Mostre a Milano


Milano offre il più ampio programma di mostre e appuntamenti culturali della penisola. In questa pagina puoi trovare una selezione sempre aggiornata delle migliori mostre di Milano che Milanoguida ha scelto per te, tra le quali spiccano quelle organizzate da Palazzo Reale. Trovi informazioni pratiche, una breve descrizione della mostra e le visite guidate disponibili, sempre condotte da storici dell'arte per garantirti la massima qualità nella scoperta delle mostre e dei grandi tesori del panorama culturale di Milano.

 

Per ulteriori informazioni puoi scriverci all'indirizzo info@milanoguida.com - 02 3598 1535

Se sei un gruppo, un'azienda o una scuola scrivi a: gruppi@milanoguida.com - 02 3598 1534

 

 

Milanoguida: le visite guidate che fanno la differenza!

 

 

Mostre in corso a Milano


 

Dove: Milano, Teatro degli Arcimboldi 

 

Quando: 1 agosto 2020 - 13 dicembre 2020 

 

Orari Mostra: da martedì a venerdì: 10.00 - 19.00 sabato, domenica e festivi: 10.00 - 20.00

lunedì chiuso

 

MOSTRA MONET MILANO

Monet Experience 

 

La mostra "Claude Monet - The immersive experience" al Teatro Arcimboldi di Milano offre un'occasione imperdibile per immergersi a 360 gradi nell'arte colorata e luminosa del più noto esponente del gruppo impressionista.

 

La mostra immersiva consentirà di ammirare la proiezione dei più importanti dipinti eseguiti dal maestro, mentre suoni e musica ricreeranno l'atmosfera dei luoghi più suggestivi da lui immortalati, da Argenteuil, suggestivo borgo sulle rive della Senna, a Giverny, incantevole località della Normandia dove Monet trascorse gli ultimi anni della sua vita dipingendo la celebre serie delle Ninfee.

 

Mentre le immagini scorreranno in un tripudio di luci e colori, la nostra guida illustrerà la vicenda biografica e artistica di Monet facilitando la comprensione della sua poetica, ispirata al principio di registrazione del dato atmosferico, che sta alla base della pittura en plein air dell'Impressionismo e delle serie che Monet dedica negli anni a uno stesso soggetto, come la cattedrale di Rouen o i covoni. Sarà così possibile comprendere il ricorso a quelle pennellate brevi e vibranti che nel frattempo ci avvolgeranno sulle pareti delle sale espositive.

 

Dopo il successo internazionale riscosso in Corea, Belgio, Inghilterra e Spagna, la mostra immersiva di Monet giunge al Teatro Arcimboldi di Milano per offrire una suggestiva occasione di scoperta e approfondimento dell'arte del pittore impressionista attraverso un viaggio virtuale e sensoriale negli stupendi scenari dei suoi dipinti.

 

Prenota la mostra immersiva di Monet a Milano

  



 

Dove: Milano, Teatro degli Arcimboldi 

 

Quando: 1 agosto 2020 - 13 dicembre 2020 

 

Orari Mostra: da martedì a venerdì: 10.00 - 19.00 sabato, domenica e festivi: 10.00 - 20.00

lunedì chiuso

 

MOSTRA "UNKNOWN. STREET ART EXHIBITION" A MILANO

 

La mostra "Unknown. Street Art Exhibition" al Teatro degli Arcimboldi a Milano propone un'ampia panoramica sulla Street Art e sui suoi più importanti interpreti, tra cui spicca il nome di Banksy, il provocatorio, irriverente e misterioso artista di Bristol, la cui opera ha ormai raggiunto fama internazionale grazie agli interventi disseminati in tutto il mondo, da Londra a Bristol, da New York a Betlemme, da Napoli a Venezia, documentati in mostra da una serie di foto d'autore.

 

Proponendo una serie di ipotesi sull'identità ancora ignota dell'artista britannico, la mostra si concentra su alcune immagini ormai diventate iconiche, da Girl with Balloon, la bimba a cui sfugge di mano il palloncino rosso a forma di cuore, simbolo della transitorietà dei sentimenti umani, a Rage – flower thrower, l’opera che raffigura un uomo che lancia un mazzo di fiori al posto di una granata. Le opere esposte consentono di conoscere il lavoro di un artista che, attraverso un approccio satirico e dissacrante, ci invita a riflettere seriamente sulle contraddizioni, i problemi etici, i fatti politici della contemporaneità.

 

Oltre a Banksy, la mostra rende omaggio ad altri importanti street artist italiani e internazionali: Blu, Delta 2, BenEine, 3D, Bordalo II, Kayone, Swoon, Faith 47, Serena Maisto.

 

Allestita presso il suggestivo contesto del Teatro Arcimboldi nel Quartiere Bicocca, in contemporanea alla Mostra immersiva di Monet, la mostra della Street Art a Milano permette di scoprire i protagonisti e le opere più interessanti di un'arte che, segnando il volto della realtà urbana, si è fatta interpreta acuta e provocatoria della contemporaneità.

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 28 settembre 2020 - 14 febbraio 2021

 

Orari Mostra: Lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 9.30 - 19.30; Giovedì: 9.30 - 20.30

MOSTRA DI MARGARET BOURKE-WHITE" A MILANO

 

La mostra "Prima, donna. Margaret Bourke-White" a Palazzo Reale a Milano rende omaggio a una delle figure più importanti del fotogiornalismo, attraverso un'eccezionale selezione delle più sorprendenti immagini immortalate dalla fotografa statunitense.

 

Grazie ad oltre 100 fotografie provenienti dall'archivio newyorkese di Life, cui si accompagnano documenti, video e testi autobiografici, la rassegna ripercorre in undici sezioni tematiche l'articolata carriera e l'intensa biografia di una grande fotografa, ma innanzitutto di una grande donna. Attraverso la sua macchina fotografica e con i suoi reportage, Margaret Bourke-White ha saputo raccontare la storia mondiale del Novecento e offrire uno spaccato degli Stati Uniti.

 

I lavori dedicati al mondo dell'industria, le cronache della seconda guerra mondiale, i ritratti di personaggi del calibro di Stalin e Gandhi, il racconto dell'apartheid in Sud Africa e dei conflitti razziali in America testimoniano la capacità narrativa e al contempo visionaria di una fotografa davvero di avanguardia.

 

In un suggestivo susseguirsi di immagini dense, emozionanti divenute memorabili, la mostra di Margaret Bourke-White a Palazzo Reale a Milano è un'occasione imperdibile per scoprire la figura di una grande donna e di una grande fotoreporter che ha saputo raccontare come pochi altri la storia del Novecento. 

 

  

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Dove: Milano, Fabbrica del Vapore

 

Quando: 10 ottobre 2020 - 28 marzo 2021 

 

Orari Mostra: da lunedì a venerdì: 09.30 - 19.30

sabato, domenica e festivi: 0930 - 21.00

 

MOSTRA FRIDA KAHLO MILANO

 

Una straordinaria esperienza immersiva nelle opere, nei colori e nella vita di Frida Kahlo, la grande pittrice messicana che con il suo stile, originale, tormentato e vivace ha creato un'arte iconica, in grado di comunicare con un'immediatezza e una violenza senza eguali.

La visita guidata alla mostra "Frida Kahlo, il caos dentro" a Milano, allestita negli spazi della Fabbrica del Vapore, mette in luce tutte le principali tematiche della produzione di Frida e grazie al supporto di fotografie e riproduzioni fedeli delle principali opere, crea un legame profondo tra l'arte e la personalità della grande artista, in un rapporto che oscilla continuamente tra biografia ed ispirazione, consentendo di entrare nell'animo più profondo e nei pensieri più intimi ed umani della pittrice.

 

In mostra sono ricostruiti integralmente tra ambienti della mitica Casa Azul, la casa messicana in cui Frida Kahlo ha vissuto e lavorato, in cui ha sofferto dopo il grave incidente in cui venne coinvolta e in cui ha amato il pittore muralista Diego Rivera, compagno importante di una vita che, pur tra alti e bassi, si riflette tutta sulla tela. La loro relazione ha prodotto un vivo e copioso carteggio di lettere d'amore, molte delle quali presenti in mostra che permettono di indagare il rapporto, morboso e intenso che li legò, nella quotidianità così come nell'arte.

 

Attraverso gli innumerevoli autoritratti di Frida Kahlo e le molte fotografie originali che la ritrattano, la mostra prosegue ragionando sul rapporto ambiguo e conflittuale tra la donna e il proprio corpo, martoriato, ferito, eppur sempre combattivo, un rapporto che costituisce una delle poetiche fondamentali dell'arte dell'artista, che unendo le proprie emozioni ai colori del folklore messicano ha trattato temi di vasta portata che spaziano dall'amore al dolore, dalla menomazione fisica, all'aborto, dalla fantasia alla morte.

 

La visita guidata alla mostra di Frida Kahlo a Milano si conclude con un'opera originale della pittrice, che si fa assunto e riassunto del percorso e con una sala multimediale che attraverso video ad altissima risoluzione, suoni ed effetti speciali regala un'ultima, emozionante immersione nel vivace e complesso mondo di Frida Kahlo.

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 28 ottobre 2020 - 5 aprile 2021

 

Orari Mostra: Lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 9.30 - 19.30; Giovedì: 9.30 - 20.30

MOSTRA "DIVINE E AVANGUARDIE" A MILANO

 

La mostra "Divine e Avanguardie" a Palazzo Reale a Milano offre un'imperdibile e affascinante panoramica sull'arte russa concentrandosi sul ruolo assunto dalle donne nella storia e nella cultura di questo Paese.

 

Attraverso un ricca selezione di opere di differenti tipologie artistiche, per la maggior parte esposte per la prima volta in Italia, la mostra indaga l'evoluzione sociale e culturale dello stato russo attraverso la figura femminile e la sua emancipazione. Le prime sezioni illustrano il ruolo della donna nella società attraverso immagini di sante, madonne, madri, impetratrici, intellettuali, lavoratrici, prodotti dai più importanti interpreti dell'arte russa a cavallo tra Ottocento e Novecento, tra cui spiccano i nomi di Il’ja Repin e Kazimir Malevich.

 

Nella seconda parte dell'esposizione ampio spazio è dedicato alle donne artiste, protagoniste delle grandi avanguardie del primo Novecento, come Natalia Goncharova, Ljubov Popova, Aleksandra Ekster, le quali diedero un'interpretazione personale del Cubismo e del Futurismo, o la scultrice Vera Mukhina, esponente del realismo socialista.

 

Inserita all'interno del palinsesto "I talenti delle donne", la mostra "Divine e Avanguardie" a Palazzo Reale a Milano consente di ripercorrere le fasi più interessanti della storia russa tra Otto e Novecento attraverso un punto di vista originale che permette di evidenziare il ruolo cruciale della donna nella società, nella politica, nella cultura e nell'arte.

 

 

  

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Dove: Milano, Gallerie d'Italia

 

Quando: 30 ottobre 2020 - 21 marzo 2021

(momentaneamente chiusa)

 

Orari Mostra: Lunedì chiuso; Martedì-domenica: 11.00-19.00

MOSTRA DI TIEPOLO A MILANO

 

La mostra "Tiepolo. Venezia, Milano, l'Europa" alle Gallerie d'Italia di Milano omaggia il grande artista veneziano in occasione dei duecentocinquanta anni dalla morte, con la prima rassegna monografica allestita nel capoluogo lombardo

 

Organizzata in collaborazione con le Gallerie dell'Accademia di Venezia, l'esposizione presenta settanta opere, che, in un dialogo serrato con la produzione degli artisti contemporanei quali i veneti Giovanni Battista Piazzetta e Sebastiano Ricci e il lombardo Paolo Pagani, consentono di ripercorrere l'intera carriera di Tiepolo, dalla formazione e la prima affermazione a Venezia, attraverso gli incarichi milanesi fino ai lavori eseguiti in Germania e in Spagna

 

Dipinti, bozzetti e affreschi strappati permetteranno di seguire il susseguirsi dei prestigiosi incarichi ricevuti da Tiepolo e la contestuale evoluzione stilistica della sua pittura, dalla prima maniera "tenebrosa", debitrice di Piazzetta, alla produzione più tarda, segnata da un'ariosa luminosità e da una brillantezza dei colori frutto della riscoperta di Tintoretto.

 

Particolare importanza è riservata agli incarichi milanesi che impegnano Tiepolo tra il 1730 e 1740. La presenza in mostra del Martirio di San Vittore testimonia l'attività di Tiepolo nella Basilica di Sant'Ambrogio, mentre la realizzazione dello spettacolare soffitto della galleria degli intagli in Palazzo Clerici è documentata da uno straordinario bozzetto del Kimbell Art Museum di Fort Worth. Già dallo studio si percepisce la crescente abilità di Tiepolo di allestire grandiose composizioni come quella che impaginerà nella decorazione palazzo del principe vescovo Karl Philipp von Greiffenklau di Würzburg, anch'essa documentata a Milano da un eccezionale bozzetto.

 

Conclude l'esposizione una sezione dedicata agli ultimi anni della carriera di Tiepolo, da lui trascorsi in Spagna in compagnia del figlio Giandomenico, già suo collaboratore nell'importante cantiere di Villa Valmarana "Ai Nani" a Vicenza. Giunto a Madrid nel 1761, chiamato da Carlo III di Spagna, qui Tiepolo si spegnerà nel 1770.

 

Tra intensi quadri di soggetto sacro e grandiose composizioni di tema storico e mitologico  la mostra “Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa” alle Gallerie d'Italia di Milano propone un affascinante viaggio nell'Europa del Settecento in compagnia di uno dei protagonisti assoluti dell'arte del tempo, che ha saputo traghettare la pittura dalla contrastata e drammatica stagione tardobarocca alla luminosa e leggera maniera del rococò.

 

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Prossime mostre a Milano 2020 - 2021


 

Dove: Milano, Mudec

 

Quando: 26 novembre 2020 - 28 marzo 2021

 

 

MOSTRA "ROBOT" A MILANO

 

La mostra "Robot. Dagli antichi automi alla robotica contemporanea" presso il Mudec di Milano intende proporre una riflessione su come lo stupefacente e rapido sviluppo che la tecnologia ha maturato negli ultimi decenni nel campo della robotica abbia fortemente influenzato la vita umana nei più svariati ambiti. Dall'industria dove i robot hanno progressivamente sostituito il lavoro umano, all'ingegneria biomedica dove la robotica è riuscita a creare protesi sempre più evolute fino ad ambiti quali la guerra, l'ambiente o persino le nostre relazioni personali, la tecnologica è entrata sempre più in contatto con le nostre vite stabilendo la convivenza tra uomo e robot come un dato di fatto.

 

In una ricostruzione storica e avvincente del rapporto tra uomo e tecnologia, la mostra mette in evidenza il fascino che il suo doppio tecnologico ha sempre esercitato sull'uomo fin dai tempi antichi. I primi congegni meccanici dell'antica Grecia così come le macchine di Leonardo e i suoi studi anatomici ci rivelano come l'uomo sia sempre stato attratto dall'idea di creare un proprio clone artificiale; una suggestione che ispirerà numerosi autori nel campo della letteratura, dell'arte e del cinema.

 

La mostra "Robot. Dagli antichi automi alla robotica contemporanea" al Mudec di Milano intende illustrare i grandi passi compiuti dalla tecnologia, evidenziando come l'aspirazione a creare automi simili all'uomo e dalle abilità sempre più diversificate abbia condizionato la vita dell'uomo alimentando la sua fantasia e ponendo al contempo importanti questioni sociali, etiche, filosofiche e psicologiche

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: 3 dicembre 2020 - 11 aprile 2021

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA LE SIGNORE DEL BAROCCO A MILANO

Le Signore del Barocco è la mostra che Palazzo Reale dedica alle artiste del Seicento. Una celebrazione della creatività di donne che hanno saputo indagare il loro tempo con uno sguardo attento e vivace, rivelando prospettive nuove, con capacità tecniche e pittoriche pari a quelle dei loro colleghi uomini.

Un’occasione unica per conoscere e apprezzare artiste molto spesso dimenticate, che hanno pagato il prezzo di una società dove il pensiero critico maschile, ha celato alle generazioni successive il loro straordinario talento e la loro indipendenza, in un’epoca dove la più alta aspirazione per una donna era diventare una brava moglie.

 

Un quadro completo e dettagliato, in cui la celebre Artemisia Gentileschi dialoga con altre colleghe più e meno note. Dotata di una forte personalità, apprese le basi nella bottega del padre Orazio, dove ebbe la possibilità di osservare il lavoro di grandi artisti come Caravaggio, di cui riprese gli accenti fortemente drammatici dei suoi modelli, la cui potenza è intrisa delle violenze che subì in prima persona.

 

Un'altra sezione della mostra sulle Signore del Barocco è dedicata a Fede Galizia, anche lei figlia d’arte, che seppe coniugare un sapiente naturalismo pittorico alle ecniche più raffinate come l'incisione e la miniatura. Apprezzata come ritrattista dalla corte Imperiale di Rodolfo II e dall’aristocrazia milanese, morì prematuramente durante la peste del 1630, sparendo dalla letteratura critica dei secoli successivi.

 

La mostra prosegue indagando la personalità della bolognese Lavinia Fontana, che legata alla tradizione artistica del Tardo Rinascimento, entrò subito in contatto con artisti, committenti ed ecclesiastici. Descritta come pittrice e donna virtuosa, la sua produzione comprese paesaggi, soggetti naturalistici e religiosi, ma fu soprattutto la pratica del ritratto a farle raggiungere il successo con committenze illustri come quelle de Re di Persia e di Papa Paolo V.

 

La mostra si conclude con l'illustrazione della figura di Sofonisba Anguissola, che raggiunse in vita un grande successo, diventando una delle più famose artiste del tempo, frequentando la corte di Spagna. 

La mostra Signore del Barocco presenta uno sguardo nuovo e accattivante su una pittura tutta al femminile, dove talenti a lungo dimenticati, tornano a brillare in tutta la loro potenza.

 

  

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Dove: Milano, Mudec

 

Quando: in programma nel 2021

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA DISNEY A MILANO

 

La mostra "Disney. L'arte di raccontare storie" al Mudec di Milano trasporterà il pubblico nel fantastico mondo dell'animazione Disney che ha incantato e continua ad incantare bambini e adulti di ogni generazione. L'esposizione, a cura della The Walt Disney Animation Research Library, ripercorre la storia dello studio di animazione statunitense dalle sue origini, quando ancora si chiamava Disney Brothers Cartoon Studios, fino alla produzione delle ultime pellicole.

 

Dai primi cortometraggi di Micky Mouse ai lungometraggi dedicati ai personaggi della letteratura dell'infanzia da Biancaneve a Cenerentola da Pinocchio ad Alice nel paese delle meraviglie,  per arrivare ai personaggi di nuova invenzione, la Disney ha cercato di adattare storie antiche e popolari allo spirito dei tempi, facendo del cinema di animazione non solo una forma di intrattenimento ma un mezzo di racconto e di interpretazione della realtà.

 

Se nel tempo l'attenzione alla contemporaneità è rimasta inalterata, molti e rapidi cambiamenti sono avvenuti nelle tecniche di realizzazione dei film di animazione, soprattutto con l'avvento del digitale. L'esposizione consentirà di scoprire il complesso sistema di realizzazione che si nasconde dietro un capolavoro Disney.

 

La mostra "Disney. L'arte di raccontare" al Mudec di Milano è un'occasione imperdibile per scoprire la storia di uno dei più visionari e appassionati registi del cinema di tutti i tempi e per calarsi nel fantastico mondo del cinema Disney per scoprirne i segreti, senza mai perdere l'effetto di magia. 

  

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Dove: Milano, Castello Sforzesco

 

Quando: 5 marzo 2021 - 6 giugno 2021

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA "IL CORPO E L'ANIMA" A MILANO

La mostra “Il corpo e l’anima. Sculture del Rinascimento in Italia da Donatello a Michelangelo”, allestita presso il Castello Sforzesco di Milano ed organizzata in collaborazione con il Musée du Louvre, intende accompagnarci alla scoperta dell’arte della scultura in una stagione storico-artistica fecondissima, in un arco di tempo che va dal 1460 al 1520 circa. 

 

Accompagnati da grandi capolavori di maestri tra cui Donatello, Antonio Pollaiolo, Francesco di Giorgio Martini, Tullio Lombardo, Bambaia e Sansovino, la mostra intende indagare i principali temi di cui si fece interprete l’arte scultorea del Rinascimento, fino ad arrivare al massimo rappresentante dell’arte cinquecentesca, ossia Michelangelo Buonarroti

 

In un periodo in rapida mutazione, come quello a cavallo tra Quattro e Cinquecento, molti artisti iniziarono a viaggiare per l’Italia per far fronte alle richieste di opere, generando così la diffusione di stili e creando scuole locali. Per questa ragione, l’attenzione della mostra non si concentra unicamente sulla scultura toscana, ma con un respiro più ampio prende in considerazione la produzione del Nord Italia, con approfondimenti anche su Bologna e Roma.

 

Come ben illustrato dalla mostra, è la figura umana la protagonista assoluta delle ricerche e delle creazioni degli scultori rinascimentali, che guardano alle antichità greco-romane per apprendere l’anatomia filtrata dalla grazia ideale, e che esplorano la capacità di rappresentare i movimenti del corpo in quanto specchio dei sentimenti più segreti, cercando nell’espressione e nella gestualità la strada maestra per un linguaggio scultoreo moderno, ispirato alla classicità ideale ma anche capace di pathos.

 

La visita guidata alla mostra “Il corpo e l’anima. Sculture del Rinascimento in Italia da Donatello a Michelangelo” presso il Castello Sforzesco di Milano è una grande occasione per osservare da vicino i cambiamenti e le innovazioni di gusto e stile che attraversarono l’Italia sul finire del Quattrocento, prendendo in analisi capolavori scultorei di carattere devozionale così come mitologico e ritrattistico, e mettendoli in dialogo con le altre arti, come la pittura, il disegno e gli oggetti d’arte, in una panoramica sfaccettata e affascinante.

 

  

Prenota la mostra "il corpo e l'anima" a Milano

  



Dove: Milano, Museo del Novecento

 

Quando: da definirsi

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA DI SIRONI A MILANO

 

A cent’anni dalla sua prima esposizione milanese, la mostra di Mario Sironi al Museo del Novecento di Milano rende omaggio al grande artista italiano, ripercorrendone la vita artistica e attraverso le varie fasi produttive.

 

Di origini sarde e influenzato dal senso artistico che caratterizza tutta la sua famiglia, Sironi si trasferisce in giovane età a Roma dove incontra Boccioni, Severini e Balla ed entra in contatto con l’arte divisionista.

 

Agli inizi del Novecento, la sua produzione artistica risente l'influenza dell’ormai grande amico Boccioni. Si avvicina così al Futurismo, dedicandosi allo studio del rapporto tra spazio-volume e del colore e una nuova sperimentazione tecnica.

 

Durante gli anni delle Guerra, che lo vedono arruolato nel Battaglione Volontari Ciclisti, arrivano i primi riconoscimenti pubblici e una nuova maturità pittorica grazie alla realizzazione dei paesaggi urbani, vedute cittadine in cui il rapporto con la città di Milano, e in particolar modo la sua periferia, è evidente. 

 

Negli anni 20 si avvicina alla metafisica di Carrà e di de Chirico dandone un'interpretazione molto personale: i paesaggi rappresentati riflettono l’angoscia e il disagio esistenziale che lo accompagneranno per tutta la vita. Negli stessi anni si delinea la sua identità politica che lo vede avvicinarsi al fascismo, come dimostra l'incarico di illustratore e grafico del quotidiano “Il Popolo d’Italia”.

 

La svolta arriva negli anni Trenta con la grande decorazione murale, Sironi in questo modo vuole dare un senso etico e civile alla sua produzione artistica. La pittura murale viene vista come un modo sociale di pensare l’arte che porta all’educazione di massa. Non si tratta più di opere destinate a mostre o committenza privata ma opere indipendenti che invadono lo spazio pubblico. Realizzerà cosi un ciclo celebrativo per l’Aula Magna dell’Università di Roma e un grande mosaico per il Palazzo di Giustizia di Milano.

 

La carriera di Sironi è strettamente legata al destino del regime fascista; dopo aver rischiato di essere fucilato ed esser stato salvato da Gianni Rodari, verrà isolato da artisti italiani e critici proprio in ragione della sua passata militanza. La fine della guerra e il suicidio della figlia influenzano la sua produzione successiva, segnata da un ritorno a opere figurative di dimensioni ridotte.

 

La visita guidata dedicata alla mostra di Mario Sironi al Museo del Novecento di Milano ci permetterà di conoscere uno dei più grandi artisti del Novecento, attraverso le più importanti opere che hanno scandito tutta la sua produzione artistica in stretto rapporto con le vicissitudini storiche.

 

 

Prenota la mostra di Sironi a Milano

  



Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: da definirsi

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA FABERGE' MILANO 

 

La mostra “Fabergé” a Palazzo Reale a Milano è un’occasione imperdibile per ammirare da vicino le straordinarie creazioni della celeberrima Maison Fabergé, oltre che per scoprire la storia di questa celebre casa di gioielleria russa e per comprendere i sorprendenti passaggi tecnico-artistici richiesti per creare simili meraviglie.

 

La mostra può vantare preziosissimi prestiti dal Museo Fabergé di San Pietroburgo, la città dove nel lontano 1842 Gustav Faberge fondò la propria maison di gioielleria, decidendo di darle un ‘accento francese’ per richiamare la vera e propria passione che la nobiltà russa aveva per la cultura e i prodotti francesi. La svolta per la maison Fabergé avvenne quando nel 1885 lo zar Alessandro III commissionò per la prima volta al figlio del fondatore – Peter Carl Fabergé – la produzione di un elaboratissimo “uovo di Pasqua” per la propria consorte, l’imperatrice Maria Fedorovna.

 

L’oggetto creato fu un vero e proprio capolavoro di gioielleria, realizzato con oro, smalti e materiali preziosi, e aveva una struttura a matrioska russa: più lo si apriva, più l’uovo rivelava parti sempre più piccole e pregiate al suo interno. Il successo fu immediato: Carl Fabergé venne nominato “gioielliere di corte” e ogni anno a Pasqua doveva presentare un uovo che fosse unico nel suo genere. La tradizione proseguì anche con lo zar Nicola II, che a ogni Pasqua ne regalava uno a sua moglie e uno a sua madre. Fu così che tra il 1885 e il 1916 vennero create ben 50 uova imperiali, ognuna diversa dall’altra.

 

La fama e il successo della Maison Fabergé crebbero enormemente, soprattutto grazie ai premi ricevuti all’Exposition Internationale Universelle di Parigi nel 1900 che consacrarono la maison e la resero celebre a livello internazionale, con l’apertura di nuove sedi anche a Londra e Kiev, prima che le turbolente vicende del Novecento e la violenta fine della famiglia imperiale Romanov dessero nuove configurazioni alla società.

 

La mostra Fabergé a Palazzo Reale a Milano permetterà di ammirare non solo le celeberrime “uova imperiali”, ma anche gioielli, oggetti di fantasia, regali diplomatici e cimeli che ancora oggi ci lasciano a bocca aperta per la preziosità dei materiali e per la loro intrinseca difficoltà realizzativa, facendoci viaggiare indietro nel tempo in compagnia dell’aristocrazia russa ed europea dell’epoca. 

 

Prenota la mostra Fabergé a Milano

  



Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: da definirsi

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA "GLI ARREDI DEI CESARI" A MILANO 

 

La mostra “Gli arredi dei Cesari” a Palazzo Reale a Milano si presenta come un’occasione irripetibile per addentrarsi alla scoperta della vita quotidiana nell’Antica Roma, cercando soprattutto di approfondire le molte domande che ancora abbiamo sui modi di arredare e abitare che andavano di moda ai tempi dei Cesari. 

 

Come si arredavano le case in epoca romana? Quali ‘mobili’ e quali suppellettili venivano scelti per garantire decoro e comfort agli ambienti interni? E come si viveva in questi spazi? Queste curiosità, così come molte altre, sono al centro della mostra di Palazzo Reale.

 

Sebbene siano trascorsi numerosi secoli dalla fine dell’Impero Romano, la Storia ci ha lasciato reperti preziosissimi, soprattutto grazie alla tragica eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. spazzò via le città di Pompei, Stabia e Ercolano, seppellendole sotto strati di cenere, pomice e lapilli, così come di flussi piroclastici, consentendone tuttavia una conservazione che possiamo osservare ancora oggi. 

 

Gli scavi archeologici in queste aree, così come altrove, ci permettono di avere un quadro abbastanza chiaro circa i modi di abitare e arredare degli antichi romani, ovviamente facendo dovute distinzioni tra le classi sociali prese in considerazione. Le case patrizie erano riccamente decorate con affreschi e presentavano numerose incavature nei muri dove si collocavano i più svariati oggetti, mentre i mobili – sebbene meno diffusi rispetto a oggi – erano realizzati in materiali diversi, come il marmo, il bronzo, l’avorio, l’osso o la tartaruga, solo per citarne alcuni. La solidità di questi materiali ha loro permesso di sopravvivere ai secoli e si presentano oggi come inestimabili oggetti di studio.

 

Letti, tavoli, sgabelli, paraventi, triclinii, culle, bauli, sedie, così come vasi, coppe e anfore, spesso in argento: oltre ai reperti archeologici – che ci consentono di comprendere quali oggetti si potessero comprare nelle botteghe e nei fori – possiamo farci un’idea della ricchezza dell’arredo romano e dei modi di vivere anche grazie alle molte pitture parietali e ai mosaici che sono sopravvissuti, in cui spesso sono state rappresentate scene conviviali all’interno di stanze e edifici.

 

Grazie a importanti prestiti provenienti da rinomate istituzioni, come ad esempio dal Museo Archeologico di Napoli e da Pompei, la mostra "Gli arredi dei Cesari" a Milano è una rassegna unica nel suo genere che si propone di farci immergere nella vita dell’Antica Roma, da un lato rendendoci consapevoli dell’elevata raffinatezza che i Romani furono in grado di sviluppare anche nell’arredo e nei modi vivere, dall’altro facendoci accorgere delle molte consonanze che si possono riscontrare tra gli arredi romani e le tendenze moderne.

 

Prenota la mostra "Gli arredi dei Cesari" a Milano

  


Dove: Milano, Palazzo Reale

 

Quando: da definirsi

 

Orari Mostra: da definirsi

MOSTRA "REALISMO MAGICO" A MILANO 

 

La mostra “Realismo Magico”, allestita a Palazzo Reale a Milano, è una grande opportunità per approfondire la conoscenza di un movimento artistico che negli anni ’20 e ’30 del Novecento prese piede non solo in Italia e in Europa, ma anche negli Stati Uniti.

 

Lasciatisi alle spalle la rivoluzionaria stagione delle Avanguardie, diversi artisti avvertirono il bisogno di tornare a una forma solida, a una rappresentazione salda e figurativa della realtà, rifiutando la frammentazione compositiva e cromatica che le Avanguardie avevano proposto con tanto vigore. Tale tendenza artistica viene spesso descritta come un desiderio di “ritorno all’ordine” e, sebbene con caratteristiche differenti, si sviluppò in diverse nazioni ponendo le basi per la nascita di nuovi linguaggi artistici.

 

All’interno di tale contesto di rinnovato recupero delle proporzioni, della prospettiva, di una volumetria e una plasticità antiche, questa mostra intende esplorare soprattutto quella corrente artistica che venne definita come “Realismo Magico”, ossia una pittura figurativa di grande realismo dove trionfa l’attenzione alla resa dettagliata delle cose, ma dove vengono inseriti tuttavia elementi stranianti che portano a disorientare l’osservatore e a fargli percepire una sensazione di realtà sospesa e distorta, in una descrizione pittorica forse solo parzialmente veritiera.

 

Organizzata a una distanza di oltre trent’anni dall’esposizione milanese dedicata alla pittura italiana degli inizi del Novecento, questa mostra intende allargare il campo di indagine includendo non solo pittori italiani attivi in quegli anni all’interno del filone realista, come Felice Casorati, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Achille Funi, Massimo Campigli e molti altri, ma anche artisti europei e statunitensi, sottolineando quindi l’ampiezza di respiro che ebbe la corrente del realismo magico, grazie anche all’inclusione in mostra di sculture, disegni e documenti.

 

La visita guidata alla mostra “Realismo Magico” a Milano è dunque un’occasione unica per scoprire la stagione artistica che seguì alle scoppiettanti Avanguardie di inizio Novecento, prima che il Secondo Conflitto Mondiale mettesse a dura prova il senso del fare artistico e determinasse la nascita di nuovi stili

 

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Dove: Milano, Palazzo Reale

 

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MOSTRA "BELLEZZA E BRUTTEZZA NEL RINASCIMENTO" A MILANO

 

La mostra "Bellezza e bruttezza nel Rinascimento" a Palazzo Reale di Milano è un percorso alla scoperta dei canoni estetici di un momento storico in cui accanto alla costante ricerca del bello ideale, si accosta il fascino a tratti morboso dell'indagine del brutto e del difforme.

 

Nel Rinascimento, infatti, se da un lato nasce una nuova idea di bellezza e di perfezione, sottesa ai canoni perfetti della matematica e dell'armonia compositiva, dall'altra si affaccia, in maniera antitetica ma complementare, un curioso approccio a tutto ciò che da questa perfezione si discosta: nasce così un filone artistico che basa la propria poetica sul brutto nelle sue molteplici accezioni, da un naturalismo che rappresenta l'imperfetto al gusto dell'orrido e del truce, dal disgustoso al deforme, rappresentati con un tono che spazia dall'ironico allo stupito, dal parodistico al grottesco e a cui spesso si affiancano letture di tipo moraleggiante.

 

Caricature, donne barbute, esemplari teratologici, personaggi difformi e deformi iniziano a popolare l'immaginario figurativo e letterario del Quattrocento, aprendo la strada non solo a quello che sarà il primo embrione delle esasperazioni espressive del manierismo, ma anche a quel gusto del curioso, dello "strano" e del mostruoso che troverà uno dei suoi apici nelle Wunderkammern cinquecentesche e seicentesche, fino alle atmosfere tetre, violente e sanguinose di un Caravaggio.

 

La visita guidata alla mostra "Bellezza e bruttezza nel Rinascimento" a Milano, attraverso una selezione di esempi significativi, illustrerà la nascita di questa nuova filosofia, morale e pittorica, in cui il brutto viene dignificato e di conseguenza trattato alla stregua del bello, di cui è pendant importante, in un contrasto piacevole e realistico, che completa le infinite possibilità della veridicità del mondo con quel senso universalistico tipico di un Rinascimento, che troppo spesso consideriamo sinonimo di sola "bellezza".

 

 

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MOSTRA "TIZIANO E LE DONNE" A MILANO

 

La mostra “Tiziano. L’immagine della donna nella Venezia del Cinquecento” a Palazzo Reale a Milano, organizzata in collaborazione con il prestigioso Kunsthistorisches Museum di Vienna, è un’occasione preziosa non solo per ammirare grandi capolavori del Rinascimento veneziano provenienti dalla ricca collezione viennese, ma anche per esplorare un tema di grande interesse socio-artistico, ossia la raffigurazione della donna nell’arte della Serenissima nel Cinquecento.

 

La potenza politico-economica di Venezia era al proprio apice nel Cinquecento, e tale splendore trovava riscontro anche nell’abbondante produzione artistica di altissima qualità che in quegli anni caratterizzava la città lagunare, grazie ad artisti del calibro di Giorgione, Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto, Tiziano e Tintoretto.

 

La bellezza e il calore propri della “pittura tonale” veneta si esprimevano non solo in dipinti devozionali, ma anche in complesse scene allegoriche e mitologiche, e soprattutto nei molti ritratti che gli artisti attivi a Venezia sapevano realizzare con maestria. 

 

Protagoniste indiscusse della pittura, nonché della società veneziana del Cinquecento, furono le donne, rappresentate nelle molteplici sfaccettature e nei differenti ruoli che le caratterizzavano: a Venezia vi erano infatti colte nobildonne così come ricche consorti di mercanti, donne erudite e ottime interlocutrici che occupavano posti di riguardo nella società dell’epoca, uscendo gradualmente dalla sfera principalmente privata che erano state solite occupare nei secoli precedenti.

 

Accanto a loro, vi erano poi numerose cortigiane che contribuivano ulteriormente a rendere celebre la Serenissima. Città di commerci e di scambi socioeconomici per eccellenza, Venezia poteva infatti contare su un nutrito numero di cortigiane che si dividevano tra quelle “di lume” (cioè di basso rango) e quelle – invidiatissime – “oneste” (ossia di alto rango), colte e famose per i loro abiti raffinati così come per le amicizie influenti che sapevano assicurarsi.

 

La visita guidata alla mostra “Tiziano. L’immagine della donna nella Venezia del Cinquecento” intende farci esplorare la pittura tonale veneziana, caratterizzata da effetti cromatici e luministici, da tinte calde e giochi chiaro-scurali, così come da un’attenzione emotiva al soggetto e alle ambientazioni allusive, uno stile di pittura che nel Cinquecento divenne l’interprete perfetto per raccontare il complesso e variopinto mondo femminile che gremiva la Serenissima, descrivendone alla perfezione i sentimenti latenti, grazie anche alla resa di piccoli ma decisivi dettagli, dai ricchi tessuti ai preziosi gioielli fino alle famose chiome veneziane.

 

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MOSTRA DI LEE MILLER E MAN RAY A MILANO

 

La mostra di Lee Miller e Man Ray a Palazzo Reale a Milano intende far conoscere al grande pubblico una delle più importanti interpreti della fotografia del Novecento analizzando il suo rapporto professionale e personale con il celebre artista e fotografo surrealista all'interno del vivace panorama culturale della Parigi a cavallo tra gli anni Venti e Trenta

 

Dopo un primo grande successo in qualità di modella, che la porta a occupare le copertine di Vogue, Elizabeth "Lee" Miller decide nel 1929 di trasferirsi a Parigi con l'obiettivo di conoscere Man Ray e di intraprendere la carriera di fotografa. L'incontro con l'artista surrealista dà vita fino al 1932 a un periodo segnato da una proficua collaborazione e da una tumultuosa relazione sentimentale, durante il quale Lee Miller realizza le sue fotografie più innovative riscoprendo la tecnica fotografica della solarizzazione, che presto diventerà la firma artistica di Man Ray.

 

La mostra a Palazzo Reale indaga la carriera dei due fotografi seguendone la parabola artistica successiva alla loro rottura sentimentale del 1932, quando Lee Miller lavora come corrispondente di guerra e fotoreporter mentre Man Ray prosegue la sua carriera a New York e Hollywood. I due resteranno amici, come dimostra il sostegno che Man Ray offrirà all'ex amante e collaboratrice quando Lee Miller soffrirà di stress post-traumatico dovuto agli orrori a cui aveva assistito durante la seconda guerra mondiale.

 

Con oltre un centinaio di opere d'arte e fotografie prestate principalmente dall'Archivio Lee Miller e dalla collezione Roland Penrose, la mostra di Lee Miller e Man Ray a Palazzo Reale a Milano fa luce su una delle collaborazioni artistiche più interessanti del Novecento. Un'occasione per approfondire la conoscenza del vivace clima culturale parigino degli anni Venti e Trenta,  i cui protagonisti - tra i quali Andrè Breton, Salvator Dalì, Pablo Picasso, Coco Chanel, Luis Bunuel - sono protagonisti di alcuni celebri scatti di Lee Miller e Man Ray.

 

Foto © Lee Miller Archives (1939) - photo Theodore Miller, 1931

  

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MOSTRA FEDERICO FELLINI A MILANO

 

La mostra su Federico Fellini, allestita presso la sede espositiva di Palazzo Reale a Milano omaggia uno dei più importanti registi italiani di sempre, a cento anni dalla sua nascita.

 

Vincitore di numerosi premi come Oscar per Miglior Film Straniero, la Palma d’Oro al Festival di Cannes e il Leone d’Oro della Mostra del Cinema di Venezia, Federico Fellini ricevette innumerevoli tributi già in vita, essendo stato capace di cambiare il volto del cinema italiano, e non solo.

 

La mostra intende ripercorrere le tappe della carriera di questo grande regista, nato a Rimini nel 1920 e indirizzato a diventare giornalista, ma soprattutto sceneggiatore di grande successo. Ancora giovanissimo, firmerà insieme ad altri le sceneggiature di Roma città aperta (1945) e Paisà (1946) di Roberto Rossellini, e sarà proprio durante le riprese di quest’ultimo film che Fellini si avvierà a quella che, ancora senza saperlo, sarà la sua definitiva consacrazione: la regia cinematografica.

 

Dopo alcune prime esperienze, il suo esordio assoluto avverrà con Lo sceicco bianco (1952), cui seguirono gli anni prolifici e gloriosi de I Vitelloni (1953), La Strada (1954), La dolce vita (1960), 8 1/2 (1963) e Amarcord (1973). Fellini rimase operativo fino a poco prima della sua morte, sopraggiunta nel novembre del 1993, e solo pochi mesi prima - nel marzo del 1993 - ricevette l’Oscar alla carriera, il giusto coronamento per la carriera di un genio della pellicola come lui, che seppe attraversare epoche e tecniche diverse.

 

Furono moltissimi i progetti non realizzati e così come i talenti multiformi del regista non sempre noti al grande pubblico, ad esempio la vignettistica e i fumetti. Federico Fellini fu protagonista e testimone di un’epoca resa immortale anche grazie ai suoi film, che rivivrà proprio grazie alla mostra "Fellini Fellini" a Palazzo Reale a Milano che per l‘occasione offrirà la possibilità di ammirare non solo i suoi disegni e copioni originali, ma anche alcuni oggetti e costumi di scena.

 

  

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MOSTRA DEGAS MILANO

 

Palazzo Reale dedica una grande retrospettiva ad uno dei massimi esponenti e interpreti della modernità: Edgar Degas. La mostra si propone di approfondire la figura di questo grande artista con più di 100 opere provenienti da musei internazionali e delineando gli aspetti e le tappe più importanti della sua carriera artistica. Grande sperimentatore di mezzi artistici, si dedicò alla pittura a olio, al pastello, alla scultura e all’incisione.

La formazione di Degas ha inizio da autodidatta, ma saranno l’incontro con Ingres a l’Ecole des Beaux Arts e il viaggio in Italia dove visita Napoli, Firenze e Roma, a plasmare il suo stile, inizialmente caratterizzato da un’ attenzione rivolta al classicismo e a richiami Rinascimentali.

Attraverso l’artista Eduard Manet e il critico Durenty, negli anni ’60 dell’Ottocento,  entra in contatto con gli artisti del movimento impressionista, partecipando attivamente alle loro esposizioni, pur mantenendo sempre un certo distacco e un’indipendenza stilistica. Attratto dalla fotografia e dalle prime sperimentazioni del mezzo, Degassperimenta pittoricamente tagli compositivi, prospettive innovative, riprese sotto in su, diagonali sfuggenti e inquadrature moerne, dando prova di una straordinaria sensibilità e capacità di cogliere attimi di vita contemporanea, lasciando trasparire una ricerca quasi psicologica. I soggetti che predilige sono le figure femminili, come le ballerine ritratte negli spogliatoi, durante gli esercizi o nei momenti di riposo, come a bloccare un preciso istante,  e i suoi nudi non sono più idealizzati e sensuali, ma ripresi nei momenti più intimi e quotidiani.
 

Gli stessi soggetti sono riproposti anche nella scultura, dove Degas inserisce sorprendenti novità tecniche unendo anche materiali diversi e aprendo la strada alle future sperimentazioni  delle Avanguardie.

 

La mostra di Degas a Milano è un'occasione unica per scoprire uno dei più grandi artisti europei, che sempre pronto a confrontarsi con stili e culture diverse, anche nell’ultimo periodo della sua vita caratterizzato dalla progressiva perdita della vista, riuscirà a creare un'arte nuova, dove il colore e la luce, trattati in maniera quasi astratta, volgono ad uno stile sempre più libero e sempre più originale.

 

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