Mostre a Milano


Milano offre il più ampio programma di mostre e appuntamenti culturali della penisola. In questa pagina puoi trovare una selezione sempre aggiornata delle migliori mostre di Milano che Milanoguida ha scelto per te, tra le quali spiccano quelle organizzate da Palazzo Reale. Trovi informazioni pratiche, una breve descrizione della mostra e le visite guidate disponibili, sempre condotte da storici dell'arte per garantirti la massima qualità nella scoperta delle mostre e dei grandi tesori del panorama culturale di Milano.

 

Per ulteriori informazioni puoi scriverci all'indirizzo info@milanoguida.com - 02 3598 1535

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Mostre in corso a Milano


 

Dove: Milano, Museo di Scienza e Tecnologia

 

Quando: dal 19 luglio 2018 al 13 ottobre 2019

 

Orari Mostra: lunedì: chiuso; martedì-venerdì: 10-18; sabato-domenica: 10-19

MOSTRA "LEONARDO DA VINCI PARADE" A MILANO

 

Ad apertura del programma "Milano e Leonardo" con cui la città celebrerà a partire da maggio 2019 il quinto centenario della morte di Leonardo, Il Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" a Milano organizza la mostra "Leonardo da Vinci Parade", un affascinante percorso tra arte e scienza che espone in una spettacolare parata le collezioni storiche del museo: i modelli leonardeschi realizzati negli anni Cinquanta sulla base dei disegni originali di Leonardo e un gruppo di affreschi di maestri lombardi del Cinquecento concessi in deposito dalla Pinacoteca di Brera nel 1952.

 

Allestita da un prestigioso comitato di studiosi grazie all’interpretazione dei manoscritti vinciani, la raccolta dei modelli leonardeschi è una collezione unica al mondo, dal grande valore divulgativo per la sua capacità di  documentare l'ampiezza della ricerca tecnico-scientifica di Leonardo, nonché dall'elevato valore artistico e museologico dovuto alla precisione e alla perizia con cui i modelli vennero realizzati. Modelli di architetture, studi di ingegneria militare e di idraulica, macchine da lavoro o dedicate al tema del volo vengono esposti, molti dei quali in anteprima, a rivelare la convivenza, nella sperimentazione di Leonardo, tra ricerca di soluzioni pratiche e tensione verso modelli ideali, in un costante dialogo tra pensiero scientifico e umanistico.

 

La ricerca artistica di Leonardo è invece documentata dall'eredità da lui lasciata sulla cultura figurativa lombarda del primo Cinquecento. Affreschi provenienti da edifici oggi scomparsi come la chiesa di Santa Maria di Brera o di Santa Marta o da complessi tuttora esistenti come il monastero di Santa Maria Incoronata illustrano come i pittori attivi a Milano, su tutti Bernardino Luini, riuscirono a mettere a frutto la lezione di Leonardo nelle campagne decorative dei più importanti complessi monastici e conventuali del territorio.

 

Organizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Brera, la mostra "Leonardo da Vinci Parade" al Museo di Scienza e tecnologia di Milano offre un'ampia panoramica dello stato dell'arte e della scienza della Milano rinascimentale: da un lato gli spettacolari modelli leonardeschi testimoniano il carattere di avanguardia delle ricerche del genio toscano, dall'altro i preziosi affreschi provenienti dai più importanti edifici religiosi di Milano rivelano quanto la sua eredità artistica abbia alimentato una delle stagioni pittoriche più alte dell'arte lombarda.

 

  

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 12 marzo 2019 – 23 giugno 2019

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

JEAN-AUGUSTE DOMINIQUE INGRES

La vita artistica al tempo di Bonaparte

 

La mostra di Ingres a Milano mette in luce la proverbiale capacità ritrattistica dell’artista delle odalische, Realista e Manierista al tempo stesso, affascinante tanto per le sue esagerazioni espressive quanto per il suo gusto del vero. Le sue celebri figure femminili, la sua innata propensione al disegno, le sue opere di soggetto mitologico ben illustrano la modernità della sua produzione artistica, nel contesto culturale europeo tra il 1780 e il 1820, con una particolare attenzione al ruolo fondamentale che ebbe la città di Milano, uno dei centri più importanti dell’Europa Napoleonica

 

Una rassegna completa della produzione di uno dei più grandi maestri dell’Ottocento europeo, ispiratore di artisti come Degas, Matisse e Picasso, viene presentata al grande pubblico del Palazzo Reale di Milano facendo emergere la portata rivoluzionaria dell'opera di questo grande artista del Neoclassicismo europeo.

 

Amante delle atmosfere esotiche, appassionato di musica e attento osservatore delle suggestioni classiche, a dispetto del "talento, avaro, crudele, collerico, sofferente, straordinario miscuglio di qualità in contrasto" (così lo definì Charles Baudelaire), Ingres rivela nella pittura una calma e una serenità che ne avvicina la produzione agli ideali Neoclassici di Winckelmann in cui la purezza della linea e la sobrietà del colore sposano una grande varietà di tematiche desunte da ispirazioni differenti, rendendo Ingres una figura estremamente poliedrica e interessante.

 

Jean-Auguste-Dominique Ingres, influenzato dalla pittura di Raffaello e dai soggiorni a Roma e a Firenze dove ebbe modo di confrontarsi con i capolavori del Rinascimento Italiano e con la cultura della penisola, creò opere di estrema raffinatezza ed eleganza coniugando la morbidezza del tratto con le armonie cromatiche più dolci.

 

  

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Dove: Palazzo Reale di Milano

 

Quando: dal 13 marzo al 7 luglio 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA "IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLA NATURA" A MILANO

 

In occasione dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra "Il meraviglioso mondo della natura", una sorprendente esposizione che illustra come la rappresentazione della natura in Lombardia sia cambiata grazie alle ricerche condotte dall'artista toscano e alle opere da lui eseguite durante i soggiorni milanesi.

 

Da sempre acuto osservatore e fine indagatore della fenomeni naturali, dei quali cercava di scoprire leggi e meccanismi, Leonardo ha mutato l'approccio dell'artista nei confronti della natura, da un lato facendo di specifici elementi o fenomeni naturali l'oggetto della sua ricerca tanto grafica quanto teorica, dall'altro avviando una riproduzione sempre più realistica del dato di natura accompagnata da una restituzione sempre più fedele della percezione visiva che porterà all'elaborazione della prospettiva aerea

 

L'approccio proto-scientifico di Leonardo sarà alla base delle ricerche degli artisti lombardi del suo tempo, nella cui opera è possibile riscontrare una progressiva evoluzione del ruolo nell'arte della natura, che da semplice sfondo di quadri a soggetto sacro o mitologico diventerà essa stessa soggetto dei dipinti, come testimonia la nascita del Seicento dei generi pittorici della natura morta e del paesaggio.

 

Con importanti dipinti delle collezioni civiche milanesi tra cui i dipinti del Maestro di Palazzo Lonati Verri della Pinacoteca del Castello Sforzesco e prestigiosi prestiti, la mostra "Il meraviglioso mondo della natura" a Palazzo Reale a Milano, propone un suggestivo percorso tra arte e natura, impreziosito dallo spettacolare allestimento che vedrà dialogare le opere pittoriche con i reperti naturalistici provenienti dal Museo di Storia Naturale di Milano

 

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Dove: Milano, Mudec

 

Quando: dal 1° maggio all'8 settembre 2019

 

Orari Mostra:

Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI LICHTENSTEIN A MILANO

 

La mostra di Roy Lichtenstein al Mudec di Milano porta all'attenzione del pubblico uno dei più importarti esponenti della Pop Art americana accanto a Andy Warhol, diventato celebre per il suo caratteristico e inconfondibile stile ispirato al retino tipografico.

 

Nato a New York nel 1923, Lichtenstein intraprende una lunga e approfondita formazione artistica che lo porta ad esordire in ambito espositivo all'inizio degli anni Cinquanta con opere ispirate alle avanguardie storiche del Cubismo e dell'Espressionismo. Avvicinatosi poco dopo all'espressionismo astratto di Pollock, a partire dagli anni Sessanta Lichenstein darà vita alla sua produzione più nota, che vede protagonisti le immagini tratte dal mondo dei fumetti e della pubblicità.

 

L'ingrandimento delle figure estrapolate dalla carta stampata, ottenuto attraverso la meticolosa riproduzione a mano e a olio dei punti del retino tipografico, si pone l'obiettivo di elevare ad "arte alta" la cultura visiva bassa e al contempo di favorire una mediazione tra gli strumenti di comunicazione contemporanea e lo spettatore.

 

Accanto alle più note opere derivate dai fumetti, Lichtenstein dà avvio ad alcune serie che attingono da un lato la storia dell’arte, dall’altro al tema dell’astrazione pittorica. Nel primo caso Lichenstein, forte dei suoi studi artistici, rielabora secondo il suo inconfondibile stile le opere dei più importanti esponenti delle avanguardie storiche, da Picasso a Matisse fino ai pittori del Surrealismo. Nel secondo caso, l'artista prende spunto da motivi naturali, come nei Paesaggi, o da un tema tradizionale dell'arte classica, come nei Fregi, per giungere all'astrazione pura o decorativa, rivelando così la pluralità di stimoli e la varietà di esiti della sua ricerca artistica.

 

Grazie ad importanti prestiti di collezioni museali private americane e europee, attraverso settanta Editions - multipli, la mostra di Roy Lichtenstein al Mudec di Milano, ripercorre l'intensa carriera dell'artista americano dai soggetti Pop degli anni Sessanta fino agli anni Novanta, sottolineandone i riferimenti alla grafica orientale dei grandi maestri della tradizione cinese e giapponese, che già a fine Ottocento aveva esercitato forte suggestione sui pittori europei, da Manet agli Impressionisti, da Van Gogh a Gauguin, come ben documenterà la mostra Sogni d'Oriente in programma al Mudec di Milano da ottobre 2019. 

 

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Dove: Milano, Castello Sforzesco

 

Quando: dal 16 maggio al 12 gennaio 2020

 

Orari Mostra: lunedì: chiuso; martedì-domenica: 9.00-17.30

MOSTRA "LEONARDO E LA SALA DELLE ASSE" A MILANO

 

Nell’ambito di "Milano e Leonardo", programma di iniziative volto a celebrare il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) viene straordinariamente riaperta al pubblico la Sala delle Asse del Castello Sforzesco, la cui decorazione, con i suoi intrecci di rami, fronde, frutti e radici, rappresenta uno dei vertici della produzione pittorica del maestro toscano, assieme all'altro capolavoro da lui realizzato durante il primo soggiorno milanese, il Cenacolo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie.

 

Grazie alla momentanea sospensione dei lavori di restauro dell'ambiente e della decorazione avviati nel 2006, la Sala delle Asse diventa il fulcro della mostra "Leonardo e la sala delle Asse tra Natura, Arte e Scienza" che prosegue nei vari spazi espositivi del Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco. Nella Sala dei Ducali e nella Cappella Ducale una prestigiosa selezione di disegni originali di Leonardo è messa a confronto dal punto di vista tematico e stilistico con opere di altri artisti del Rinascimento, a ribadire la centralità dello studio della natura nella cultura figurativi di quegli anni, ben testimoniata dalla produzione di Albrecht Dürer.

 

Nella Sala delle Armi e nella Sala delle Colombine un suggestivo percorso multimediale restituisce al pubblico una mappatura dei luoghi di Leonardo a Milano e nel territorio, con un occhio di riguardo da un lato ai problemi architettonici, urbanistici, idraulici su cui concentrò i suoi studi elaborati nei fogli del Codice Atlantico, oggi a rotazione esposti alla Pinacoteca Ambrosiana, dall'altro ai monumenti in cui lasciò traccia del suo talento pittorico, da Santa Maria delle Grazie alla non più esistente chiesa di San Francesco Grande.

 

Ulteriori strumenti multimediali disposti nella Sala delle Asse permetteranno inoltre di apprezzare il progetto grafico e pittorico leonardesco, rivelando l'eccezionalità di quella decorazione che, realizzata attorno al 1498 per Lodovico il Moro, venne malauguratamente scialbata sotto la dominazione straniera fino alla riscoperta nel 1893 da parte da Luca Beltrami.

 

Arricchita da preziosi e suggestivi strumenti multimediali e da disegni originali di Leonardo, raramente visibili al pubblico, la mostra "Leonardo e la sala delle Asse tra Natura, Arte e Scienza" costituisce un'occasione unica per poter tornare ad ammirare uno dei più alti esiti della pittura di Leonardo, in grado di combinare al meglio, al pari del Cenacolo, il suo sperimentalismo tecnico e le sue ricerche nell'ambito della botanica, dell'ottica e della geologia. 

 

  

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Prossime mostre a Milano 2019 - 2020


 

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 19 giugno 2019 - 6 ottobre 2019

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA "I PRERAFFAELLITI. AMORE E DESIDERIO" A MILANO 

 

Allestita in collaborazione con la prestigiosa istituzione museale della Tate Britain di Londra, la mostra "I Preraffaelliti. Amore e Desiderio" presso Palazzo Reale a Milano illustra una delle più importanti esperienze artistiche della pittura europea della seconda metà dell'Ottocento. Nata nell'Inghilterra di età vittoriana, la confraternita dei Preraffaellisti deve il proprio nome alla volontà dei suoi esponenti di ispirarsi all'autenticità dell'arte precedente l'affermazione di Raffaello, resosi a loro giudizio colpevole di aver condotto l'arte sulla strada dell'idealizzazione e del conseguente accademismo.

 

Alla ricerca di un senso di autenticità e di adesione alla natura, i Preraffaelliti coltivarono un culto nostalgico verso il passato che li portò a prediligere episodi tratti dalla storia medievale, dal testo biblico e dalla letteratura, con un particolare interesse verso l'opera di Wiiliam Shakespeare, testimoniato in mostra dall'eccezionale prestito dell'Ofelia (1851-1852) di John Everett Millais. Il tema della fuga in un passato immaginario, espediente per criticare la volgarizzazione e la corruzione del gusto della moderna età capitalista, si concretizza in scene dai dettagli curatissimi, per lo più popolate da figure femminili raffinati ed eleganti contraltare dell'altrettanto sensuale ma più controverso e misterioso ideale femminile di Gustav Klimt.

 

Destinata a influenzare l'intero contesto europeo del Simbolismo, l'esperienza dei Prearaffaelliti avrà un forte impatto sull'arte italiana, grazie alla presenta dei pittori del gruppo alle esposizioni della Biennale di Venezia, a partire dalla prima edizione del 1895. In particolare l'immaginario e lo stile dei Preraffaelliti determinerà una svolta in chiave simbolista della ricerca di Giovanni Segantini, come visibile nell'Angelo della vita della Galleria d'Arte Moderna di Milano e nella produzione di Giuseppe Pellizza da Volpedo, che si ispirerà alle eleganti forme preraffaellite per la redazione di Fiumana della Pinacoteca di Brera

 

Occasione eccezionale per poter ammirare alcuni capolavori della Tate Britain di Londra, la mostra "I Preraffaelliti e l'Italia" a Palazzo Reale a Milano illustra un movimento fondamentale dell'arte europea dell'Ottocento, che attraverso il recupero di tematiche care al Romanticismo, mise in evidenzia criticità e contraddizioni del pensiero positivista e della società capitalista. L'esposizione rappresenta anche un'imperdibile momento di analisi del panorama artistico italiano, significativamente influenzato, soprattutto nei protagonisti del Divisionismo, dalla sognante e raffinata pittura britannica.

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 25 settembre 2019 - 19 gennaio 2020

 

Orari Mostra: Lunedì 14.30 - 19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 - 19.30; Giovedì e sabato: 9.30 - 22.30

MOSTRA DI DE CHIRICO A MILANO

 

La mostra di De Chirico a Palazzo Reale a Milano ripercorre le tappe salienti della produzione del pittore in un percorso che procede per stanze tematiche, dai primi segni dell’alfabeto metafisico alla cosiddetta Neometafisica: il visitatore incontra l’opera di De Chirico scoprendo in successione il mistero e la ricchezza di riferimenti della sua produzione.

 

De Chirico maturò uno stile complesso e originale che giunse al successo negli anni Dieci del Novecento, tra il 1912 e il 1913 comparvero nelle sue opere i primi manichini che divennero il tratto distintivo della sua produzione e che oggi sono vere e proprie icone della pittura del XX secolo

 

Dopo la Prima guerra mondiale, alla quale partecipò in veste di volontario, l’attività di De Chirico si rinnovò spaziando tra numerosi soggetti pittorici e dedicandosi alla scultura di terracotta. 

La mostra intende proporre al grande pubblico le opere più significative realizzate da questo grande artista che coprono l’arco temporale che va dal primo soggiorno a Parigi (1912) e dall’incontro con le avanguardie (Picasso, Apollinaire) fino al viaggio a New York del 1938 e alla Biennale del 1940.

 

  

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Dove: Milano, Mudec

 

Quando: dal 1 ottobre 2019 al 3 febbraio 2020

 

Orari Mostra:

Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA "SOGNI DI ORIENTE" A MILANO

 

La mostra "Sogni d'Oriente. Monet, Van Gogh, Gauguin, gli Italiani e il Giappone" al Mudec di Milano analizza l'influenza che la cultura figurativa giapponese esercitò sugli artisti europei a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, quando il Giappone pose fine al suo isolazionismo attraverso una serie di trattati che videro protagonisti dapprima gli Stati Uniti e a seguire Gran Bretagna, Russia e Francia. I nuovi accordi commerciali consentirono l'arrivo in Europa dei più disparati manufatti giapponesi, quali abiti, porcellane, ventagli e stampe, che grazie alle occasioni delle Esposizioni Universali destarono in immediato interesse presso artisti e collezionisti.

 

Tra i primi a subire quell'attrazione verso l'arte giapponese che nel 1873 il pittore Philippe Burty avrebbe definito Japonisme (Giapponismo) ci furono i principali esponenti della pittura francese di quegli anni, da Manet agli impressionisti Monet e Degas, dagli italiani De Nittis e Boldini ai postimpressionisti Toulouse-LautrecGauguin e Van Gogh.

 

Se in primo momento il Giapponismo prese le forme di un gusto per la citazione, in dipinti di interni che mostrano le opere orientali allora collezionate, progressivamente introdusse nell'arte europea principi cardine dell'arte orientale quale la campitura piatta dei colori, la ricercata asimmetria delle composizioni, la tendenza alla bidimensionalità, la fluttuazione delle figure nello spazio. Tali elementi, riscontrabili nelle splendide stampe giapponesi, in particolare nelle opere di Hokusai, Hiroshige e Utamaro, allontaneranno l'arte europea dalla tradizionale visione impostata sul principio della prospettiva rinascimentale in favore di un forte decorativismo che raggiungerà i suoi vertici nelle opere di arte applicata dell'Art Nouveau e nelle sinuose forme degli esponenti del Simbolismo, da Klimt a Segantini

 

In un percorso interdisciplinare che unisce studi di storia dell'arte, di storia della culura giapponese e storia del gusto, la mostra "Sogni d'Oriente. Monet, Van Gogh, Gauguin, gli Italiani e il Giappone" al Mudec di Milano pone a confronto dipinti impressionisti e capolavori Ukiyo-e documentando una delle più fasi della pittura francese e uno dei più interessanti fenomeni di sincretismo culturale sviluppatosi in Europa.

 

 

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Dove: Milano, Museo del Novecento

 

Quando: 4 ottobre 2019 - 1 marzo 2020

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30 -19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI DE PISIS A MILANO

 

Luigi Filippo Tibertelli nasce a Ferrara nel 1896, talento creativo e versatile, dimostra fin dalla fanciullezza un intelletto fuori dal comune e inclinazioni letterarie. Non frequenta scuole pubbliche o collegi, ma i suoi studi sono affidati ad alcuni precettori che ne curano l'educazione tra le mura domestiche. Così comincia, attorno al 1904, a disegnare sotto la guida del maestro Odoardo Domenichini.

 

Si iscrive quindi alla Facoltà di Lettere all'Università di Bologna e, fin dai primi scritti, insieme alla sorella maggiore Ernesta (anche lei brillante intellettuale) recupera, dall'avo Filippo Tibertelli de Pisis, la parte decaduta del cognome firmandosi "Filippo de Pisis".

 

Il suo lavoro è molto originale e non si può inserire all’interno di una corrente artistica precisa, De Pisis ha tratto ispirazione da più avanguardie, come il Cubismo e il Dadaismo, facendole proprie, per poi abbandonarle e diventare l’outsider che ancora oggi la critica gli riconosce di essere. Distante da stilemi e regole rigide, il suo segno sulla tela diventa unico, stenografico, a “zampa di mosca”, riconoscibile e inimitabile.

 

La mostra monografica dedicata al maestro al Museo del Novecento in collaborazione con l’Associazione per Filippo De Pisis, oltre a delineare le diverse fasi pittoriche dell’artista, descrive il percorso culturale e approfondisce le vicissitudini della vita di un uomo passionale, che amava la musica e la poesia, devoto agli amici, franco e diretto, ben distante dall’idea di semplice pittore decorativo come, a una prima lettura, può sembrare.

 

  

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 16 ottobre 2019 - 9 febbraio 2020

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA "LA COLLEZIONE THANNHAUSER DEL GUGGENHEIM MUSEUM" A MILANO 

 

Dopo l'esposizione "Impressionisti e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art" Milano torna a presentare al grande pubblico una delle più prestigiose raccolte americane di arte moderna europea con la mostra "La collezione Thannhauser del Guggenheim Museum" a Palazzo Reale.

 

Figlio del mercante d'arte Heinrich Thannauser, fondatore nel 1909 della prima galleria di famiglia, la Moderne Galerie di Monaco, Justin K. Thannhauser (1892–1976) affiancò il padre fin da giovane, contribuendo ad allestire una ricca e articolata programmazione di mostre che comprendeva impressionisti e postimpressionisti, futuristi italiani e artisti tedeschi contemporanei. Attenta ai protagonisti delle avanguardie, la Moderne Galerie promosse in particolare l'opera di Vasily Kandinsky, che tenne la prima esposizione del gruppo Il Cavaliere Azzurro proprio alla galleria Thannauser di Monaco, e Pablo Picasso, con cui Justin Thannhauser  instaurò un rapporto di amicizia durato per tutta la vita.

 

Aperta una seconda galleria a Lucerna e una terza a Berlino, Justin K. Thannhauser si strafserì dapprima a Parigi e in seguito a New York. Qui, nel 1963 decise di donare al Guggenheim Museum una ricca selezione della propria collezione d'arte che si sarebbe ulteriormente arricchita con le successive donazioni (nel 1984 e 1991) di Hilde Thannhauser, la vedova di Justin.

 

Dopo aver fatto tappa al Guggenheim di Bilbao, la mostra "La collezione Thannhauser del Guggenheim di New York" giunge per la prima volta in Italia, a Palazzo Reale a Milano. Dipinti, sculture e opere grafiche di artisti impressionisti, postimpressionisti ed esponenti delle avanguardie storiche, tra cui  Edgar Degas, Édouard Manet, Claude Monet, Paul Cézanne, Pablo Picasso e Vincent van Gogh, documentano l'acuta sensibilità e la lungimiranza di Justin Thannhauser proponendo al visitatore un esaltante percorso nell'arte europea tra Otto e Novecento.

  

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: dicembre 2019 - febbraio 2020

 

Orari Mostra: Lunedì 14.30 - 19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 - 19.30; Giovedì e sabato: 9.30 - 22.30

MOSTRA FEDERICO FELLINI A MILANO

 

La mostra su Federico Fellini, allestita presso la sede espositiva di Palazzo Reale a Milano omaggia uno dei più importanti registi italiani di sempre, a cento anni dalla sua nascita.

 

Vincitore di numerosi premi come Oscar per Miglior Film Straniero, la Palma d’Oro al Festival di Cannes e il Leone d’Oro della Mostra del Cinema di Venezia, Federico Fellini ricevette innumerevoli tributi già in vita, essendo stato capace di cambiare il volto del cinema italiano, e non solo.

 

La mostra intende ripercorrere le tappe della carriera di questo grande regista, nato a Rimini nel 1920 e indirizzato a diventare giornalista, ma soprattutto sceneggiatore di grande successo. Ancora giovanissimo, firmerà insieme ad altri le sceneggiature di Roma città aperta (1945) e Paisà (1946) di Roberto Rossellini, e sarà proprio durante le riprese di quest’ultimo film che Fellini si avvierà a quella che, ancora senza saperlo, sarà la sua definitiva consacrazione: la regia cinematografica.

 

Dopo alcune prime esperienze, il suo esordio assoluto avverrà con Lo sceicco bianco (1952), cui seguirono gli anni prolifici e gloriosi de I Vitelloni (1953), La Strada (1954), La dolce vita (1960), 8 1/2 (1963) e Amarcord (1973). Fellini rimase operativo fino a poco prima della sua morte, sopraggiunta nel novembre del 1993, e solo pochi mesi prima - nel marzo del 1993 - ricevette l’Oscar alla carriera, il giusto coronamento per la carriera di un genio della pellicola come lui, che seppe attraversare epoche e tecniche diverse.

 

Furono moltissimi i progetti non realizzati e così come i talenti multiformi del regista non sempre noti al grande pubblico, ad esempio la vignettistica e i fumetti. Federico Fellini fu protagonista e testimone di un’epoca resa immortale anche grazie ai suoi film, che rivivrà proprio grazie alla mostra che per l‘occasione offrirà la possibilità di ammirare non solo i suoi disegni e copioni originali, ma anche alcuni oggetti e costumi di scena.

 

  

Prenota la mostra Federico Fellini a Milano

  



 

Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 7 febbraio - 7 giugno 2020

 

Orari Mostra: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; 

Giovedì e sabato: 9.30-22.30

MOSTRA DI DE LA TOUR A MILANO

L'Europa della luce

 

I nomi di Georges de La Tour e di Caravaggio appaiono spesso vicini: in entrambi il principio della luce è utilizzato come elemento unificante della composizione, i soggetti scelti sono umili e i corpi imperfetti. Già ad un primo sguardo infatti le loro personalità sono affini. 

 

Georges de La Tour nacque nel 1593 a Vic-sur-Seille nella Lorena francofona. Non è certo se la sua formazione si svolse a Vic stessa, oppure nella bottega del maestro francese Jacques Bellange che lavorò a Nancy nei primi anni del Seicento. La Tour fu un osservatore raffinatissimo della natura e della vita quotidiana e, come testimoniano le opere giovanili, i suoi esordi sono da collocare a fianco dei protagonisti del naturalismo seicentesco. Determinante, per la sua educazione artistica, fu la scoperta della pittura caravaggesca che non si sa se avvenuta per un viaggio in Italia oppure se ammirando i lavori dei Caravaggisti olandesi di Utrecht.

 

Il pittore si distinse proprio per la sua grande capacità nel controllare le fonti di luce, per questa ragione è considerato uno dei più originali prosecutori della scuola caravaggesca.

Nelle opere a luce diurna, la resa attenta e precisa dei particolari rivela una componente naturalistica (Il baro, Museo del Louvre a Parigi). Nelle opere successive si avverte l’esigenza di una maggiore essenzialità e semplificazione di volumi messa in evidenza soprattutto nei notturni a lume di candela (Maddalena penitente, Museo del Louvre a Parigi) in cui le figure emergono dallo spazio in controluce. Nelle opere più tardive la sua indagine tende ormai alla geometrizzazione dello spazio e alla definizione di forme impeccabili verso una dimensione astratta e atemporale (San Sebastiano curato dalle pie donne, Staatliche Museen di Berlino).

 

La mostra di De La Tour a Palazzo Reale a Milano propone una serie di confronti e di riflessioni sulla pittura naturale e sulle sperimentazioni luministiche attraverso cinque sezioni incentrate su singoli soggetti iconografici e su temi come il viaggio dei pittori fra l’Italia e il Nord Europa.

 

  

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