Mostra di Toulouse Lautrec al Museo degli Innocenti di Firenze


 

 

La visita guidata alla mostra di Henri de Toulouse-Lautrec e al Museo degli Innocenti di Firenze è un’occasione imperdibile per scoprire una delle istituzioni culturali più prestigiose della città, dove arte, architettura e storia si intrecciano armoniosamente.

 

Il percorso inizierà dalla mostra temporanea, che raccoglie litografie, manifesti, disegni e illustrazioni – alcune divenute vere e proprie icone – e ci permetterà di ammirare l’abilità di Toulouse-Lautrec nel raccontare la vita quotidiana dei caffè, dei teatri e delle strade di Parigi. Tra spensieratezza, eccessi e modernità, le sue opere restituiscono l’atmosfera vibrante della Belle Époque, svelando al tempo stesso i contrasti di un’epoca in cui lusso e povertà convivevano fianco a fianco.

 

Accanto alle opere di Lautrec, saranno esposti lavori di altri protagonisti del post-impressionismo, della Belle Époque e dell’Art Nouveau, insieme a fotografie, video, costumi e arredi d’epoca, per un’esperienza immersiva nella creatività e nell’eleganza della Parigi di fine Ottocento.

 

La seconda parte della visita sarà dedicata al Museo degli Innocenti: dal Loggiato sulla Piazza della Santissima Annunziata, dove si trova la celebre Finestra ferrata, ci muoveremo attraverso gli ambienti più significativi del complesso – il Cortile delle Donne, il Cortile degli Uomini e l’affaccio sull’Archivio storico – per ammirare le forme armoniose e la straordinaria linearità brunelleschiana. La visita proseguirà poi nella Pinacoteca, che ospita una collezione strettamente legata alla storia del luogo, tra accoglienza e spiritualità, con opere di maestri come Domenico Ghirlandaio, Luca e Andrea della Robbia, Sandro Botticelli e Piero di Cosimo, insieme a lavori di artisti cresciuti all’interno dell’Ospedale stesso.

 

La visita guidata alla mostra di Henri de Toulouse-Lautrec e al Museo degli Innocenti di Firenze ci guiderà alla scoperta di un complesso monumentale, dove passato e presente dialogano per raccontare la città nella sua piena ricchezza culturale.