milano 2024 - 2025


Dove: Milano, Mudec

 

Quando: 22 febbraio 2024 - 30 giugno 2024

 

Orari mostra: lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30;

giovedì e sabato 9.30 – 22.30

MOSTRA DI PICASSO AL MUDEC DI MILANO 

 

 

La mostra di Picasso al Mudec di Milano è dedicata al tema “La metamorfosi della figura”, con lo scopo di approfondire aspetti poco conosciuti della poetica del grande artista del Novecento, al fine di comprendere a fondo il valore del contributo artistico che il pittore spagnolo ancora esercita sull'arte contemporanea. 

 

La mostra indaga le fonti culturali e i processi creativi che Picasso mise in campo nella costruzione della propria poetica espressiva che, espressa in diverse tecniche artistiche, permettono di ricostruire una "storia nella storia" fatta di suggestioni, di emozioni, di ispirazioni e poi di elaborazione, di creazione, di genialità e infine di lasciti e di eredità.

 

I capolavori in mostra, provenienti dai maggiori musei europei sono posti in dialogo con manufatti di arte africana e di opere di diverso genere, andando a esplorare il modo, singolare e innovativo, con cui Picasso trattò il tema della figura umana. Una sezione della mostra di Picasso al Mudec è dedicata agli studi per le celeberrime Les demoiselles d’Avignon (1907), manifesto del cubismo ed esempio eclatante della ricerca di un mutamento continuo e costante che l’artista ha riservato a corpi e volti. Conclude l'esposizione un salto temporale al presente: una sezione dedicata ai lavori di artisti africani che ancora oggi si ispirano alle ricerche formali di Picasso.

 

La mostra di Picasso al Mudec offre un'occasione imperdibile per conoscere a fondo nuovi aspetti peculiari dell'arte del maestro spagnolo: il concetto di metamorfosi della figura e le fonti culturali che hanno ispirato le sue ricerche e i suoi capolavori.

 

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Mostra Brassai Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 23 febbraio - 2 giugno 2024

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

 

MOSTRA DI BRASSAÏ A MILANO

 

Dopo la mostra allestita a Palazzo Morando nel 2015, la città di Milano omaggia nuovamente il grande fotografo del Novecento, Gyla Halasz, in arte Brassaï, con un'esposizione ospitata negli spazi di Palazzo Reale

 

Nato nel 1899 in Ungheria, Brassaï si trasferisce fin da piccolo a Parigi con la sua famiglia, paese nel quale sarà destinato a vivere dal 1924 e nel quale potrà sperimentare la vicinanza con le grandi avanguardie del Novecento tra cui il Surrealismo. Il fotografo si avvicina sin da subito alla pratica artistica studiando pittura e scultura a Budapest per poi frequentare l'Accademia di Belle Arti a Berlino, città nella quale si avvicinerà anche al mondo del giornalismo. Ormai venticinquenne, con il definitivo approdo nella fervente Parigi, Brassaï elabora il suo approccio personale al mezzo fotografico ricercando per tutta la sua carriera scatti veritieri, privi di qualsiasi artificio.

 

"L'occhio di Parigi", titolo della nuova mostra e soprannome di Brassaï coniato dallo scrittore Arthur Miller, fa riferimento al modo di indagare i luoghi, la società e la vita quotidiana di Parigi, soprattutto notturna, tipica della poetica del fotografo. Con un'esposizione di oltre 200 stampe accompagnate da una ricca documentazione e da oggetti appartenuti al fotografo, sarà possibile conoscere da vicino la vita quotidiana della Parigi autentica, raccontata attraverso lo sguardo diretto di uno dei grandi protagonisti della fotografia del XX secolo.

 

Realizzata in collaborazione con l’Estate Brassaï, la mostra fotografica dedicata a Brassaï a Milano, attraverso immagini iconiche ed intime della città di Parigi, omaggia la produzione di un fotografo che, nonostante le sue capacità e il suo bagaglio culturale, ha saputo mantenere uno sguardo da dilettante sui suoi soggetti per coglierne la vera essenza.

 

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Mostra De Nittis Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 24 febbraio - 30 giugno 2024

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

 

 

MOSTRA DI DE NITTIS A MILANO

 

La mostra di Giuseppe De Nittis a Palazzo Reale di Milano sarà un viaggio nella pittura di uno dei più grandi artisti italiani dell’Ottocento, particolarmente sensibile alle correnti del Verismo e dell’Impressionismo che seppe interpretare in chiave originale e personale.

 

Giuseppe Gaetano De Nittis nacque a Barletta nel 1846; rimasto orfano fin da piccolo, visse con i nonni paterni per poi iscriversi nel 1861, contro il volere della famiglia, all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Qui però si rivelò uno spirito irrequieto, dall’indole insofferente alle regole e disinteressato alle nozioni e alle lezioni accademiche, tanto da venire espulso due anni più tardi per indisciplina.

 

Successivamente si dedicò alla pittura all’aria aperta, specializzandosi in riproduzioni di paesaggi partenopei e barlettani, fino al 1866, vero anno di svolta, quando a Firenze si avvicinò per la prima volta al movimento dei Macchiaioli. L’anno seguente si trasferì a Parigi dove si sposò con la parigina Léontine Lucile Gruvelle. L’apice della sua fama arrivò però nel 1874, comunemente indicata come la nascita dell’Impressionismo, con l’esposizione che si tenne presso lo studio del fotografo Nadar dove riuscì a presentare ben cinque tele. Lo stesso anno andò anche a Londra dove realizzò scene di vita della capitale inglese, mentre nel 1878 riscosse un enorme successo con l’Esposizione Internazionale parigina dove venne insignito della Legion d'onore, e la sua opera, Le rovine delle Tuileries, fu acquistata dal governo per il Museo del Lussemburgo.

 

De Nittis fu abile interprete nel rappresentare l’eleganza e la vivacità della vita moderna, realizzando vedute naturali e urbane, ritratti di donna e di città in via di costruzione, scorci di vita parigina o londinese, con stile impressionista, fotografando il mondo con lucidità realistica. Le mostra di De Nittis a Palazzo Reale a Milano, con un centinaio di opere provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, propone un percorso espositivo che ci farà conoscere e apprezzare l’estro artistico di un eccelso pittore italiano, morto a soli trentotto anni.  

 

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Mostra Cézanne Renoir Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 19 marzo - 30 giugno 2024

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

 

 

MOSTRA "CÉZANNE E RENOIR" A MILANO

 

La mostra "Cézanne e Renoir" in programma a Palazzo Reale dal 19 marzo 2024 porta a Milano una ricca selezione di opere provenienti da due prestigiosi musei parigini, il Museo d'Orsay e l'Orangerie, grazie alle quali sarà possibile ripercorrere la rivoluzionaria stagione artistica dell'Impressionismo e illustrare l'eredità pittorica lasciata dai due grandi maestri francesi alle avanguardie del Novecento.

 

L'esposizione, che può contare su un importante nucleo di dipinti raccolti dal celebre mercante d'arte Paul Guillaume, oggi all'Orangerie, mette a confronto l'opera di Paul Cézanne e Auguste Renoir evidenziando la complementarietà delle loro parabole artistiche. Renoir è tra massimi interpreti della pittura impressionista; i suoi dipinti ritraggono la vivacità della vita parigina con un linguaggio pittorico che cerca di restituire l'istantaneità della visione e i valori atmosferici. Cézanne, pur condividendo l'interesse per i paesaggi dipinti dal vero, farà di questi l'occasione per una personale ricerca sulla semplificazione della forma e sull'uso antinaturalistico del colore.

 

Se da un lato la ricerca di Cézanne sulla struttura formale dell'immagine costituisce la base di partenza per la rivoluzione di Picasso e del Cubismo, dall'altro l'insistenza da parte di Renoir sul valore espressivo della luce e del colore, rinvigorita dal soggiorno italiano degli anni ottanta, conduce all'esperienza pittorica di Matisse e dei Fauves.

 

In un suggestivo dialogo attraverso i soggetti condivisi dai due pittori, quali i ritratti, i paesaggi, le nature morte e le bagnanti, la mostra di Cézanne e Renoir a Palazzo Reale a Milano permetterà di approfondire la conoscenza di due grandi maestri dell'Impressionismo che traghettarono la pittura del tardo Ottocento verso le Avanguardie e la modernità. 

 

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Mostra Bellezza Bruttezza Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 20 settembre 2024 - 2 febbraio 2025

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

 

 

MOSTRA DI PICASSO A MILANO

 

 

Dopo la mostra "Picasso. La metamorfosi della figura" al Mudec, anche Palazzo Reale ospita una mostra dedicata a Picasso, un'esposizione realizzata in collaborazione con il Museo Picasso di Parigi e il Museo Nazionale di Storia dell’Immigrazione, che presenta in una veste inedita e poco conosciuta uno dei più grandi artisti del XX secolo, soffermandosi su temi cari all'artista ed ancora oggi molto attuali.

 

La mostra di Picasso a Palazzo Reale a Milano, con oltre ottanta opere esposte, tra dipinti, sculture, ceramiche, disegni, collage, stampe, fotografie, video e documenti, intende approfondire tematiche sociali vicine all'artista come l'accoglienza, l'immigrazione e le relazioni personali, vissute in prima persona.  

 

Il percorso espositivo riflette sullo status dell'artista spagnolo, che durante la propria vita venne considerato e si sentì come uno straniero nella città che lo ospitò dal 1904 e dove rimase per tutta la vita: Parigi. Picasso non otterrà mai la cittadinanza francese, ma solo quella onoraria nel 1948, anche a causa della propria difficoltà linguistica. Sospettato di essere sovversivo a causa sua arte troppo avanguardistica e trasgressiva, la condizione di straniero influirà fortemente sull'identità di Picasso e verrà trasposta nel suo modo di approcciarsi alla vita e nella sua produzione artistica, riflettendo pienamente i suoi pensieri e la sua preoccupazione riguardo al tema.

 

La mostra "Picasso, lo straniero" a Milano è un'occasione unica per scoprire opere inedite dell'artista spagnolo e per conoscere il lato più personale e intimo di uno dei più grandi artisti del Novecento.

 

Prenota la mostra di Picasso a Milano

  



Mostra Munch Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: ottobre 2024 - gennaio 2025

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

MOSTRA DI MUNCH A MILANO

 

La mostra di Edvard Munch a Palazzo Reale di Milano offre l'imperdibile occasione di approfondire la conoscenza di uno dei più importanti interpreti della pittura europea a cavallo tra XIX e XX secolo, che ha saputo rielaborare gli stimoli della pittura del proprio tempo dando vita a un'arte personalissima ma al contempo in grado di rappresentare le angosce e le paure del genere umano.

 

Profondamento turbato dai lutti familiari - la morte per tubercolosi della madre e della sorella maggiore quando era ancora bambino e la successiva scomparsa del padre, medico dalla fede religiosa rigorosissima - Munch riversò la propria sofferenza in una pittura tragica e malinconica che, partendo da premesse naturalistiche, giunse a immagini sempre più visionarie, in sintonia con il Simbolismo europeo.

 

Organizzata in collaborazione con il Munch Museet di Oslo, l'istituzione che presenta la più ampia raccolta al mondo di opere dell'artista, l'esposizione di Palazzo Reale a Milano ripercorre l'intera carriera di Munch evidenziando l'influenza esercitata su di lui dagli artisti conosciuti a Parigi, quali Toulouse-Lautrec, Degas, Van Gogh e Gauguin, che lo indirizzarono verso una tecnica essenziale e una stesura bidimensionale, con ampie zone non campite, particolarmente adatta a esprimere i sentimenti di sofferenza e di angoscia provati dall'artista.

 

Temi quali malattia, pazzia, amore e morte risultano veicolati attraverso precise soluzioni formali, quali ardite fughe prospettiche, accensioni cromatiche e ombre minacciose, che fanno di Munch un artista capace di visualizzare sentimenti ed emozioni con un'intensità raramente eguagliata.

 

La mostra di Munch a Palazzo Reale a Milano sarà un viaggio alla scoperta di uno dei più originale interpreti della pittura europea, che, attraverso i traumi della propria esistenza, ha saputo rappresentare le paure e le ossessioni dell'essere umano, ponendosi così come precursore dell'Espressionismo e del Surrealismo.

 

 

Prenota la mostra di Munch a Milano

  



Mostra Baj Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: ottobre 2024 - gennaio 2025

 

Orari mostra: da definirsi

 

 

MOSTRA DI ENRICO BAJ A MILANO

 

La mostra dedicata ad Enrico Baj, organizzata nelle sale espositive di Palazzo Reale a Milano, è pensata per omaggiare la produzione dell'artista a cento anni dalla sua nascita, raccontando la sua poetica attraverso numerosi rimandi al mondo letterario, molto caro al pittore.

 

Quella di Baj è una formazione dualistica, da una parte gli studi di giurisprudenza che gli permettono di diventare un avvocato e dall'alta le lezioni all'Accademia di belle arti di Brera, che alimentano la sua propensione e il suo autentico interesse verso il mondo dell'arte.

In aggiunta, un'innata passione per la letteratura, che lo vede cimentarsi nel corso del tempo anche come scrittore, teorico e illustratore di libri, arricchita dal valore dei legami che ha saputo intrattenere con grandi scrittori dell'epoca come André Breton, Marcel Duchamp, Umberto Eco ed altri ancora.

 

Il percorso espositivo presenta una chiave di lettura inedita: le opere d'arte di uno dei più importanti artisti del secondo dopoguerra presentano il suo universo bizzarro, abitato da figure dalle sembianze mostruose, che viene raccontato attraverso le parole dei grandi scrittori del Novecento, che legarono la proria produzione a quella di un personaggio dalle mille sfaccettature come Baj.

 

La mostra di Enrico Baj a Milano è un'occasione per conoscere da vicino la produzione variegata di un artista poliedrico, frutto di un ampio bagaglio di conoscenze in diversi campi e di un scambio intellettuale sempre attivo.

 

 

Prenota la mostra di Enrico Baj a Milano

  



Mostra Munch Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 3 ottobre 2024 - 26 gennaio 2025

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

MOSTRA DI UGO MULAS A MILANO

 

La mostra di Ugo Mulas a Palazzo Reale a Milano rappresenta la prima ampia retrospettiva che la città dedica al grande fotografo internazionale del secondo dopoguerra. Un omaggio ad un acuto osservatore della realtà che ha saputo restituire attraverso il mezzo fotografico una testimonianza critica della società.

 

Autodidatta creativo e determinato, Ugo Mulas avvia una brillante carriera, focalizzata sul mantenimento di un approccio sensibile e partecipe nei confronti dei soggetti che immortala con la macchina fotografica. A partire dalla metà degli anni Cinquanta, Mulas inizia a scattare fotografie ai grandi artisti del tempo e ai loro studi, anche vuoti, soffermandosi sui dettagli degli stessi, sintetizzando e raccontando storie non narrate, in cui il fotografo stesso partecipa al momento che sta immortalando. E’ così che diventa “Il fotografo degli artisti”, con i quali prende parte ai propri scatti per non rimanere solo uno spettatore al margine dell’azione. 

 

La mostra di Ugo Mulas a Milano presenta oltre 200 fotografie e presenta un taglio inedito e si concentra sul rapporto di Ugo Mulas con la città di Milano, città in cui si trasferisce nel 1948 e in cui sceglie di vivere. Gli scatti meneghini sono il tema cardine del percorso espositivo e ritraggono i protagonisti del mondo dell’arte, del design, della moda, dell’industria e del lavoro, conosciuti nella vibrante Milano di quegli anni: Mulas frequenta l’Accademia di Brera, vive le serate del mitico bar Jamaica in Brera, entrando in contatto con il fervore artistico della capitale lombarda.

 

La mostra di Ugo Mulas a Milano permette di comprendere il grande contributo che l'artista diede all’arte fotografica, raccontando di un maestro capace di avviare, attraverso il mezzo fotografico, una vera e propria indagine sulla società, sull’uomo e anche su se stesso.

 

Prenota la mostra di Ugo Mulas a Milano

  



Mostra Tim Burton Milano

Dove: Milano, Fabbrica del Vapore

 

Quando: 6 dicembre 2024 - 2 marzo 2025

 

Orari mostra: da definirsi

 

 

MOSTRA DI TIM BURTON A MILANO

 

Dopo la mostra allestita al Museo Nazionale del Cinema di Torino, anche la città di Milano rende omaggio al grande genio creativo di Tim Burton con un percorso immersivo realizzato negli spazi espositivi della Fabbrica del Vapore.

 

Dimostrando la sua precoce abilità del disegno e una grande passione per il cinema, Tim Burton, appena diciottenne, vince una borsa di studio grazie ad una selezione indetta da "The Walt Disney Company". Questa grande opportunità gli permette di continuare a studiare e di iniziare a sperimentare le sue abilità in campo cinematografico attraverso l'ideazione di cortometraggi frutto di una fantasia irrefrenabile pur sempre legata a temi realistici legati al quotidiano. E' nel 1985 che realizza il suo primo lungometraggio dal titolo “Pee Wee's Big Adventure”, una commedia che racconta le avventure di un bizzarro personaggio che, pur essendo un uomo adulto, si comporta da bambino.

 

Il titolo della mostra "Tim Burton’s Labyrinth" racconta il carattere dell'esposizione: un vero e proprio percorso all'interno dei mondi ideati da Tim Burton nel corso della sua carriera, ricreati attraverso scenografie, effetti audio-video ed opere d'arte, per immergersi appieno nei temi iconici ideati dal registra per i suoi grandi capolavori cinematografici.

 

La mostra dedicata a Tim Burton a Milano è un'esperienza immersiva e divertente negli ambienti abitati da personaggi cari al pubblico, che sono entrati a far parte di un immaginario collettivo come Edward Mani di Forbice, Beetlejuice, Jack Skeletron di Nightmare Before Christmas, La sposa cadavere, Willi Wonka, Sweeney Todd, Batman e molti altri.

 

Prenota la mostra di Tim Burton a Milano

  



Mostra Art Deco Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: febbraio - giugno 2025

 

Orari mostra: da definirsi

 

 

MOSTRA "INTORNO AL 1925. IL TRIONFO DELL'ARTE DÉCO" A MILANO

 

 

A cent'anni dalla grande "Esposizione Internazionale di Arti Decorative e Industriali Moderne" organizzata a Parigi il 28 aprile del 1925, la mostra dedicata all'Art Déco a Milano presso gli spazi espositivi di Palazzo Reale, omaggia la nascita e la diffusione di uno tra i gli stili più diffusi in Europa a partire dagli anni Venti del Novecento, la cui influenza raggiunse anche gli Stati Uniti.

 

La cosidetta Art Déco nasce proprio in concomitanza con l'esposizione internazionale, che accoglieva le nuove linee guida ideate nel primo dopoguerra, indirizzate ad un recupero della semplicità e ad un rimando alle forme classiche arricchite da decorazioni essenziali e geometriche. Questo rinnovamento pervade varie forme d'arte tra cui la pittura, l'architettura, l'artigianato, l'arredamento e il design. Le forme lineari e simmetriche, dalle eleganti influenze esotiche, vengono arricchite dall'uso di colori vivaci ed impreziosite dall'uso di metalli o di materiali come vetro smaltato.

 

Pienamente aderenti allo "Stile 1925" sono i ritratti della pittrice Tamara de Lempicka, le illustrazioni di moda ad opera di George Barbier, la linearità del Théâtre des Champs-Élysées fino all'imponente struttura dell'Empire State Building a New York.

 

Un percorso eterogeneo tra immagini, opere d'arte, manufatti accompagnati da riferimenti al periodo storico nei quali sono state ideate, che ci permetterà di conoscere a fondo un linguaggio artistico che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento. Dopo il primo conflitto mondiale, la società dimostra un'irrefrenabile voglia di libertà che viene tradotta nella sfera artistica in un ritorno alla stabilità e all'ordine.

 

La mostra di "Intorno al 1925. Il Trionfo dell'Art Déco" a Palazzo Reale a Milano ripercorre la nascita e la diffusione di un linguaggio artistico riconoscibile, che ha lasciato spazio anche ad intepretazioni nazionali pur mantenendo elementi caratteristici solidi e ben delineati.

 

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Mostra Bellezza Bruttezza Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: Primavera 2025

 

Orari mostra: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 - 19:30; giovedì 10:00 - 22:30

 

 

MOSTRA DI CASORATI A MILANO

 

La mostra di Felice Casorati a Milano, allestita negli spazi di Palazzo Reale, presenta la più estesa e completa retrospettiva meneghina dedicata ad uno dei più originali protagonisti del Novecento italiano.

 

La lunga carriera di Casorati (1883 -1963) gli permise di elaborare uno stile personale che, pur attraversando le maggiori Avanguardie del XX secolo, ha saputo mantenere una cifra stilistica propria. Si avvicinò artisticamente a molti movimenti artistici, dai quali prese spunto per plasmare la sua poetica: dapprima al Simbolismo, per poi risultare influenzato dalla Secessione Viennese e dal Postimpressionismo, fino a giungere, negli anni Venti, a quello stile vicino al Ritorno all'Ordine che decretò per Casorati il trionfo del proprio talento a livello internazionale, per poi sfociare in esiti vicino agli stilemi del Realismo magico.

Le opere di Casorati si caratterizzano per un'atmosfera sospesa e per un colto rimando alla tradizione figurativa rinascimentale e sono spesso popolate da soggetti realistici e al contempo stranianti, quasi inquietanti

 

La mostra di Casorati a Milano, con la sua ampia selezione di opere che spaziano dalla scultura alla grafica, dal disegno alle illustrazioni fino alle arti applicate e alla musica, permette di comprendere a fondo il valore della versatilità e della creatività di un grande artista che seppe apportare contributi significativi in molti campi artistici e di conoscere gli aspetti più personali di un grande protagonista del Novecento italiano.

 

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Mostra Bellezza Bruttezza Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: settembre 2025 - gennaio 2026

 

Orari mostra: da definirsi

 

 

MOSTRA "DALÌ E LA MODA" A MILANO

 

La mostra "Dalì e la moda", ospitata da Palazzo Reale a Milano, è un'occasione per scoprire un lato inedito e curioso della produzione del padre del Surrealismo, che ha saputo sperimentare la sua grande creatività anche nel campo della moda.

 

L'artista catalano si avvicina alla pratica del disegno sin da bambino; grazie al suo grande talento viene indirizzato agli studi artistici e frequenta l'Accademia di Belle Arti di Madrid senza, tuttavia, mai portare a termine gli studi poiché dimostra il suo spirito ribelle nei confronti dei docenti e della pratica artistica. Libero di seguire il suo istinto, si lascia influenzare dalla poetica surrealista conosciuta nella città spagnola ed effettua il suo primo viaggio nella fervente Parigi, un soggiorno che darà il via ad una carriera di successo tutta in ascesa, sia come artista che come personaggio dell'alta società.

 

Il percorso espositivo esplora il rapporto tra Salvadorì Dalì e il mondo della moda, a partire da sui primi contatti con i grandi stilisti del momento fino all'ideazione di una linea di moda surrealista.

 

Dalì compie i primi passi nel campo della moda a partire dall'incontro con la stilista Coco Chanel, con la quale nel 1929 ideò l’etichetta per il suo iconico profumo "Chanel N°5". Successivamente conosce anche Elsa Schiaparelli con la quale entra in una forte sintonia e per la quale disegna l'abito da sera "aragosta", una creazione provocatoria, legata ad un tema molto caro all'artista, quello dell'inconscio. Da non dimenticare la collezione di costumi da bagno surrealisti dal nome “Nightmare Beachwear”, che l'artista presentò in una sfilata irriverente a bordo piscina organizzata nella città di Parigi.

 

La mostra di "Dalì e la moda" a Milano, grazie alla collaborazione con importanti musei internazionali, permette di far luce sull'approccio utilizzato dall'artista in un campo artistico a lui poco familiare, nel quale ha dimostrato di saper trasporre il suo linguaggio originale e la sua forte personalità.

 

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Mostra Dubuffet Milano

Dove: Milano, Mudec

 

Quando: da definirsi

 

Orari mostra: da definirsi

 

 

MOSTRA "DA DUBUFFET ALL'ART BRUT" A MILANO

 

La mostra "Da Dubuffet all'Art Brut" al Mudec di Milano rappresenta un viaggio immersivo nella variegata produzione degli artisti che nel secondo dopoguerra hanno abbracciato un linguaggio espressivo privo di imposizioni, ideato dall'artista Jean Dubuffet soprattutto per esorcizzare gli orrori vissuti durante il conflitto mondiale e vicende esistenziali strazianti.

 

Il concetto di "Art Brut" si riferisce ad una tipologia di arte spontanea, un'idea che riporta alla mente i disegni e le pitture realizzate da chi è privo di un'educazione culturale ed artistica. Jean Dubuffet resta affascinato fin da subito dalle forme astratte di Paul Klee ma anche dall'arte primitiva africana e dalla spontaneità che emerge dai disegni dei bambini. Grazie a questi riferimenti ha un'intuizione vincente: ideare un genere artistico interessante, che mantenendo la prerogativa del libero utilizzo del mezzo artistico, lascia spazio a diverse declinazioni. Appoggiato da intellettuali come il teorico del surrealismo André Breton, anch'egli affascinato da quest'arte diretta e non convenzionale, Dubuffet nel 1945 conia il termine "Art Brut" e dà il via allo sviluppo di questo linguaggio artistico.

 

Organizzata in collaborazione con la Collection de l’Art Brut di Losanna, la mostra presenta una variegata esposizione di opere d'arte che mostrano l'immaginario personale di artisti autodidatti che hanno preso parte al genere. Forme indefinite, figure bizzarre, colori vivaci creano un'atmosfera caotica che dimostra una modalità di lavoro diretta ed impulsiva che non lascia spazio a modelli o allo studio della composizione.

 

Tra opere di artisti italiani ed internazionali, con una sezione speciale dedicata ai lavori di Jean Dubuffet, la mostra " Da Dubuffet all'Art Brut" al Mudec di Milano è un'occasione per scoprire le varie sfaccettature di un linguaggio artistico complesso e le vicende travagliate che si celano dietro ogni opera d'arte. 

 

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Mostra Soutine Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 2025 - 2026

 

Orari mostra: da definirsi

 

 

MOSTRA DI SOUTINE A MILANO

 

A cavallo tra il 2025 e il 2026 la città di Milano ospita la prima retrospettiva dedicata al pittore Chaïm Soutine, con un'esposizione pensata per gli spazi di Palazzo Reale, che omaggia la produzione dell'artista bielorusso riscoperto solo in tempi recenti.   

 

L'infanzia di Soutine è il periodo esistenziale che più influenza la sua poetica artistica: nato in una famiglia ebrea molto povera vive tra precarietà ed emarginazione in una zona sotto il comando dell’Impero russo. Nonostante non gli fosse permesso, Soutine si avvicina fin da piccolo alla pratica del disegno portando avanti la sua ardente passione per l'arte. E' nel 1913 che l'artista incontra una grande opportunità: un viaggio a Parigi, una città ricca di riferimenti culturali ed artistici dove ha modo di sperimentare le sue abilità, frequentare musei come il Louvre e trarre spunti significativi sia dalle opere degli artisti contemporanei che dai capolavori dei grandi maestri del passato. Amante dello studio dal vero viene ricordato per aver conservato nella sua abitazione parigina carcasse di animali al fine di analizzarne la composizione e trarne la giusta ispirazione per esternare il suo malessere interiore.

 

Le opere in mostra ci permetteranno di analizzare il linguaggio intenso utilizzato da Soutine: un'espressività fatta di colori vivaci, linee vorticose e pennellate materiche che rivela emozioni esasperate liberate sul supporto attraverso il mezzo pittorico e una personalità molto complessa, a tratti oscura. 

 

La mostra "Chaïm Soutine. Una retrospettiva" a Milano, intende indagare la produzione artistica di un artista attivo nel periodo tra le due guerre, caratterizzato dal capitalismo e dall’ascesa dei nazionalismi, che ha saputo trasporre le sue sensazioni ed emozioni in uno stile pittorico unico e riconoscibile.

 

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Dove: Milano, Galleria d'Arte Moderna

 

Quando: da definirsi

 

Orari: da definirsi

MOSTRA DI GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO A MILANO 

 

La mostra di Giuseppe Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano intende far conoscere al grande pubblico l'intensa carriera del celebre autore del Quarto Stato, la cui produzione pittorica - fatta eccezione per il capolavoro conservato alla Galleria d'Arte Moderna di Milano - è ingiustamento poco nota rispetto ai lavori degli altri grandi maestri del Divisionismo, da Giovanni Segantini a Gaetano Previati

 

Formatosi presso le principali istituzioni artistiche della penisola, dall'Accademia di Brera di Milano all'Accademia di san Luca di Roma, fino alle accademie di Firenze e Bergamo, Giuseppe Pellizza intrattenne per tutta la vita un forte legame con il borgo natio di Volpedo, in provincia di Alessandria, dove trascorse buona parte della propria carriera ambientando i propri dipinti tra le vie e i luoghi a lui familiari. Benché ritiratosi a Volpedo, Pellizza si tenne sempre aggiornato sulle proteste che avvenivano in città e sui rivolgimenti del proprio tempo, grazie anche a letture di stampo socialista che favorirono la maturazione del pensiero politico che lo portò, in un lungo processo durato più di dieci anni, alla redazione dell'opera manifesto del Realismo sociale, il Quarto Stato

 

Oltre ad omaggiare il grande capolavoro recentemente riallestito alla Galleria d'Arte Moderna di Milano, dopo la lunga permanenza al Museo del Novecento, la mostra milanese intende ripercorrere l'intera carriera dell'artista evidenziandone l'iniziale vicinanza ai modi dei Macchiaioli, dovuta all'apprendistato con Fattori, l'abilità di ritrattista, debitrice della formazione con Cesare Tallone, e l'evoluzione tecnico-stilistica in direzione del Divisionismo nata dal confronto con i colleghi Nomellini, Morbelli e Segantini.

 

Con importanti prestiti di collezioni private e prestigiose istituzioni museali nazionali, l'esposizione illustrerà le diverse sfaccettature della produzione di Pellizza capace di coniugare armoniosamente e coerentemente naturalismo e simbolismo.

 

La mostra di Giuseppe Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano è una rara e preziosa esposizione monografica sul pittore piemontese, che consentirà di scoprire l'animo sensibile, il carattere determinato, l'impegno politico, il talento artistico che fecero di Pellizza uno dei più importanti interpreti dell'arte italiana a cavallo tra Otto e Novecento.

 

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Dove: Milano, Galleria d'Arte Moderna

 

Quando: da definirsi

 

Orari mostra: da definirsi

 

 

MOSTRA DI ANTONIO MANCINI A MILANO 

 

La mostra di Antonio Mancini a Milano, ospitata negli spazi della Galleria d'Arte Moderna, intende omaggiare uno dei più importanti artisti italiani dell'Ottocento evidenziandone al contempo il ruolo di precoce e sensibile interprete delle inquietudini del Novecento.

 

Di natali romani, Antonio Mancini compie la propria formazione artistica a Napoli, a contatto con due maestri che segnano l'affermazione del realismo nella pittura italiana, Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Il legame con Napoli è evidente nella scelta di fare degli scugnizzi i protagonisti della sua pittura. I ritratti infantili velati di malinconia, molto lontani dall'aneddotica pittura di genere tardoromantica, caratterizzeranno infatti la sua  produzione decretando il suo successo a Parigi e a Londra.

 

Nonostante l'apprezzamento di critica e pubblico, l'esistenza di Mancini è segnata dall'instabilità economica che assieme alla malattia determina le crisi nervose che lo costringeranno a un periodo di cura presso un manicomio napoletano. Ristabilitosi, Mancini si trasferisce a Roma, dove i contatti con importanti collezionisti stranieri rinnovano la sua popolarità all'estero cui seguono i primi riconoscimenti in Italia.

 

Partendo dagli splendidi dipinti manciniani della Collezione Grassi, l'esposizione milanese ripercorre la vita e l'opera del grande artista romano rivelando la sua capacità di ritrarre con verità e sentimento la vita popolare e il suo grande sperimentalismo tecnico e stilistico fatto di stesure grumose, febbrili e polimateriche che traducono le inquietudini vissute dall'artista.

 

La mostra di Antonio Mancini alla Galleria d'Arte Moderna di Milano è un'occasione imperdibile per ammirare l'opera di un artista che ha traghettato il Realismo ottocentesco verso le forme espressive del Novecento senza mai tradire il naturalismo della sua formazione.

 

 

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Mostra Vie Serenissima Milano

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: da definirsi

 

Orari mostra: da definirsi

MOSTRA "SULLE VIE DELLA SERENISSIMA" A MILANO

 

La mostra "Sulla via della Serenissima. La pittura di realtà tra  Milano e Venezia" presso Palazzo Reale a Milano indaga il panorama artistico lombardo del Cinquecento sui cui presupposti si fonda la rivoluzione naturalistica di Caravaggio.

 

Particolare oggetto di attenzione della mostra sarà la produzione degli artisti delle città di Bergamo e Brescia, che dopo un lungo periodo di dominazione da parte dei Visconti, negli anni venti del Quattrocento entrarono a far parte della Repubblica di Venezia. Le vicende politiche delle due città lasciarono il loro riflesso sulla cultura figurativa dell'epoca, segnata dalla commistione tra il naturalismo del Rinascimento lombardo, veicolato dall'opera di Foppa e Bergognone e rinsaldato dalle ricerche di Leonardo, e il tonalismo e colorismo veneto di grandi maestri quali Bellini, Giorgione e Tiziano.

 

Tra i protagonisti di quella fortunata stagione vanno menzionati Savoldo, Moretto, Romanino e Moroni, dei quali, durante i suoi anni di formazione, Caravaggio poté ammirare le dolci intonazioni dei temi sacri, che preannunciano la pittura della Controriforma, e la sensibilità descrittiva e introspettiva dei ritratti, che nel Settecento avrà un degno erede in Giacomo Ceruti, detto il Pitochetto.

 

Ispirandosi alla celebre mostra del 1953 "I pittori della realtà in Lombardia", curata dagli illustri storici dell'arte Roberto Longhi e Giovanni Testori, la mostra "Sulla via della Serenissima" a Palazzo Reale a Milano riannoda i fili che durante il Rinascimento legarono Milano e Venezia dando vita a una fortunata stagione artistica senza la quale la pittura di Caravaggio non avrebbe avuto luogo.

 

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